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Demotorizzazione: addio auto di proprietà e benvenuti autonoleggio e car sharing?

Quattro anni di perdite a due cifre, costi troppo alti di gestione, carburante alle stelle, scarsi incentivi, tasse ed assicurazioni in aumento: il settore dell’auto non è mai stato tanto in crisi come in questi anni. In meno di quattro anni l’Italia ha perso quasi un milione di di auto immatricolate, gli ordini ai concessionari hanno subito un tracollo del 21% e l‘UNRAE (associazione delle case produttrici estere operanti in Italia) lancia l’allarme: nei primi mesi del 2012 mancano all’appello dell’immatricolazione oltre 25.000 auto rispetto al 2011. Forse il dato in sé non è così allarmante se si considera un parco macchine in Italia di oltre 32 milioni di veicoli, ma il trend è destinato a salire.

La nuova situazione che si profila ha anche un nome, si chiama demotorizzazione. Il parco macchine in Italia sta diminuendo ed è un fenomeno che è destinato a continuare. Complici tre fattori: i costi sempre più ingenti di gestione dell’auto di proprietà, un mercato che campa solo sulla sostituzione (sempre più scarsa) di modelli vecchi e il rapporto mutato delle nuove generazioni nei confronti dell’auto come bene privato, inquinante e costoso. Lasciando da parte per un attimo (ma solo per un attimo) il discorso che un giovane su tre in Italia non ha lavoro e che non è materialmente nelle condizioni di acquistare un’auto, ci sono anche altri motivi che spingono le nuove generazioni a fare a meno della macchina di proprietà.

Come sostiene Massimo Nordio, capo del gruppo Volkswagen Italia, i giovani sono sempre più interessati all’utilizzo più che al possesso di un bene o servizio e in un contesto in cui i voli low-cost o i treni sono mezzi decisamente più competitivi rispetto all’auto, si preferiscono soluzioni alternative, meno costose e anche eco-friendly. E quindi se il mercato dell’auto non permette di acquistare mezzi ibridi (troppo costosi e scarsamente incentivati) e di cambiare l’auto con frequenza perché troppo oneroso, ci si rivolge a servizi alternativi: si noleggia un auto per le vacanze, si usano il car pooling e i trasporti pubblici, si va a piedi e in bicicletta, si preferiscono aerei e treni per le tratte più lunghe.

Inoltre per chi vive in città avere un’auto è spesso una fonte di problemi più che di vantaggi: i comuni fan man bassa di multe e contravvenzioni per sanare i bilanci, i parcheggi a pagamento (quando si trovano) si portano via una buona fetta dello stipendio mensile, la circolazione è congestionata: si stima che la velocità media in città sia di 15 km/h, i blocchi del traffico sono più un fastidio che un reale beneficio all’aria cittadina, le zone ztl obbligano gli automobilisti a fantasiose circonvoluzioni. Insomma non c’è da stupirsi che molti italiani si siano disfatti della propria auto per poi non ricomprarne una nuova o si tengano modelli vecchi fino al momento dello sfasciacarrozze.

autonoleggio e demotorizzazione

Tutti aspetti e considerazioni che stanno spingendo il mercato dell’auto a ripensare se stesso e di puntare su un servizio che non sia finalizzato al solo concetto di vendita, ma che inizi a considerare l’auto come un servizio e non più come un bene di possesso. In quest’ottica molti grandi marchi si stanno attrezzando: ci si lega ai nomi importanti di agenzie dell’autonoleggio, si incentiva il car sharing aziendale, ci si appoggia ai servizi di noleggio auto a lungo termine per fornire, oltre alle auto del parco macchine, anche i mezzi di sostituzione, oppure ci si inventa un servizio di car sharing gestita direttamente dalle compagnie produttrici, un po’ come ha fatto la Toyota in fase sperimentale. Su altri fronti si fanno pressioni sul governo per ottenere detassazioni e agevolazioni per il rinnovo dei parchi macchine aziendali e per diminuire la pressione fiscale sui privati, anche se i risultati fino ad ora sono stati decisamente poco fruttuosi.

Insomma siamo di fronte ad un momento epocale per il settore dell’auto che ha campato per troppi anni sul roseo pregiudizio che il consumismo automobilistico non avrebbe mai subito battute d’arresto, ma ora le cose stanno cambiando e forse in meglio per i cittadini. Le nuove generazioni dettano il trend: si può fare a meno dell’auto di proprietà, ci si può spostare in maniera alternativa e meno inquinante, si desidera vivere in città che finalmente si avvicinino a quel modello utopistico di smart cities, dove la qualità dell’aria, della vita, della mobilità e della comunicazione siano effettivamente migliori.

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