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Sapevi che noleggiare l’auto all’aeroporto riduce lo stress del 35%?

La ricerca proviene dall’università dell’Ohio (Florida) che, comparando i risultati di particolari questionari riempiti dai clienti di alcune strutture alberghiere, ha sancito che “portare la propria auto in vacanza” sovraccarica eccessivamente il proprio sistema nervoso.

Coppie in vacanza, uomini d’affari in trasferta e famiglie con bambini sono state le tipologie di persone che hanno partecipato al test: gli audaci concorrenti di questo simpatico questionario “anti-stress” hanno risposto a 50 quesiti che mettevano alla prova il proprio sistema nervoso. Su 1000 test effettuati nei vari hotel delle principali capitali europee, è risultato che coloro i quali avevano preso a noleggio una macchina all’aeroporto presentavano un livello di tolleranza decisamente superiore rispetto a chi aveva scelto taxi e mezzi pubblici come mezzo di trasporto.

Quando si va in vacanza

Che tu debba fare una trasferta per lavoro o voglia prenderti una settimana di ferie con la tua famiglia, spesso ci si pone la solita domanda: “Andiamo in auto o ne prendiamo una a noleggio?”
Questa banale scelta, inevitabilmente porta con se una serie “reazioni a catena” che possono davvero influire sulla qualità del viaggio: lunghi e snervanti tragitti in autostrada ed infinite e deliranti code ai caselli renderebbero di pessimo umore chiunque!

Decidere di spostarsi in treno, pensando magari di viaggiare in notturna così da ritrovarsi a destinazione ben riposato, o prenotare un volo last minute, per chi sceglie il comfort al denaro, spesso risulta essere la soluzione vincente.

Spostarsi in città…

Siamo giunti alla stazione o il nostro volo è appena atterrato. La prima cosa che ci viene in mente è chiamare un taxi per recarci in hotel e poter, finalmente, disfare le proprie valigie.
Se inizialmente può apparire comodo avere un autista che ci porta diritti a destinazione mentre noi magari chiacchieriamo tranquillamente sul sedile posteriore dell’auto, con il passare dei giorni inizia a diventare un problema.

Tengo a sottolineare che non è raro incontrare accidentalmente un taxista “poco onesto”, soprattutto nelle città dell’est, che abitualmente tende a “personalizzare” il piano tariffario del proprio taxi!

Se magari ci troviamo in vacanza, scegliere di utilizzare i mezzi pubblici, magari dopo aver fatto un abbonamento alla metro, non è certamente un problema. Ma il discorso cambia quando abbiamo la necessità di dover continuamente spostarci, soprattutto per brevi tragitti. In questi casi, infatti, pagare ogni volta un taxi o prendere troppo spesso la metro diventa una situazione davvero insostenibile.

Noleggiare l’auto all’aeroporto direttamente da casa

Ormai sono parecchie le strutture alberghiere che, in accordo con le diverse compagnie che offrono il noleggio di auto all’aeroporto, creano dei pacchetti all-inclusive così da permettere ai propri clienti di poter godere di tutti i servizi, non pensare al mezzo di trasporto e soprattutto non rischiare di iniziare le proprie vacanze (o il meeting di lavoro) già con un diavolo per capello. Molte aziende per il noleggio auto, infatti, effettuano la consegna direttamente all’uscita dell’hotel ;-)

 

Lezioni di guida: la classificazione delle strade

Per chi sta studiando per conseguire la patente di guida, sono tantissime le informazioni da imparare e memorizzare: diritti di precedenza, segnali di pericoli, incroci. Queste sono solo alcune delle nozioni che è necessario conoscere per poter superare l’esame di guida.  Il codice della strada è ricco di insidie se non lo si studia a dovere, per questo oggi ci occuperemo di un argomento spesso poco affrontato, ma che è fondamentale conoscere per poter passare il test: la classificazione delle strade. Non tutte le strade sono uguale e ogni tipologia è soggetta a regole e restrizioni differenti. Vediamo insieme quali sono.

Conoscere la classificazione delle strade è importante per conseguire la patente

classificazione delle stradeAutostrada

L’autostrada è una strada a carreggiate indipendenti separate dallo spartitraffico e recintata lateralmente. Ognuna delle due carreggiate ha almeno due corsie di marcia ed è fiancheggiata da una corsia di emergenza. E’ sprovvista di accessi privati o incroci a raso che sono sostituiti da quelli sfalsati da cui si accede o si esce tramite le corsie di accelerazione o decelerazione. Il limite massimo di velocità in autostrada è di 130 km/h ed è contraddistinta dalla segnaletica di colore verde. Sono escluse dalla circolazione in autostrada tutte quelle vetture che non raggiungono gli 80 km/h, ciclomotori e motocicli di cilindrata inferiore a 150 cm cubi, le macchine agricole e tutti quei veicoli che non hanno il carico sistemato in maniera corretta o sono danneggiati e, quindi, pericolosi per la circolazione. Nelle autostrade non si può invertire il senso di marcia o fermarsi per più di 3 ore nella corsia di emergenza. Inoltre non è consentito fare l’autostop o dare passaggi o trainare altri veicoli. Per accedere occorre ritirare il biglietto al casello per essere poi esibito all’uscita per il pagamento. In caso di smarrimento del biglietto autostradale, si dovrà pagare l’intera tratta. Lungo il percorso autostradale vi sono aree di sosta attrezzate ed autogrill.

Strada Extraurbana Principale 

La strada extraurbana principale è dotata di carreggiate indipendenti oppure divise da spartitraffico. Presenta almeno due corsie di marcia ed è sprovvista di intersezioni a raso, in quanto pericolose, ma solo di quelle a livelli sfalsati. Lungo questo tipo di strada vi sono aree di sosta e per l’entrata e l’uscita vengono utilizzate le corsie di accelerazione e quelle di decelerazione. Nelle strade extraurbane principali non è concessa la circolazione ad alcune categorie di veicoli come le biciclette, i quadricicli leggeri e i ciclomotori ed il limite massimo di velocità è di 110 km/h. Nel caso delle strade extraurbane principali, a differenza delle autostrade, la segnaletica è blu.

