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Silvia Mentini

Come aprire un NCC, ovvero un noleggio auto con conducente

Ciao ragazzi e bentornati sul blog dell’autonoleggio di Rent a Car di Catania.

Oggi parliamo di lavoro. Ho pensato di dare qualche dritta a tutti coloro che sono alla ricerca di un nuovo impiego e magari stanno pensando di mettere su un servizio di taxi o meglio ancora un noleggio auto con conducente (NCC) che si differenzia dal normale “cab” in quanto non è un servizio privato, anche se, come nel primo caso, le licenze vengono rilasciate dal comune di competenza.

Vediamo cosa dicono in proposito la legge del 15/02/1992 n. 21 e la legge regionale del 15/04/1995 n.25 sui regolamenti comunali vigenti in materia che regolano il servizio di noleggio auto con conducente: “Gli autotrasporti pubblici non di linea provvedono al trasporto individuale o collettivo di persone con funzione complementare e integrativo rispetto ai trasporti pubblici di linea ferroviari e automobilistici e vengono effettuati, a richiesta degli utenti, in modo non continuativo o periodico su itinerari ed orari concordati di volta in volta.”

diventare conducenti di autotrasporti pubblici

È il Comune a rilasciare le licenze per il noleggio di auto con conducente, attraverso un bando di concorso pubblico annuale. A seconda di fattori variabili come la densità di popolazione e la capillarità del trasporto pubblico, ogni Comune decide in autonomia quante licenze rilasciare annualmente. Per quanto riguarda invece il noleggio con conducente per gli autobus vi è stata una liberalizzazione con la legge 218 del 2003 e il servizio non è sottoposto ai fattori di contingenza sopra elencati (densità popolazione e capillarità dei trasporti), ma in ogni caso è sempre il Comune di competenza ad avere l’ultima parola e a decidere se rilasciare le licenze. Inoltre il Comune ha la facoltà di determinare quanti e quali tipologie di veicoli saranno in circolazione, ne stabilisce le modalità di circolazione e le relative aeree di competenza e, come per i taxi, stabilisce le tariffe generali. Per cui ogni veicolo deve essere dotato di un tassametro che indichi con chiarezza il costo di ogni corsa e il proprietario del servizio è tenuto a comunicare con chiarezza ai propri clienti le tariffe in vigore.

La differenza principale fra un normale servizio di taxi e uno di autonoleggio con conducente è questa: il primo attende la propria clientela negli spazi pubblici e gli utenti non hanno bisogno di una previa prenotazione per utilizzarlo, mentre per il secondo è l’utente stesso che si reca alla rimessa per richiedere uno specifico servizio di trasporto, proprio come succede quando si affitta una macchina da un autonoleggio privato.

Ora vediamo quali sono i requisiti richiesti per poter diventare conducenti di un autoservizio pubblico.

Bisogna avere la patente da almeno tre anni e se si decide di noleggiare anche pullman con conducente, prima è necessario conseguire la licenza adatta per poterli portare. Poi bisogna conseguire il certificato di abilitazione professionale KB che viene rilasciata dalla Motorizzazione Civile di competenza solo a chi ha già compiuto i 21 anni (età minima con la quale è possibile fare richiesta di rilascio licenza). L’abilitazione KB permette di guidare taxi e autoservizi pubblici. Poi ci si deve iscrivere in Provincia al ruolo di conducenti di veicoli adibiti al trasporto pubblico, iscrizione che si ottiene dopo il superamento di un esame di idoneità. Una volta ottenute tutte le abilitazioni è possibile registrare la propria attività alla Camera di Commercio. Per il servizio di autonoleggio con conducente è poi obbligatorio per legge disporre di un’autorimessa a norma di legge per il ricovero dei veicoli.

Non potrà fare richiesta di licenza chi ha scontato, deve scontare o sta scontando pene detentive superiori ai due anni che riguardino delitti non colposi contro la persona, il patrimonio, la pubblica amministrazione, la morale pubblica, nonché i delitti di mafia. Per fare la richiesta di rilascio licenza è necessario presentare una serie di moduli: SE02AS per l’NCC autobus, il SE03AS per l’NCC auto. Di norma i modelli sono scaricabili dal sito del Comune di competenza nelle sezioni Aree Produttive.

Bene, spero che il post sia stato utile, ma per maggior chiarezza potete leggere questo .pdf. Nonostante sia relativo al comune di Padova, riporta nel dettaglio tutta la normativa vigente in materia di autonoleggio con conducente.

A presto.

Per la serie noleggio auto e oltre: il noleggio di opere d’arte

Bentornati sulle pagine del blog dell’autonoleggio Rent a Car di Catania.

