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L’Etna fa “tremare i vetri” e chiude l’aeroporto Fontanarossa di Catania

Sono giorni di grandi attività stromboliane per l’Etna che dall’inizio dell’anno ha nettamente incrementato la sua attività, tanto che l’aeroporto Fontanarossa di Catania ha dovuto chiudere ad intermittenza alcune ore nelle scorse giornate. Il 16 marzo ha rappresentato uno dei picchi culminanti dell’attività della Muntagna che non dorme mai. Cenere in grandi quantità e lapilli fuoriusciti dal cratere a sud-est hanno ricoperto con uno spesso strato fuliggine le case dei catanesi (in alcune zone la concentrazione di cenere era di 50 kg per metro quadrato), hanno reso illeggibili le indicazioni stradali, reso difficoltosa la circolazione stradale e hanno impedito al traffico aereo di atterrare sullo scalo di Fontanarossa di Catania.

Etna: chiude aeroporto Fontanarossa

Infatti lo scalo, anche a causa di un’eruzione vulcanica piuttosto consistente scesa nella Valle del Bove e alla concentrazione di cenere nell’aria, è rimasto chiuso per circa un’ora (dalle 19:00 alle 20:20) durante la quale cinque voli sono stati fatti atterrare a Palermo, per poi essere nuovamente ricondotti a Catania alla riapertura dello scalo. Ora il traffico ha ripreso l’attività normale, ma resta l’allerta per le continue eruzioni vulcaniche che in questi giorni non si sono limitate a qualche sbuffo e ad un po’ di lava. Gli abitanti della piana di Catania nonché i vulcanologi dell’INGV hanno segnalato un’attività stromboliana e fuoriuscite di gas “da fare tremare i vetri alle finestre” e colonne di lapilli e ceneri alte anche 700 metri (niente se pensiamo che il 4 settembre del 1999 si registrò una colonna di lava e gas alta 2 chilometri).

Gli esperti hanno individuato picchi di attività piuttosto vigorosi che potrebbero rappresentare i prodromi di un’eruzione vulcanica più violenta nelle prossime settimane. Infatti le eruzioni periodiche sono aumentate e da una al mese ora si è passati ad una ogni 5-6 giorni con episodi che arrivano a durare fino alle due ore e si attende un nuovo parossismo nei prossimi giorni.

Intanto onore al merito a tutti i catanesi che vivono alle falde del vulcano più grande d’Europa, per il coraggio e la pazienza che dimostrano nonostante gli inconvenienti (e il pericolo) che lo spettacolo vulcanico offre ormai da parecchi giorni.

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