Isola Di Traffico

L’isola di traffico è una parte della strada che può essere rialzata o dipinta a raso sul piano stradale con zebrature di colore bianco. Su questa parte della strada non è consentito il traffico veicolare e non è nemmeno possibile sostarci sopra. È delimitata da strisce bianche di raccordo. La sua funzione principale è quella di separare e canalizzare diverse correnti di traffico.

Attraversamento Pedonale

L’attraversamento pedonale, più comunemente conosciuto come “strisce pedonali”, è una parte della strada segnalato da strisce bianche parallele sulle quali i pedoni possono vantare il diritto di precedenza rispetto ai veicoli. Al fine di non intralciare il passaggio dei pedoni, sulle strisce pedonali i veicoli non possono né sostare né tantomeno fermarsi.

Salvagente

Il salvagente stradale ha la funzione di riparare o far sostare i pedoni che attraversano la strada nei pressi di fermate di mezzi pubblici oppure in corrispondenza di attraversamenti pedonali agevolando la salita e la discesa dei passeggeri. Alcune volte è rialzato mentre altre è opportunamente delimitato e in alcuni casi è segnalato da colonnine a luce gialla fissa.

classificazione delle stradeArea Pedonale

L’area pedonale è una zona della città destinata esclusivamente al transito dei pedoni. Gli unici veicoli a cui è consentita la circolazione sono:

  • i veicoli di emergenza con lampeggiante blu accesso e sirena in funzione;
  • le biciclette;
  • i veicoli al servizio di persone diversamente abili.

Se indicato da un pannello integrativo, possono transitare anche altri tipi di veicoli, esempio i veicoli elettrici ad emissione zero.

Zona a traffico limitato

Una zona a traffico limitato è un’area delimitata da appositi segnali stradali che indicano l’inizio e la fine e le fasce orarie in cui la circolazione è consentita ai soli veicoli autorizzati, nel resto della giornata è aperta a tutti i tipi di veicoli. Non è un’area adibita soltanto alla circolazione di ciclomotori e biciclette ne tantomeno un’area sempre e comunque esclusa ai veicoli a motore. In quest’area non esistono limiti relativamente all’accesso dei pedoni o al numero di veicoli che possono entrarvi.

Passo Carrabile

Secondo il Codice della Strada, il passo carrabile è un accesso ad un’area laterale idonea allo stazionamento di uno o più veicoli. Il passo carrabile, segnalato da un apposito cartello riportante l’ente e il numero di autorizzazione, consente il transito dei veicoli da un’area pubblica, come la strada, ad una privata, come può essere un garage. In corrispondenza del passo carrabile è possibile effettuare la fermata ma non la sosta.

Passaggio a livello

Anche il passaggio a livello rientra tra le varie tipologie di strade in cui possiamo imbatterci muovendoci in automobile. Il passaggio a livello è un attraversamento a raso tra la strada e la linea ferroviaria. E’ caratterizzato dalla presenza di barriere e semibarriere, luci di colore rosso, dispositivo di segnalazione acustica, dai pannelli distanziometrici e dal cartello stradale conosciuto come la croce di S. Andrea. Rari sono i casi in cui tale passaggio è privo delle barriere, ma dotato comunque di altri tipi di segnalazioni. In questi casi è fondamentale fare molta attenzione nella fase di attraversamento.

Ecco viste tutte le tipologie di strade contemplate dal nostro codice. Oltre a queste, però, ve ne sono altre di gran lunga più spesso trovate nei test per la patente di guida. Se state studiando per questo tipo di test vi consigliamo di leggere con grande attenzione quanto segue, potrebbe tornarvi davvero utile nel momento in cui vi accingerete a rispondere alle domande a quiz.

Strada a doppio senso di circolazione con quattro corsie

 

La strada a doppio senso di circolazione con quattro corsie è composta da un’unica carreggiata a doppio senso di circolazione suddivisa in quattro corsie, due corsie per senso di marcia. Mentre le corsie esterne sono destinate alla marcia ordinaria quelle interne sono riservate, di norma, alla manovra di sorpasso. A differenza delle strade urbane, su una strada di questo tipo il sorpasso è consentito, anche se effettuato in curva, ma l’inversione di marcia non lo è. Infatti, è vietato superare le due strisce bianche continue al centro della carreggiata.

Strada a doppio senso di circolazione con sei corsie

La strada a doppio senso di circolazione con sei corsie è composta da un’unica carreggiata, ma mentre nel caso precedente eravamo di fronte a una carreggiata con quattro corsie qui troviamo una carreggiata con sei corsie, tre corsie per ogni senso di marcia. Anche qui le corsie più esterne, ossia quelle alla destra del guidatore, sono dedicate alla marcia ordinaria, mentre le corsie centrali, sempre rispetto al guidatore, e quelle di sinistra sono riservate al sorpasso. Come sopra, è possibile il sorpasso ma non l’inversione del senso di marcia.

classificazione delle stradeStrada a tre carreggiate e otto corsie

Nella strada a tre carreggiate e otto corsie le carreggiate laterali sono a senso unico di circolazione, quella interna, ossia quella delimitata dallo spartitraffico, è a doppio senso di circolazione. Anche in questo caso, mentre il sorpasso è consentito, anche se effettuato in curva, l’inversione di marcia è assolutamente vietata.

È fondamentale conoscere bene il funzionamento delle strade e la loro classificazione per non rischiare di causare incidenti. Mai prendere sotto gamba l’esame di guida. Una guida consapevole ed attenta ci consente di viaggiare in totale sicurezza. Fondamentale è anche il rispetto dei segnali stradali e quello dei limiti di velocità, che troppo spesso vengono violati causando incidenti anche mortali. Queste lezioni non servono soltanto a chi si sta preparando per l’esame della patenta, sono anche un ottimo modo per rispolverare nozioni apprese anni addietro e, forse, dimenticate. Il Codice della Strada va rispettato e conosciuto, perché solo così possiamo essere certi di metterci in strade sicure. 