Nei post precedenti abbiamo già avuto modo di analizzare varie forme di noleggio, oltre a quella che ci compete e cioè il noleggio auto e abbiamo scoperto insieme che ormai si può noleggiare veramente di tutto. Oggi vi propongo un nuovo tipo di affitto particolare: il noleggio di opere d’arte.

Quadri, oggetti di design, complementi di arredo, mobili… sul web esistono ormai diversi siti che propongono di noleggiare opere d’arte anziché acquistarle. Un modo certamente vantaggioso per arredare con gusto uffici, negozi, strutture di ristorazione o addirittura la propria casa, senza la necessità di svenarsi e creando nello stesso tempo la giusta atmosfera rendendo unico uno spazio che rischierebbe altrimenti di rimanere anonimo e privo di personalità.

L’idea è buona, soprattutto per tutti coloro che intraprendono un’attività e hanno poco budget a disposizione, ma che desiderano comunque comunicare un certo tipo di messaggio, accogliere in un ambiente di buon gusto i propri clienti ed esprimere la propria professionalità attraverso gli oggetti giusti ed immagini evocative. La scelta dei complementi d’arredo azzeccata può davvero dare una mano ad un’attività che sta muovendo i primi passi, ma può anche dare una sferzata di aria fresca a tutte quelle che desiderano rinnovare la propria immagine.

Noleggiare opere d’arte permette di rinnovare con una certa frequenza tutto l’arredo, mantenendo viva la propria identità. Oltretutto evita anche quello spiacevole sentore di usato e trascurato che assumono le riproduzioni quando iniziano a sbiadire sulle pareti o la pianta mogia nell’angolo o ancora quel tavolino nell’ingresso diventato ballerino.

Ma come funziona il noleggio di opere d’arte?

L’idea come al solito arriva dritta dritta dagli States, dove già da alcuni anni è diventata una pratica piuttosto diffusa, ma anche qui in Italia si sta diffondendo rapidamente. I siti che si occupano di questo tipo di servizio stanno aumentando notevolmente, perché il mercato in effetti c’è ed è desideroso di unire arte e affari in un colpo solo.

noleggiare opere d'arte

Il noleggio di opere d’arte funziona grosso modo come qualunque altro tipo di noleggio/leasing: si scelgono le opere, si paga un canone di affitto mensile comprensivo di tasse e assicurazione sui pezzi per il periodo di tempo desiderato e alla fine del contratto si può decidere se acquistare le opere, aggiungerne di nuove, cambiare totalmente o disdire il contratto. Alcuni servizi pongono come unica condizione un numero minimo di opere o due mesi di noleggio, ma in ogni caso con poche decine di euro al mese è possibile rendere unico il proprio spazio professionale e personale. Oltretutto aziende, imprese commerciali e liberi professionisti possono detrarre le spese di noleggio dalle tasse.

L’idea alla base di questo tipo di noleggio poi è piuttosto interessante. Si possono prendere in affitto le riproduzioni di opere d’arte storiche, ma si possono anche scegliere pezzi di artisti contemporanei. Ed è questo l’aspetto più positivo: con un canone mensile ridotto non solo si arreda il proprio spazio ma si dà loro l’opportunità di emergere e di avere uno spazio espositivo in luoghi pubblici come bar, ristoranti ed alberghi, ma anche in casa propria se lo si desidera, diventando così anche un po’ mecenati dell’Arte.

A noi dell’autonoleggio Rent a Car Catania l’idea piace molto perché l’arte nelle sue svariate forme è un veicolo comunicativo sorprendente che arricchisce chi la osserva e rende le persone emotivamente più sensibili e mentalmente più aperte.

Demotorizzazione: addio auto di proprietà e benvenuti autonoleggio e car sharing?

Quattro anni di perdite a due cifre, costi troppo alti di gestione, carburante alle stelle, scarsi incentivi, tasse ed assicurazioni in aumento: il settore dell’auto non è mai stato tanto in crisi come in questi anni. In meno di quattro anni l’Italia ha perso quasi un milione di di auto immatricolate, gli ordini ai concessionari hanno subito un tracollo del 21% e l‘UNRAE (associazione delle case produttrici estere operanti in Italia) lancia l’allarme: nei primi mesi del 2012 mancano all’appello dell’immatricolazione oltre 25.000 auto rispetto al 2011. Forse il dato in sé non è così allarmante se si considera un parco macchine in Italia di oltre 32 milioni di veicoli, ma il trend è destinato a salire.

La nuova situazione che si profila ha anche un nome, si chiama demotorizzazione. Il parco macchine in Italia sta diminuendo ed è un fenomeno che è destinato a continuare. Complici tre fattori: i costi sempre più ingenti di gestione dell’auto di proprietà, un mercato che campa solo sulla sostituzione (sempre più scarsa) di modelli vecchi e il rapporto mutato delle nuove generazioni nei confronti dell’auto come bene privato, inquinante e costoso. Lasciando da parte per un attimo (ma solo per un attimo) il discorso che un giovane su tre in Italia non ha lavoro e che non è materialmente nelle condizioni di acquistare un’auto, ci sono anche altri motivi che spingono le nuove generazioni a fare a meno della macchina di proprietà.

Come sostiene Massimo Nordio, capo del gruppo Volkswagen Italia, i giovani sono sempre più interessati all’utilizzo più che al possesso di un bene o servizio e in un contesto in cui i voli low-cost o i treni sono mezzi decisamente più competitivi rispetto all’auto, si preferiscono soluzioni alternative, meno costose e anche eco-friendly. E quindi se il mercato dell’auto non permette di acquistare mezzi ibridi (troppo costosi e scarsamente incentivati) e di cambiare l’auto con frequenza perché troppo oneroso, ci si rivolge a servizi alternativi: si noleggia un auto per le vacanze, si usano il car pooling e i trasporti pubblici, si va a piedi e in bicicletta, si preferiscono aerei e treni per le tratte più lunghe.

Inoltre per chi vive in città avere un’auto è spesso una fonte di problemi più che di vantaggi: i comuni fan man bassa di multe e contravvenzioni per sanare i bilanci, i parcheggi a pagamento (quando si trovano) si portano via una buona fetta dello stipendio mensile, la circolazione è congestionata: si stima che la velocità media in città sia di 15 km/h, i blocchi del traffico sono più un fastidio che un reale beneficio all’aria cittadina, le zone ztl obbligano gli automobilisti a fantasiose circonvoluzioni. Insomma non c’è da stupirsi che molti italiani si siano disfatti della propria auto per poi non ricomprarne una nuova o si tengano modelli vecchi fino al momento dello sfasciacarrozze.

autonoleggio e demotorizzazione

Tutti aspetti e considerazioni che stanno spingendo il mercato dell’auto a ripensare se stesso e di puntare su un servizio che non sia finalizzato al solo concetto di vendita, ma che inizi a considerare l’auto come un servizio e non più come un bene di possesso. In quest’ottica molti grandi marchi si stanno attrezzando: ci si lega ai nomi importanti di agenzie dell’autonoleggio, si incentiva il car sharing aziendale, ci si appoggia ai servizi di noleggio auto a lungo termine per fornire, oltre alle auto del parco macchine, anche i mezzi di sostituzione, oppure ci si inventa un servizio di car sharing gestita direttamente dalle compagnie produttrici, un po’ come ha fatto la Toyota in fase sperimentale. Su altri fronti si fanno pressioni sul governo per ottenere detassazioni e agevolazioni per il rinnovo dei parchi macchine aziendali e per diminuire la pressione fiscale sui privati, anche se i risultati fino ad ora sono stati decisamente poco fruttuosi.

Insomma siamo di fronte ad un momento epocale per il settore dell’auto che ha campato per troppi anni sul roseo pregiudizio che il consumismo automobilistico non avrebbe mai subito battute d’arresto, ma ora le cose stanno cambiando e forse in meglio per i cittadini. Le nuove generazioni dettano il trend: si può fare a meno dell’auto di proprietà, ci si può spostare in maniera alternativa e meno inquinante, si desidera vivere in città che finalmente si avvicinino a quel modello utopistico di smart cities, dove la qualità dell’aria, della vita, della mobilità e della comunicazione siano effettivamente migliori.

L’auto di proprietà: gli italiani vogliono l’ibrido, ma quanto costa!

Cara auto mia, ma quanto…mi costi! Questo è il sentimento di milioni di italiani nei confronti delle macchine in questi ultimi anni. Consumi eccessivi, carburante che fluttua sempre intorno a cifre da capogiro, poche le pompe bianche in circolazione, risparmi risibili di un finto libero mercato, rc auto in continuo aumento per finanziare le province e chissà che altro, tasse, gabelle e bolli, parcheggi a pagamento, ztl, posteggi contesi con le unghie e con i denti, garage da pagare, manutenzione ordinaria e straordinaria, tagliandi e revisioni, collaudi, svalutazione e rottamazione. Un vero incubo che costa ad ogni famiglia una media di 4000 euro (molto reali) all’anno.

C’è chi dice basta, mi butto sui trasporti pubblici, noleggio un’auto solo quando mi serve, uso il car sharing, mi muovo in bicicletta, chiedo un passaggio ad un amico o un collega. Tanto più che la mia auto è vecchia, inquina, non posso circolare in città e mi costa un occhio della testa ogni volta che ci devo mettere mano, tanto vale farne a meno.