Storia di un marchio: Rover

Molti sono appassionati di automobili ed amano conoscere la storia della propria casa automobilistica preferita. A loro ci rivolgiamo, ma non solo, per raccontare come, nei secoli, si sia evoluta una delle più famose del mondo, la Rover. Questa è stata una casa automobilistica britannica la cui sede è a Longbridge, Birmingham. Tutto ebbe inizio nel 1877, quando nacque come azienda indipendente e rimase tale fino al 1967 per poi trasformarsi in un marchio di fama mondiale, prima all’interno della British Leyland, poi nel Gruppo Austin Rover, nel Gruppo Rover e, dal 2000 al 2005 nel Gruppo MG Rover. In seguito al fallimento del gruppo MG Rover, i diritti di utilizzo del marchio Rover sono passati prima alla Ford e poi alla filiale Jaguar Land Rover dell’indiana Tata Group. Ma vediamo nel dettaglio come un marchio nato più di 2 secoli fa è arrivato ad essere uno dei maggiori esponenti del settore.

Il marchio Rover e la sua crescita dalla nascita ad oggi

RoverTutto ebbe inizio nel 1861 quando James Starley e Josiah Turner decisero di fondare una piccola officina per la costruzione di macchine per cucire. Alcuni anni dopo, nel 1869 fu ampliata la produzione anche alle biciclette e ai  tricicli. Con l’arrivo in azienda del quindicenne John Kemp Starley, nipote del fondatore, si ebbe una svolta. Infatti, John era abilissimo nella costruzione dei mezzi a due ruote ed apportò molte innovazioni tecniche alla produzione dell’azienda. Nel 1877 John Starley abbandonò l’azienda dello zio e, con William Sutton, decise di avviare una nuova officina totalmente dedicata alle biciclette. La nuova azienda ebbe grande successo e notorietà a partire dal 1884, quando Starley inventò e mise in produzione il modello Safety Bicycle, creando così la prima bicicletta moderna con trasmissione a catena e con ruote di diametro ridotto rispetto alle precedenti e uguale. Starley iniziò a creare nuove invenzioni ed il primo veicolo a motore fu un prototipo di triciclo elettrico ideato nel 1888 che però non entrò mai in produzione. L’anno dopo, l’azienda prese il nome di J.K. Starley & Co. Ltd., e poi nel 1896 quello di Rover Cycle Company Ltd.

Il nome dell’azienda inglese deriva dalla parola bicicletta in lingua polacca Rower e in lingua bielorussa Rovar. Nel 1899 John Starley importò delle motociclette Peugeot per studiarle. La prima sperimentazione fu di mettere un motore alla bicicletta Rover. Starley, però, morì nell’ottobre 1901 a 46 anni e il business fu portato avanti da H. J. Lawson. All’inizio dello scorso secolo, dopo la morte di Starley, la direzione aziendale venne assunta da Harry Smith che trasferì l’attenzione della produzione aziendale verso le automobili, anche se, inizialmente furono prodotti dei tricicli con motore Peugeot da 2,5 HP. La prima auto realizzata dall’azienda fu la 8 hp, ma dopo questa esperienza, la produzione si trasferì quasi totalmente sul settore aeronautico a causa delle due guerre mondiali, durante le quali si produssero soltanto modelli della gamma dei primi 20 anni del 1900 ed alcuni modelli di motociclette. L’azienda sviluppò la Rover Imperial nel novembre 1902, con motore centrale di 3.5 hp e la forcella a molla springer. Tre anni dopo la morte di Starley, H. J. Lawson iniziò a produrre automobili a due posti come la Rover Eight disegnata da Edmund Lewis.

Questi lasciò la società nel 1905 e fu sostituito da Owen Cleg che nel 1910 e ridisegnò la linea di prodotti. La Rover 12 del 1912-1923 e la Rover 14 furono introdotte nel 1912. Anche Clegg lasciò l’azienda per trasferirsi alla francese Darracq. Nel corso della prima guerra mondiale, l’azienda Rover fabbricò motociclette, della Maudslay Motor Company, e automobili della Sunbeam. Ma la vera rinascita si ebbe nel 1949, quando venne fabbricata un’auto che fece storia, la P4, seguita poi nel ’58 dalla P5, un modello più grande e confortevole. Nel corso degli anni successivi vennero realizzati vari modelli, soprattutto berline, che riscossero enormi successi e si guadagnarono premi internazionali come ad esempio quello di Auto dell’anno ottenuto nel 1964 dalla Rover 2000. Nel 1967 l’azienda entrò a far parte della British Leyland, che ampliò la produzione acquistando stabilimenti, assumendo dipendenti e diritti per l’utilizzo del marchio. La produzione venne suddivisa anche tra le altre fabbriche della British Leyland, lasciando all’impianto originale solo la costruzione delle Land Rover. Solo pochi anni dopo, nel 1975 la British Leyland venne nazionalizzata e diventò di proprietà del governo britannico. Ma la produzione non si fermò. Infatti, nel 1977 fece il suo ingrasso nel mondo automobilistico il primo modello della British Leyland ad utilizzare il marchio Rover, la Rover SD1.

RoverNel corso degli anni, la Rover crebbe e si sviluppò e, nel 1981, in seguito ad un processo di riorganizzazione delle risorse della British Leyland, i diritti di utilizzo del marchio Rover vennero trasferiti alla neonata suddivisione Gruppo Austin Rover. Il nuovo gruppo strinse un accordo di collaborazione con la Honda, i cui primi risultati furono la Rover serie 200 e la Rover Serie 800. Ancora una volta, nella storia dell’azienda entra il gioco il governo britannico. Nel 1988 il governo privatizzò il Gruppo Austin Rover vendendolo alla British Aerospace. Fu in questa occasione che il nuovo gruppo assunse il nome di Gruppo Rover. Sotto il Gruppo Rover il marchio tornò alla ribalta riconquistando il ruolo di primo piano a cui aveva sempre puntato. Nascono, così, modelli di successo come la Rover serie 100, la Rover serie 200 e la Rover Serie 600. Ancora cambiamenti in vista per il Gruppo Rover che, nel 1994, fu venduto dalla British Aerospace alla BMW. In seguito a questo acquisto da parte della BMW vennero prodotte la Rover 25, la Rover 45 e la Rover 75. All’inizio di questi secolo, nel 2000, la BMW scorporò il Gruppo Rover, e i diritti di utilizzo del marchio Rover passarono al Gruppo MG Rover, gestito ed organizzato da un gruppo di imprenditori chiamato Consorzio Phoenix. Non ci furono solo successi nel lungo percorso della Rover. Il gruppo, infatti, fallì nel 2005 e i diritti di utilizzo del marchio Rover vennero acquistati dalla Ford.