Già, non possedere più l’auto sembrerebbe la soluzione più conveniente, se solo i trasporti pubblici fossero più efficienti, non vi fossero tutti quei tempi morti fra gli spostamenti, non dovessi macinare chilometri e chilometri a piedi per fare una commissione e non ne avessi bisogno nei weekend. Ogni italiano ha la sua motivazione per sostenere che farebbe volentieri a meno dell’auto, ma non saprebbe comunque rinunciare all’indipendenza di movimento che solo un’auto di proprietà può garantire. Nonostante tutto gli italiani sono ancora molto legati all’idea dell’auto come simbolo sociale e faticano a rinunciarvi.

Ma allora come si fa?

La soluzione ideale sarebbe quella di acquistare auto ibride: hanno emissioni bassissime, possono circolare ovunque e garantiscono un risparmio notevole. Tutte ottime ragioni per rivolgersi al mercato dell’ibrido, tanto più che le grandi case produttrici stanno facendo ingenti investimenti in questo campo, proponendo modelli per tutte le categorie di auto. I listini si sono arricchiti notevolmente e nel 2013 è possibile scegliere fra citycar, berline, wagon, auto di lusso e sportive che supportano tecnologie ibride, garantendo alte prestazioni e consumi ridottissimi.

noleggio auto, ibride

Restano comunque due “ma” piuttosto ingombranti che tengono il freno a mano tirato sulla strada del mercato dell’ibrido: prezzi ancora troppo alti e pochissimi incentivi statali per l’acquisto. Se si pensa che il mercato della vendita di auto ha avuto un crollo di oltre il 20% sul nuovo e del 12% sull’usato negli ultimi 5 anni, viene da pensare che non ci siano le condizioni economiche per acquistare un’auto ibrida. Non ci sono abbastanza danari di partenza per permettersi il lusso di pensare ad un risparmio futuro e gli aiuti statali sono ridotti e per certi versi anche ridicoli.

Una mezza buona notizia però c’è: il Ministero dello Sviluppo ha stanziato per il 2013 un totale di 40 milioni di euro per incentivare l’acquisto di auto a basse emissioni e dal 14 marzo è possibile farne richiesta. Tuttavia le previsioni di AltroConsumo sono tutt’altro che incoraggianti: oltre l’80% di questa somma sarà investita per taxi, trasporti pubblici, servizi di noleggio auto comunali (una specie di taxi pubblico) e parchi macchine aziendali. Ai comuni mortali privati resteranno le briciole: poco più di 4 milioni di euro appena sufficienti per coprire l’acquisto di 2000 veicoli. Insomma: bisogna fare in fretta!

Queste sono a grandi linee le condizioni richieste per accedere all’incentivo: l’acquisto di un’auto nuova di fabbrica le cui emissioni di CO2 non superino i 90gr/km. L’immatricolazione deve avvenire entro 90 giorni dalla richiesta di incentivo statale e dalla firma del contratto. Il contributo può aumentare se il veicolo acquistato ha un emissione di CO2 minore di 50gr/km, tuttavia non supera i 5000 euro che si traduce in parte in uno sconto del 20% sul costo di partenza del concessionario.

Le auto che si possono acquistare tramite l’incentivo sono diverse e ormai garantiscono ottime prestazioni di guida oltre a dei consumi sempre più ridotti. Peugeot, Renault, FIAT, Lancia, Skoda, Toyota, Lexus, Volkswagen propongono diversi modelli: ibridi, a metano, elettrici, policarburante… i prezzi variano da un minimo di 18.000 euro per citycar, utilitarie e modelli compatti fino a gli oltre 100.000 euro della Lexus LS 600h con 445 cv di potenza o le limousine della Mercedes, dell’Audi o della BMW.

Qualche altro vantaggio delle auto ibride? Quando si viaggia in modalità elettrica sono silenziosissime e non emettono vibrazioni, possono circolare anche nei giorni di blocco del traffico, in molte città si possono parcheggiare gratuitamente nei posteggi blu, entrano nella zona ztl…insomma, anche se sono care, i vantaggi esistono e per chi può permettersi l’acquisto sono decisamente un’ottima scelta, soprattutto se si scelgono i modelli ibridi, la cui spesa si ammortizza in un tempo minore rispetto a quelle puramente elettriche e permettono di avere prestazioni di guida alte in qualsiasi contesto.

Tutti gli altri possono incentivare delle modalità di spostamento alternative: car sharing, noleggio auto, trasporti pubblici. Molto spesso i mezzi a disposizione sono già dotati di una tecnologia ibrida e godono di tutti vantaggi appena elencati. Così è possibile risparmiare notevolmente sui costi di spostamento, si può evitare di possedere un’auto e intanto si strizza l’occhio all’ambiente.

Forza ragazzi, forse vivere senza un’auto di proprietà è possibile e dare una mano all’ambiente anche!

Il car sharing: noleggia la tua auto tutti i giorni

Bentornati sulle pagine del blog dell’autonoleggio Rent a Car Catania!

Oggi vorrei tornare su un argomento che suscita molto interesse per quanto riguarda il tema mobilità cittadina: il car sharing, servizio patrocinato dal Ministero dell’Ambiente e ormai disponibile in molte delle principali città italiane. Il fenomeno, nato in Svizzera all’inizio degli anni ’80, sta prendendo finalmente piede anche in Italia: sono già oltre 16.000 gli iscritti al servizio dal 2000 ad oggi e oltre 500 i mezzi disponibili.

Dati che sono destinati a crescere vista la semplicità di accesso al servizio e la sua convenienza: si parla di un risparmio di circa 2000 euro pro capite su una media di percorrenza di 10.000 chilometri annui. Una cifra non trascurabile se si pensa che la maggior parte degli utenti utilizza il servizio giornalmente per tratte che superano anche i 50 chilometri al giorno. Tuttavia il car sharing fa gola anche a chi l’auto la usa poco o non ce l’ha, preferendo mezzi pubblici o alternativi, perché può utilizzare il servizio per gite fuori porta, trasporti eccezionali, commissioni ed emergenze varie.

Altri motivi di tanto successo?

Il car sharing dà la possibilità a chiunque di utilizzare un’auto liberandosi dagli oneri che comporta il suo possesso. Oltre ad evitare l’acquisto, ci si dimentica dell’assicurazione e del bollo, non vi sono problemi di parcheggio e l’eventuale manutenzione non è a carico dell’utente, ma dell’azienda, di solito pubblica, che gestisce il servizio. Le modalità di accesso al car sharing sono molto simili a quelle del noleggio auto tradizionale, ma in più si può godere di ulteriori vantaggi non trascurabili.

Punto primo: il servizio è disponibile a qualsiasi ora del giorno o della notte e, una volta iscritti, basta recarsi alla stazione di parcheggio più vicina e prendere l’auto senza la necessità di ulteriori mediatori. Volendo è possibile anche noleggiare un’auto specifica con un largo anticipo, basta contattare online l’erogatore del servizio e procedere con la prenotazione. Non vi sono limitazioni di tempo o di percorrenza: si può utilizzare il mezzo per un’ora, per tutta la giornata o per un’intera settimana sia dentro sia fuori città.

Accedere al Car sharing è semplice: è sufficiente iscriversi presso l’ente che si occupa della gestione del servizio nella propria città e pagare una quota fissa annuale (o mensile, se si preferisce). Poi a seconda del mezzo, del tempo di utilizzo e del numero di chilometri percorsi si paga un’ulteriore cifra variabile, in modo che si paghi solamente l’effettivo uso del servizio. Una volta effettuata l’iscrizione si ottiene una smartcard che identifica il proprio nominativo e permette di accedere a tutte le auto disponibili, di monitorare il proprio consumo in termini di tempo e chilometraggio e di fare il pieno all’auto quando è necessario.

Il parco macchine a disposizione degli utenti prevede l’utilizzo di auto ecologiche, ibride ed elettriche sempre all’avanguardia e rispettose dell’ambiente. Non a caso con i mezzi del car sharing è possibile circolare nelle zone a traffico limitato, posteggiare gratuitamente nei parcheggi blu e in quelli riservati ai residenti. Inoltre sono disponibili varie categorie di mezzi: dalla citycar al furgone, in modo da soddisfare tutte le esigenze di movimento e trasporto.

Volete saperne di più? Qui troverete un video che spiega in modo molto chiaro come funziona il car sharing, a descriverlo è Andrea Leverano, responsabile di Car Sharing ATM di Milano.

L’Etna fa “tremare i vetri” e chiude l’aeroporto Fontanarossa di Catania

Sono giorni di grandi attività stromboliane per l’Etna che dall’inizio dell’anno ha nettamente incrementato la sua attività, tanto che l’aeroporto Fontanarossa di Catania ha dovuto chiudere ad intermittenza alcune ore nelle scorse giornate. Il 16 marzo ha rappresentato uno dei picchi culminanti dell’attività della Muntagna che non dorme mai. Cenere in grandi quantità e lapilli fuoriusciti dal cratere a sud-est hanno ricoperto con uno spesso strato fuliggine le case dei catanesi (in alcune zone la concentrazione di cenere era di 50 kg per metro quadrato), hanno reso illeggibili le indicazioni stradali, reso difficoltosa la circolazione stradale e hanno impedito al traffico aereo di atterrare sullo scalo di Fontanarossa di Catania.