L’impresa Rover, però faceva gola a molti. Infatti, anche la cinese Shanghai Automotive Industry Corporation era interessata ai diritti di utilizzo del marchio Rover, poiché aveva rilevato i diritti di produzione della Rover 25 e della Rover 75. Purtroppo, però, non riuscì ad avere la meglio sulla casa di produzione automobilistica Ford e, per sopperire a questo problema, decise, nel 2006, di creare un nuovo marchio che prese il nome di Roewe, proprio per ricordare il nome dell’azienda Rover. Attualmente, proprio sotto questo nome, commercializza le Rover 25 e 75 in Cina. Infine, nel 2008 il colosso indiano Tata Motors ha acquistato dalla Ford i diritti di produzione dei marchi Rover, Land Rover, Jaguar e di altri marchi automobilistici minori non più attivi come Daimler e Lanchester. È così che si conclude, almeno in parte, la storia di un marchio che nel corso di più di due secoli ha dedicato anima e corpo alla creazione di automobili di altissimo livello amate non solo in Europa ma in tutto il mondo. Conoscere come il tempo abbia influito sui cambiamenti di imprese di tale portata ci permette di apprezzare ancora di più le automobili e tutto quello che c’è dietro la loro invenzione, sviluppo e produzione. 

Segnali complementari e di cantiere

La segnaletica stradale nel nostro paese è ricca e dettagliata. A volte, però, soprattutto per i neopatentati, può essere difficoltoso memorizzarla. Un ripassino, quindi, non fa mai male, anche per chi, invece, è un autista provetto. In seguito vedremo tutti i segnali complementari e di cantiere. Conoscerli è necessario non solo per superare il test per la patente, ma anche per assicurare una guida sicura per noi e per gli altri.

Scopriamo insieme il significato dei segnali complementari e di cantiere

Segnale

Indicazione

Barriere normali

Segnali complementari e di cantiere

 

Sono utilizzate per segnalare il confine di un cantiere di lavoro, delimitano frontalmente il cantiere attualmente in corso. Possono essere utilizzate anche nei passaggi a livello, in sostituzione delle barriere mobili qualora siano guaste. Indicano di avere prudenza o arrestarsi qualora fosse necessario. Non è corretto dire che tali sbarre vietano la sosta lungo i margini della strada dove sono poste

Cono

Segnali complementari e di cantiere

 

Viene utilizzato per segnale lavori temporanei sulla carreggiata. Può essere utilizzato in caso di incidenti o per segnalare deviazioni provvisorie o per dividere momentaneamente i sensi di marcia. Può trovarsi sia su strade urbane che extra-urbane, non indica ostacoli permanenti.

Delineatori normali di margine su strade a doppio senso

Segnali complementari e di cantiere

Sono segnali complementari posti ai margini della carreggiata su strade a doppio senso di circolazione. Servono ad indicare a distanza i margini e quindi l’andamento della strada. Possono essere sostituiti da elementi rifrangenti nel caso in cui ai margini della carreggiata sono presenti muri o ringhiere. Non vengono mai posti al centro della carreggiata e non delimitano le corsie.

Delineatori normali di margine su strade a senso unico

Segnali complementari e di cantiere

Sono segnali complementari posti ai margini della carreggiata su strade a senso unico di circolazione. Servono ad indicare a distanza i margini e quindi l’andamento della strada. Possono essere sostituiti da elementi rifrangenti nel caso in cui ai margini della carreggiata sono presenti muri o ringhiere. Non vengono mai posti al centro della carreggiata e non delimitano le corsie

Delineatori per gallerie a senso unico

Segnali complementari e di cantiere

Sono segnali complementari utilizzati all’ingresso delle gallerie a senso unico di circolazione per indicare il margine, sono obbligatori nelle gallerie con curve. Si possono trovare anche in presenza di strettoie o deviazioni permanenti della carreggiata. E’ sbagliato dire che si trovano al centro della carreggiata, negli incroci a forma di “T”, nelle strade di montagna con tornanti (curve pericolose) o che vengono usati nelle gallerie per delimitare le corsie.

Delineatore per strade di montagna

Segnali complementari e di cantiere

Tale segnale complementare viene posto ai margini delle strade di montagna. Risulta molto utile nel caso di strada ad alto innevamento per individuare i margini della strada. Non vengono mai posti al centro della carreggiata, o in incroci a “T”. Non sono utilizzati per delimitare le corsie.

Delineatore di curva, strettoia o tornante

Segnali complementari e di cantiere

Utilizzato su strade extra-urbane. Segnale l’andamento di curve pericolose con mancanza di visibilità. Le frecce sono orientate nella direzione che avrà la curva. Se in prossimità di un cantiere stradale è bianco e rosso, in tal caso indica una deviazione temporanea con curva. Può essere preceduto dal segnale di pericolo “curva a sinistra”. Tale segnale non indica un ostacolo sulla carreggiata e non è a fondo giallo in presenza di cantieri (ma bianco e rosso).

Delineatore modulare di curva

Segnali complementari e di cantiere

Tale segnale complementare è impiegato insieme ad altri dello stesso tipo per evidenziare il lato esterno della curva. Risulta utile ai fini di aumentare la visibilità dell’andamento della strada a distanza. Se bianco e rosso indica una deviazione temporanea in presenza di cantieri stradali. Tale segnale non viene posto negli incroci a “T”.

Delineatore per intersezione (incrocio a “T”)

Segnali complementari e di cantiere

Tale segnale è posto trasversalmente alla strada che si sta percorrendo in corrispondenza di incroci a “T”. Le frecce sono orientate nelle uniche direzioni possibili, pertanto indica la necessità di svoltare a destra o a sinistra. Per segnalare deviazioni temporanee è di colore bianco e rosso. Viene posto in corrispondenza delle deviazione e non 150 metri prima. Non è corretto dire che indica la presenza di ostacoli lungo la carreggiata.