Etna: chiude aeroporto Fontanarossa

Infatti lo scalo, anche a causa di un’eruzione vulcanica piuttosto consistente scesa nella Valle del Bove e alla concentrazione di cenere nell’aria, è rimasto chiuso per circa un’ora (dalle 19:00 alle 20:20) durante la quale cinque voli sono stati fatti atterrare a Palermo, per poi essere nuovamente ricondotti a Catania alla riapertura dello scalo. Ora il traffico ha ripreso l’attività normale, ma resta l’allerta per le continue eruzioni vulcaniche che in questi giorni non si sono limitate a qualche sbuffo e ad un po’ di lava. Gli abitanti della piana di Catania nonché i vulcanologi dell’INGV hanno segnalato un’attività stromboliana e fuoriuscite di gas “da fare tremare i vetri alle finestre” e colonne di lapilli e ceneri alte anche 700 metri (niente se pensiamo che il 4 settembre del 1999 si registrò una colonna di lava e gas alta 2 chilometri).

Gli esperti hanno individuato picchi di attività piuttosto vigorosi che potrebbero rappresentare i prodromi di un’eruzione vulcanica più violenta nelle prossime settimane. Infatti le eruzioni periodiche sono aumentate e da una al mese ora si è passati ad una ogni 5-6 giorni con episodi che arrivano a durare fino alle due ore e si attende un nuovo parossismo nei prossimi giorni.

Intanto onore al merito a tutti i catanesi che vivono alle falde del vulcano più grande d’Europa, per il coraggio e la pazienza che dimostrano nonostante gli inconvenienti (e il pericolo) che lo spettacolo vulcanico offre ormai da parecchi giorni.

Per la serie noleggio auto e oltre: il noleggio di libri scolastici

Eccoci di ritorno per una nuova puntata di Noleggio auto e oltre di Rent a Car Catania. Oggi vorrei parlare di un noleggio che di certo farà piacere a tutte le famiglie con figli a scuola e all’università: il noleggio di libri scolastici.

L’idea di noleggiare i libri digitali non è certo nuova e già da un paio di anni Amazon, Nook, Apple e tanti altri hanno ideato un servizio basato proprio sull’affitto di titoli che possono essere scaricati e consulatati su diversi dispositivi (tablet, Ipad, smartphone, ereader, pc, Mac…) e utilizzati durante un certo periodo di tempo che può essere di qualche giorno, ma anche di un anno. Allo scadere del periodo si hanno due opzioni (come quando si noleggia un auto in leasing): il rinnovo del noleggio o l’acquisto del titolo in questione.

L’idea è andata così bene che da qualche mese Amazon ha deciso di lanciare un nuovo servizio: il Kindle Textbook Rental, che permette agli studenti di scuole e università di prendere a noleggio i testi scolastici per un semestre e di risparmiare così anche l’80% sul costo di acquisto. E se pensate che il formato dei testi sia solo digitale, vi sbagliate.

Infatti pochi mesi fa il gigante americano ha lanciato una nuova idea: il noleggio di libri cartacei. Il servizio è molto simile a quello digitale come anche le condizioni di noleggio, l’unica differenza è che l’utente avrà in mano un testo cartaceo (che può essere nuovo o già usato) e non una semplice copia digitale. E per incentivare maggiormente le adesioni, Amazon ha eliminato anche i costi di spedizione e restituzione dei testi utilizzati e garantisce il recapito entro due giorni dalla richiesta, promettendo agevolazioni, sconti e spedizioni gratuite anche su altro materiale scolastico.

noleggio libri scolastici

Purtroppo il servizio per ora è in lancio solo negli USA ed è dedicato nello specifico agli studenti universitari, ma sembra che stia riscuotendo un discreto successo anche presso altre aziende e case editrici disposte ad aderire all’iniziativa. Non è quindi da escludere che Amazon decida poi di estendere il noleggio di libri scolastici anche in Italia e in altri Paesi nel mondo. Di certo sarebbe un’alternativa valida che potrebbe contrastare lo strapotere delle case editrici scolastiche italiane che ogni anno rinnovano i testi scolastici e i prezzi di copertina, impedendo spesso l’acquisto di libri di seconda mano e dirottando forzatamente le famiglie verso soluzioni alternative più convenienti.

In ogni caso noi dell’autonoleggio Rent a Car di Catania siamo certi che nemmeno l’educazione scolastica e universitaria rimarrà esente dalla rivoluzione digitale e che presto il risparmio, l’utilizzo condiviso e il noleggio saranno le tendenze del futuro anche nel nostro bel Paese.