Delineatore di ostacolo

Segnali complementari e di cantiere

E’ un pannello rifrangente, usato insieme al segnale di passaggio obbligatorio o consentito, che indica la presenza di un ostacolo situato al centro della strada (salvagente, isola di traffico, spartitraffico). Malgrado il colore giallo, non è un segnale temporaneo, ma un segnale complementare. E’ sbagliato dire che si trova solo su strade extraurbane, al centro dell’incrocio privo di semaforo o sul ciglio (bordo) della strada.

Lavori

Segnali complementari e di cantiere

Indica la possibile presenza di operai a lavoro o depositi di materiali o macchinari sulla strada. In presenza di tale segnale è opportuno moderare la velocità. Tale segnale può essere integrato dal pannello “estesa”. Il segnale non è di precedenza (non indica di dare precedenza ai veicoli che fanno parte del cantiere).

Preavviso di semaforo temporaneo

Segnali complementari e di cantiere

Può essere posto sia su strade urbane che extra-urbane e indica che successivamente è presente un semaforo temporaneo. E’ opportuno moderare la velocità per potersi, eventualmente, fermare nel caso in cui il semaforo abbia la luce rossa accesa. Tale segnale temporaneo può essere utilizzato ad esempio prima di un restringimento provvisorio della carreggiata. Il semaforo in genere ha la luce gialla lampeggiante

Direzione consigliata autocarri

Segnali complementari e di cantiere

Tale segnale indica la direzione consigliata agli autocarri di massa superiore alle 3 T. Tale segnale,in genere, si trova in prossimità di cantieri stradali, è posto nel punto esatto della deviazione e può essere preceduto dal segnale “preavviso di deviazione”. Il segnale indica la direzione consigliata e non obbligatoria. E’ errato dire che indica una zona di parcheggio per gli autocarri.

Direzione obbligatoria per autotreni e autoarticolati

Segnali complementari e di cantiere

E’ un segnale temporaneo posto in prossimità di un cantiere stradale. Indica la direzione obbligatoria solo per i veicoli indicati in figura (in questo caso autotreni ed autoarticolati). La direzione obbligatoria vale solo per la categoria di veicoli indicata in figura e non per tutti i veicoli.

Preavviso di deviazione

Segnali complementari e di cantiere

E’ posto in prossimità di un incrocio che precede un cantiere stradale. Vieta a tutti i veicoli con massa a pieno carico superiore a 7 T di proseguire diritto e indica il percorso sostitutivo. Tutti gli altri veicoli possono invece proseguire diritto. Tale segnale però non indica che Lucca è irraggiungibile per i veicoli che superano 7 T, infatti viene specificato il percorso alternativo.

Preavviso di deviazione temporanea

Segnali complementari e di cantiere

E’ un segnale di deviazione temporanea. Preavvisa che per andare a Novara non è possibile proseguire diritto ma bisogna svoltare a destra perchè la strada è interrotta per lavori. Il segnale, integrato con il pannello “estesa”, indica che la deviazione è lunga 2 Km (non indica la distanza dalla deviazione). La deviazione vale per tutti i veicoli. Il segnale però non indica che Novara è irraggiungibile, ma indica il percorso alternativo da seguire. Il segnale non indica la presenza di ostacoli sulla carreggiata e non riguarda i sensi di circolazione

Segnale di corsia chiusa

Segnali complementari e di cantiere

Indica un restringimento temporaneo della carreggiata da 2 a 1 corsia. E’ posto nelle vicinanze di un cantiere stradale. Non obbliga a dare la precedenza alle vetture provenienti dalla corsia di destra in chiusura. Il segnale non indica un cambio di carreggiata o una confluenza da destra (non c’è un incrocio).

Uso corsie disponibili

Segnali complementari e di cantiere

Tale segnale viene posto in prossimità di cantieri stradali. E’ un segnale temporaneo e indica alle varie categorie di veicoli come utilizzare le corsie disponibili. In questi caso obbliga gli autocarri ad utilizzare solo la corsia di destra, mentre le vetture possono utilizzare entrambe le corsie. Non indica nulla sul sorpasso e non indica che gli autocarri possono viaggiare per file parallele

Le app utili quando si è alla guida

Ormai li smartphone è imprescindibile nella vita di chiunque, o quasi, lo usiamo per qualunque cosa, non solo per chiamare o mandare sms come si faceva con i telefonini di vecchia generazione. Ormai si naviga su internet, si chatta, si fanno acquisti tutto direttamente dal telefono. Di sicuro molte delle app di cui sono dotati o che si possono scaricare dagli appositi store sono divertenti , ma poco utili. Non è così per tutte. Ve ne sono alcune davvero in grado di migliorare e facilitare la nostra vita di tutti i giorni. Tra queste vi sono le app che ci aiutano quando siamo alla guida della nostra automobile, offrendo una serie di servizi estremamente utili. La necessità di queste app l’ha capita anche la Ford, ad esempio, che, per rispondere  a questa sempre maggiore attenzione verso gli smartphone e le loro applicazioni, ha ideato il nuovo Sync con AppLink, ovvero un sistema con il quale si potranno comandare le app sul proprio smartphone direttamente dal computer di bordo della vettura, senza dover prendere in mano il telefono.

Facilitati la vita con le app utili alla guida

app utiliVe ne sono di innumerevoli, alcuni utili, altre meno, alcune intuitive, altre meno, tutte comunque destinate a semplificare in qualche modo la guida del nostro veicolo. Ecco, allora, alcune delle app che potrebbero farci comodo quando siamo in macchina:

Mappe e navigatori.

Tra le applicazioni più utili da avere sul proprio telefono è di certo quella dotata di mappa e navigatore, che rendono possibile viaggiare in qualsiasi posto, anche il più sconosciuto, con la certezza di trovare sempre la strada che ci porti a destinazione. Tra le app di questa tipologia ci sono Waze e TomTom, due delle tantissime a disposizione, ma probabilmente le più complete. Inserendo punto e di partenza e di destinazione, l’app calcolerà il tragitto migliore, più breve, meno costoso per raggiungerlo.  

App per trovare parcheggi

Una vera manna dal cielo quando ci si trova a vivere in città o zone molto trafficate e con parcheggi mai disponibili. L’app adatta in questa circostanza è Parkopedia, ma come questa ce ne sono tante altre. Parkopedia, particolarmente utile in tutta Europa, consente di trovare in tempo reale i parcheggi per le auto con tanto di disponibilità per ciascuno di loro.