Declassamento dell’aeroporto di Fontanarossa di Catania: prospettive per il futuro

declassamento aeroporto fontanarossaAncora problemi per l’aeroporto Fontanarossa di Catania. La vicenda del declassamento decretato dal ministro delle Infrastrutture e dello Sviluppo Corrado Passera ha trasformato lo scalo da eccellenza della costa orientale della Sicilia ad aeroporto di serie B che non godrà del piano di sovvenzione europea da 37 miliardi per la riorganizzazione aeroportuale italiana. Noi dell’autonoleggio Rent a Car Catania ne abbiamo parlato qui e ora vorremmo rendervi partecipi degli ulteriori sviluppi.

I vertici dell’aeroporto di Fontanarossa hanno giustamente chiesto al nuovo governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, di fare da mediatore con il governo centrale per trovare una soluzione all’incomprensibile esclusione di un aeroporto che serve ogni anno oltre 7 milioni di passeggeri, tagliando fuori una zona di interesse turistico, commerciale ed industriale. Crocetta si è già mosso in tal senso, ma certo che con la situazione governativa di questi giorni è difficile trovare una soluzione immediata, si dovrà per forza attendere la formazione di un nuovo esecutivo che, vista la precarietà, non è detto che sarà in grado di prendere una decisione in tempi brevi.

Intanto circolano voci sulla possibile vendita dell’aeroporto di Fontanarossa di Catania, c’è addirittura che insinua il nome dei Benetton. Ma Enzo Taverniti, nuovo presidente della SAC dall’inizio del 2013, nega recisamente. La struttura non è in vendita, anche perché non è esattamente un momento propizio per farlo visto che il prezzo di vendita sarebbe forzosamente minore del suo valore pieno. Tuttavia ammette che l’apertura ad investimenti privati esiste ed è auspicabile, soprattutto per il bene del futuro dello scalo.

Infatti l’aspetto più lamentabile di tutta la vicenda è lo stop a tutti i provvedimenti di sviluppo che la SAC aveva in mente per lo scalo. Le idee erano tante e puntavano all’integrazione delle comunicazioni e dei trasporti di tutta la zona aeroportuale. Si pensava di costruire una nuova pista intercontinentale e di aggiungere una stazione che collegasse l’aeroporto alla rete ferroviaria. Il declassamento, arrivato come un fulmine a ciel sereno, ha bloccato tutti questi progetti per mancanza di fondi.

Ora l’obiettivo auspicato, ma non ancora certo, è quello di creare una rete di comunicazioni fra l’aeroporto di Fontanarossa e lo scalo di Comiso, su cui la SAC ha un certo potere decisionale grazie alle quote partecipative. L’integrazione avrebbe due conseguenze: l’aumento del bacino di utenza e la possibilità di essere inseriti nel Core delle eccellenze aeroportuali italiane. Ma per ora Taverniti non si pronuncia e bisognerà attendere almeno fino ad ottobre per avere qualche certezza in merito.

Nell’attesa che si faccia chiarezza sulla vicenda, i clienti dell’autonoleggio di Rent a Car Catania non devono preoccuparsi, perché è ancora sempre possibile noleggiare un’auto direttamente in aeroporto, tuttavia speriamo fortemente che questo declassamento non sia definitivo.

Quanto costa noleggiare un’auto di lusso?

Sei alla ricerca di un’auto di super lusso da noleggiare? Sogni da sempre di scendere da una limo davanti al locale più esclusivo della tua città? Immagini ad occhi aperti festini e bottiglie di champagne sui sedili spaziosi e setosi di una Bentley? Vuoi noleggiare un Hummer per far morire di invidia i vicini? Allora noi di Rent a Car Catania…. non possiamo aiutarti, il nostro autonoleggio non ha macchine di questo tipo :), ma vogliamo comunque darti una mano a realizzare le tue fantasie. Qui di seguito troverai a grandi linee le tariffe medie per noleggiare un’auto di lusso…forse dopo ti renderai conto che dopo tutto non è mica tutto questo granché fare un’entrata in scena da favola, se poi per il resto del mese non si mangia.

Comunque va detto che se il servizio esiste è perché ha un mercato, quindi tanto di cappello a chi se lo può permettere e soprattutto a chi per una volta decide di fare il VIP…anche quando non lo è.

Allora prima di tutto: il noleggio auto di lusso funziona grosso modo come un noleggio normale: bisogna essere maggiorenni, avere la patente, una (almeno) carta di credito, si deposita una franchigia e si paga un’assicurazione oltre alla tariffa di noleggio. Di solito le auto vengono noleggiate a ore (anche perché chi diavole si farebbe un viaggio con un mostro che beve un litro di carburante ogni 800 metri?) e sono disponibili per uscite speciali, matrimoni, eventi mondani, trasporto VIP e meno VIP, serata in discoteca e per tutte quelle occasioni in cui si vuole davvero lasciare a bocca aperta amici e parenti.

Le fasce di prezzo variano notevolmente da auto ad auto, ma anche da autonoleggio ad autonoleggio, quindi il modo migliore per trovare quello che si cerca è sempre il buon vecchio internet. Tuttavia si possono fare delle previsioni in base alla tariffe analizzate.

Mezzi come gli Hummer sono decisamente i più costosi. Il noleggio minimo è di solito di due ore per un costo medio di 550-650 euro. Ogni ora in più oltre al contratto costa intorno ai 200 euro. Se lo si affitta per un matrimonio si può arrivare facilmente intorno ai 1500 euro per 6 ore di noleggio in cui è compreso anche l’autista e una bottiglia di champagne.

Per il noleggio di qualcosa di meno appariscente, ad esempio una Lincoln color avorio di 9 metri, si spende qualcosa di meno: intorno ai 100 euro all’ora, ma dentro lo spazio abbonda e ci si può salire in 9. Se tutti pagano una quota si arriva a poco più di 10 euro a testa, ma facciamo 20 o 30 perché la politica di molti autonoleggi non permette di noleggiare un’auto per meno di 2-3 ore e se lo permette lo fa pagare come un servizio aggiuntivo, stessa cosa se il punto di raccolta dei passeggeri è molto distante dall’autonoleggio.

Per una Chrysler o una Bentley invece i prezzi tornano ad aumentare e per sei ore di noleggio si possono spendere 900 euro circa, anche qualcosa di più se si tratta di un matrimonio.

Insomma, la media è più o meno questa per tutto il resto basta una carta di credito fornita e la voglia di regalarsi una pazzia!

 

Noleggio auto, car pooling, web-autostop: idee per una mobilità ecosostenibile

Sulle pagine del blog dell’autonoleggio Rent a Car Catania abbiamo già affrontato il tema di questa rivoluzione culturale che si chiama condivisione. La tendenza che sta prendendo piede in tante forme diverse e in tutto il mondo è quella di non acquistare più un bene o un servizio, ma di noleggiarlo o richiederlo solo per il periodo di tempo che ci serve. E non si parla più semplicemente di noleggiare un’auto dall’aeroporto all’albergo o di affittare un macchinario speciale per conto del comune. Questa rivoluzione “pacifica” a costo e impatto ambientale contenuti si sta diffondendo in tutte le sfumature della vita quotidiana delle persone.

Complici sono tanti fattori, ma i principali sono certamente l’abbattimento dei costi, la mancanza tangibile di denaro nelle tasche dei consumatori e lo sfruttamento di risorse che, se condivise, non solo non vengono sprecate, ma addirittura possono essere riciclate, strizzando così l’occhio all’ecologia e ad una crescita sostenibile. Un altro fattore determinante di questa tendenza è la possibilità di poter accedere a beni e servizi che di norma non sono necessari giornalmente, ma che grazie alla condivisione, al pooling e al noleggio, è possibile utilizzare, per togliersi un sfizio, per soddisfare un bisogno e perché no, anche realizzare un piccolo sogno.

Una delle espressioni più compiute di questo nuovo modo di concepire il possesso delle cose e lo sfruttamento efficace delle risorse in circolazione sono il car pooling e la conseguente nuova concezione di autostop, che grazie a decine di piattaforme online, mette in contatto chi ha la necessità di muoversi con chi ha il mezzo per farlo. L’era tecnologica ha dato una svolta al concetto di autostop e il ditone magico, anziché tentare di attirare l’attenzione di guidatori diffidenti a bordo strada, si è messo a lavorare sulla tastiera di un pc o di uno smartphone per cercare sul web soluzioni alternative ai costi spesso proibitivi dei mezzi trasporto tradizionali.

autostop, car pooling, noleggio auto

L’obiettivo principale di queste piattaforme online non è solo quello di mettere in contatto viaggiatori desiderosi di spostarsi a costi contenuti, ma anche quello di riempire il più possibile le auto in circolazione: una risorsa energetica potenziale sfruttata malissimo. Spesso le auto trasportano una sola persona, costretta a percorrere lo stesso tragitto molto spesso e il più delle volte…in solitaria.

Il vantaggio è tangibile per entrambe le parti. Sulla pagina principale di Hitchhikers ad esempio si leggono queste parole: “Autisti con spazio disponibile che hanno voglia di farsi quattro risate, una conversazione o ricevere un (piccolo) contributo alle spese, cliccate qui per proporre il vostro tragitto”. Si riducono le spese, si fanno nuove amicizie, si inquina di meno e si diminuisce lo stress da viaggio, senza contare che c’è gente che in questo modo riesce anche a tirare su una discreta rendita mensile.

A noi dell’autonoleggio Rent a Car Catania l’idea della mobilità sostenibile piace molto e voi cosa ne pensate?

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