App per la musica

La musica non può mancare in auto, soprattutto per lunghi tragitti. Tutti, però, hanno la radio, cosa dovrebbero farsene di un app sul proprio smartphone? In realtà esistono delle piattaforme per lo straming musicale, come ad esempio Spotify, disponibile già dal febbraio del 2013,che consente di ascoltare solo la musica che vi piace da un catalogo online, con la possibilità di creare anche delle playlist, condivisibili anche con gli amici. Una sorte di versione moderne del vecchio Cd, ma molto più capiente. Se, poi, si collega lo smartphone all’impianto stereo usando un banale cavo audio, allora è possibile sfruttare le app per sentire musica su Android. Tra queste ve ne sono tre degne di nota: Jango Radio per sentire musica casuale in base al genere, TuneIn per sentire le radio di tutto il mondo e Google Play Music per sentire la musica che si trova nel PC. E se invece state ascoltando una canzone e proprio non riuscite a ricordarne il titolo? Arriva Shazam, l’app che con un click ascolta pochi secondi della musica ed è in grado non solo di dirvi il titolo, ma anche l’autore e l’album da cui è tratta.

App per la lettura delle notizie

Anche durante un viaggio è importante tenersi aggiornati, anche per intrattenersi durante la guida, specie nei tragitti più lunghi. Di sicuro in molti ricorreranno ai notiziari della radio, che però vengono trasmessi ad orari prestabiliti. In sostituzione dei classici notiziari radesso, arrivano delle applicazioni, che leggono le principali notizie delle testate principali. Una delle applicazioni più gettonate  di questo genere è senza dubbio Kaliki, progettata per l’utilizzo in automobile, sopratutto per i possessori di auto Ford con il sistema AppLink integrato.

App per alberghi

Quando si viaggia, per svariati motivi, si può aere la necessità di soggiornare in qualche struttura alberghiera o simili senza, però, essere riusciti a prenotare con anticipo. Il rischio è quello di non riuscire a trovare posto, specie in alcune località o in alcuni periodi dell’anno. Ecco, quindi, che vengono in nostro soccorso le app del telefonino che sfruttano i dati di geolocalizzazione degli smartphone e riescono a trovare gli alberghi più vicini alla propria posizione. L’applicazione, inoltre, dà la possibilità di impostare la ricerca per trovare le soluzioni più adatte alle proprie esigenze mediante l’utilizzo di filtri. In questo modo potremo trovare solo le strutture con piscina, o solo quelle con colazione inclusa, e via dicendo. Una delle app più usate in questo senso è Hotels.com.

Gestione dell’auto

ACar è un’app per gestire l’auto in ogni suo aspetto. Spesso dimentichiamo i vari interventi di manutenzione della nostra auto, ma ACar è lì a ricordarceli. Ci tiene aggiornati costantemente sullo stato di ogni parte della macchina, tiene traccia dei pieni, del consumo di carburante, delle spese dei viaggi, olio motore, filtro aria e cosi via. Questa app si può installare in versione gratuita limitata oppure in versione ACar Pro, a pagamento ed in italiano. Esistono anche altre app di questo genere, altrettanto soddisfacenti come Fuelio per tracciare i consumi di benzina.

Le app per trasformare lo smartphone in computer di bordo

Quando si guida, per la propria sicurezza e per non incappare in salate sanzioni, il telefonino dovrebbe rimanere riposto. Non è mai consigliato utilizzarlo durante la guida. Per questo esistono delle app in grado di trasformarlo in un computer di bordo in modo da gestire il telefono mentre si guida, mettendolo in modalità Car Mode. In questo modo si potranno usare i pulsanti veloci per raggiungere le funzioni fondamentali di chiamate e messaggi. In pratica facilita e velocizza l’accesso alle vaie app e mette a disposizione del guidatore tante informazioni e tanti accessori.

app utiliApp per il traffico

Waze è un’app che non può mancare sullo smartphone di chi viaggia con frequenza. Questa app, infatti, non è un semplice navigatore GPS che ci aiuta a trovare la strada più veloce, ma è anche l’app migliore per avere sempre informazioni del traffico in tempo reale sulla strada che si sta facendo. Inoltre Waze permette anche di sapere dove sono i benzinai più vicini e quelli che hanno il prezzo della benzina più basso. La sua interfaccia è intuitiva e divertente ed include anche una chat attraverso la quale comunicare con gli altri guidatori collegati a Waze che si trovano nei paraggi.

Strumenti vocali per Android per usare il cellulare senza mani

Se si sta guidando, maneggiare il telefono può essere scomodo oltre che pericoloso. Per questo motivo, quando si riceve un messaggio, è meglio farselo leggere dal cellulare stesso. Come fare? Basta avere istallato sul proprio smartphone l’app Google Sintesi Vocale ed attivare la funzione ReadItToMe che usa il motore di sintesi vocale del sistema e funziona quindi anche in lingua italiana. Non appena arriva un messaggio, invece della suoneria o dell’avviso, si sente la lettura dell’SMS. Inoltre, le versioni più recenti di Android, ma anche i dispositivi dotati di altri sistemoi operativi come iOs, possono sfruttare i comandi vocali di Google Now con il riconoscimento vocale per dettare messaggi ed eseguire azioni dette a voce, come fare una ricerca o trovare una strada in Google Maps. Un’app alternativa a Google Now è VLingo per gli smartphone con versioni Adroid precedenti. S, poi, si istalla HandsFree, invece, si può avere un risponditore automatico delle chiamate che funziona ogni volta che le cuffiette sono inserite nel telefonino. Safely Go è un’altra app che si può utilizzare per guidare sicuri sulle strade. Si può configurare la risposta automatica alle chiamate in arrivo, e c’è un cruscotto da usare quando si entra in macchina per lanciare velocemente tre app a scelta e tre contatti VIP in modo da averli sottomano nel caso si volesse chiamarli rapidamente. In questo caso, si può anche inserire un widget sullo schermo per avere accesso diretto all’app. infine c’è Auto SMS, un’app per Android con cui è possibile creare delle regole per rispondere automaticamente alle chiamate in arrivo e ai messaggi SMS mentre si sta guidando la macchina. Anche in questo caso è possibile utilizzare l’applicazione per leggere gli SMS in arrivo utilizzando il motore text-to-speech di Android.

Le App che giudicano la nostra guida

Flo è un’app Android che ci da un punteggio sulla nostra guida misurando quante volte si accelera, si frena, si fanno curve strette ecc. in parole povere ci dice come stiamo guidando e cosa dovremmo migliorare nel nostro stile di guida. L’app vsi avvia una volta in macchina con il GPS attivato sul cellulare e lasciata attiva fino alla fine del viaggio.

App per trovare autovelox sulla strada

Questa app ci segnalano sulla mappa del percorso che stiamo seguendo la presenza di eventuali autovelox.

Detto questo dobbiamo ricordare una cosa fondamentale: quando si guida non si usa il telefonino, le mani devono essere ben salde sul volante e non si devo avere distrazioni ma essere ben concentrati sulla strada. Le applicazioni selezionate sono stati scelte per darci la migliore esperienza digitale durante la guida, per guidare in modo sicuro e avere accesso ai servizi online più velocemente possibile. Poiché queste applicazioni possono fornire assistenza o intrattenimento mentre si guida, è importante per mantenere la sicurezza, usarle comunque con prudenza.  Se si viaggia in compagnia, lasciate che siamo i vostri passeggeri a maneggiare lo smartphone mentre voi guidate, questo renderà il viaggio più sicuro. 

Top 10 delle auto a noleggio

Negli ultimi anni il settore della auto a noleggio è in grande ripresa. Lo scorso 2015 si sono registrate 1.575.000 nuove auto immatricolate pari al +15,7% rispetto al 2014, anno in cui il crollo delle vendite iniziato nel 2007 si era arrestato. Questo, però, non riguarda solo le automobili private. Nel 2016, in Italia, quasi 1 auto nuova su 4 è a noleggio e nel 2015 si è registrato un +5,7% di fatturato sul 2014, per un totale del settore del noleggio a breve e a lungo termine sopra i 5,4 miliardi di euro. Un notevole incremento di un settore che comunque non ha mai vissuto una crisi profonda come è, invece, accaduto ad altri.

Un grande recupero per le auto a noleggio

auto a noleggioTra le auto a noleggio, sia a lungo che a breve termine, la più utilizzate nel corso del 2015, sia da aziende che da turisti, si conferma al primo posto la FIAT Panda, e si registra un interessante incremento per la Volkswagen Passat e la Ford Focus. Guardando solo i dati relativi al noleggio a lungo termine, ai primi tre posti troviamo la FIAT Panda, la FIAT 500 L e la Peugeot 308. Nel noleggio a breve termine la FIAT 500 L scavalca la FIAT Panda e al terzo posto troviamo la FIAT 500.

Ecco allora la classifica delle auto più apprezzate per il noleggio a lungo termine

Modello

2015

Var. % 2015 vs 2014

1

FIAT Panda

14.241

-13%

2

FIAT 500 L

10.086

8,00%

3

Peugeot 308

6.329

156%

4

Volkswagen Passat

5.986

63%

5

Volkswagen Golf

5.739

20%

6

FIAT 500

5.577

-37,00%

7

FIAT Grande Punto

5.202

-30%

8

Alfa Romeo Giulietta

4.549

27%

9

Ford Focus

4.256

65%

10

Renault Clio

4.212

12%

Ma vediamo nel dettaglio le prime 3 classificate:

Fiat Panda

Ha una linea originale, da piccola multispazio, con volumi squadrati e profili tondeggianti che le danno un aspetto armonico e scattante. Dotata di utili i profili in gomma che proteggono la vernice dai piccoli urti. I motivi quadrangolari contraddistinguono anche elementi dell’abitacolo della Fiat Panda, come la strumentazione, il “cuscino” al centro del volante o la grande tasca che si apre nella parte destra della plancia. Non troppo ristretto lo spazio a bordo, adotto ad accogliere comodamente a quattro adulti. Ve ne sono di disponibili anche con 5 posti. Stesso discorso vale per il divano scorrevole di 16 cm, che permette di privilegiare lo spazio per le gambe di chi sta dietro o per i bagagli. Il volume del bagagliaio può così essere modulato fra i 225 e i 260 litri. Creata per la città è perfettamente a suo agio nel traffico, agile grazie alla lunghezza di appena 365 cm. Risponde alla perfezione anche nei percorsi extraurbani e vanta una discreta vivacità persino col motore d’accesso alla gamma, il 1.2 a benzina da 69 CV. In alternativa ci sono il bicilindrico 0.9 TwinAir Turbo da 85 CV, che promette un favorevole rapporto fra consumi e prestazioni, oppure il diesel 1.3 Multijet da 95 CV. Non mancano le versioni bi-fuel a benzina e a Gpl (la 1.2 EasyPower da 69 CV), e la 0.9 Natural Power a benzina e a metano da 80 CV. Migliorabile la dotazione della Fiat Panda.  Ne esiste anche una versione Trekking, con allestimento quasi fuoristradistico, è disponibile per tutte le alimentazioni salvo che per quella a benzina e a Gpl.

Fiat L 500

Originale monovolume dalle dimensioni non esagerate, è lunga, infatti, 415 cm, 60 in più della 500 a tre porte, la Fiat 500L si distingue per l’ottimo sfruttamento dello spazio: l’abitabilità è notevole anche nella zona posteriore, e il divano scorrevole longitudinalmente permette di aumentare l’agio per le gambe dei passeggeri oppure il volume del bagagliaio, che varia da 343 a 415 litri. Ottima la qualità delle finiture, giovanili e “allegri” i rivestimenti. Piuttosto agile e adatta alla città, nonostante lo sterzo un po’ lento si rivela piacevole da guidare anche fra le curve, oltre che sempre sicura. C’è una sola versione a benzina e due a gasolio. Completano la gamma la 0.9 bi-fuel a benzina e a metano da 80 CV e la brillante 1.4 T-jet a benzina e a Gpl da 120 CV. Tra le opzioni proposte della Fiat 500L c’è anche l’”avventurosa” versione Trekking, più alta da terra e con caratterizzazione estetica quasi da suv.

Peugeot 308

Completamente rinnovata nel 2013 e più leggera che in passato, la Peugeot 308 è una cinque porte dalla linea elegante e ricercata. In rapporto ai 425 cm di lunghezza della carrozzeria lo spazio a bordo abbonda, sia per i passeggeri, sia per i bagagli: con i suoi 420 litri il baule è uno dei più capienti della categoria. L’abitacolo è originale e rifinito con cura: la strumentazione è rialzata, la plancia ha un design pulito e minimalista e i comandi sono facili da individuare. È dotata di un tocco tecnologico grazie all’ampio schermo touchscreen di 9,7” incastonato nella plancia. Intuitiva e gratificante la guida: piuttosto agile anche in città, fra le curve la vettura è favorita dalle sospensioni solide e dalle buone qualità dello sterzo. È disponibile sia con un 1.2 PureTech a benzina da 110 o 131 CV, che con un  potente 1.6 THP GT da 205 CV. Brillanti anche i 1.6 diesel e 2.0 BlueHDi da 150 o 181 CV. Tutti i motori sono aggiornati Euro 6. Quattro gli allestimenti della Peugeot 308, con Esp, sei airbag, sensori di pressione delle gomme, cruise control e portaoggetti refrigerato di serie anche per il “base” Access.

auto a noleggioPer quanto riguarda, invece, il noleggio a breve termine, il Gruppo FCA si conferma ancora una volta leader, con ben cinque modelli ai primi posti delle attività di rent-a-car. In generale sono cresciute del +17% le immatricolazioni relative alle flotte di auto acquistate dagli operatori di noleggio a breve termine, con un innalzamento del valore economico medio passato da 14.725 a 15.373 euro (+5%). Tale fenomeno è da attribuirsi alla maggiore domanda turistica che ha chiesto vetture più capienti per passeggeri e bagagli e con la domanda di business replacement del noleggio a lungo termine che da sempre per questi servizi si affida al rent-a-car. Ecco la top 10 dei modelli noleggiati a breve termine:

Modello

2015

Var. % 2015 vs 2014

1

FIAT 500 L

12.213

11%

2

FIAT Panda

9.524

10%

3

FIAT 500

7.352

-2%

4

Lancia Ypsilon

4.103

32%

5

FIAT 500X

2.990

6

Renault Clio

2.729

11%

7

Peugeot 308

2.630

108%

8

Alfa Romeo Giulietta

2.555

46%

9

Ford Focus

2.376

49%

10

Opel Corsa

2.231

17%

 

Le auto Fiat mantengono alto il nome dell’Italia anche nel campo del noleggio risultando le più gradite anche dai turisti stranieri che visitano il nostro Paese. Rivolgersi ad aziende di auto noleggio, specie durante le vacanze, può essere un’idea sensata non solo dal punto di vista della comodità, ma anche da quello economico. Noleggiare una quattro ruote per viaggiare costa meno di un treno e si ha a disposizione il vantaggio di muoversi come, quando e dove si preferisce. Puntare sul noleggio può essere la scelta che vi migliora la vacanza, Provare per credere. 

Storia di un marchio: Nissan

Automobili che passione, direbbero coloro che adorano le quattro ruote e che ama sapere tutto del suo marchio preferito. E noi vi accontentiamo. Vi abbiamo parlato della Fiat, della Ferrari, dell’Alfa Romeo, ma anche di case automobilistiche straniere come la Ford, Renault, Mercedes. Oggi vi parleremo di una casa automobilistica giapponese relativamente giovane, la Nissan. La Nissan Motor Co. Ltd. è una casa automobilistica ch è entrata nel mercato italiano soprattutto grazie ai suoi fuoristrada anche se, con il tempo, si è fatta largo con due modelli di grandissimo successo come la vettura da città Nissan Micra e per il crossover Nissan Qashqai. La Nissan è la seconda casa nipponica in ordine di grandezza, dopo la Toyota, fa parte del gruppo Renault ed è guidata da Carlos Ghosn.

La casa automobilistica giapponese Nissan e la sua evoluzione

NissanLa Nissan Motor Co. nasce come società autonoma nel 1934 quando il Nippon Sangyo ottiene la proprietà della Jidosha-Seido Ltd., società trasferitasi qualche mese prima a Yokohama. Arriva subito sul mercato la prima autovettura  con il marchio Datsun. Dopo pochi anni, però, la produzione viene fermata a causa della guerra, dopo la realizzazione di ben 20000 veicoli circa. Alla fine della seconda guerra mondiale, la produzione delle Datsun viene ripristinata nel 1947. Alcuni anni dopo, entra in produzione un fuoristrada, nato dall’esperienza accumulata negli anni della guerra sui mezzi militari. Arriva, quindi, il Nissan Patrol destinato a diventare storia. Un motore da sei cilindri da 85 CV e di un’ottima trazione integrale facevano di questo il fuoristrada nipponico uno dei top in quel periodo, addirittura superiore della Jeep Willis americana in potenza e possibilità di carico. Nel 1958 la Nissan porta a casa un altro successo: una Datsun 210 vince il “Mobilgas Round Australia Trial”. Questo aprirà alla casa automobilistica giapponese i confini del mondo. Infatti, in quello stesso anno, iniziò l’esportazione negli USA e nel1960 Nissan arriva a stabilirsi come Nissan Motor Corporation USA (NMC) in California.

Nel 1962 la Nissan entra anche nel mercato europeo. In patria, invece, nel 1966 si fonde con il gruppo Prince Motor, costruendo così anche i modelli Skyline e Gloria. Qualche anno dopo, si assiste al lancio della sortiva Datsun 240Z, con un motore 2.4 litri sei cilindri in linea da 150 cavalli. Il marchio Datsun verrà in seguito sempre meno utilizzato sostituito dal marchio Nissan. All’inizio degli anni ottanta la Nissan si unisce alla Motor Iberica a Barcellona in Spagna, mentre nel 1988 con il Nissan European Technical Centre Ltd. pone una base nel Regno Unito e in Italia. Quel decennio fu segnato da grandi successi e solidi rapporti che dureranno fino ad oggi. Nel 1992 si assiste al lancio nel mercato europeo della Micra nella nuova versione, la precedente risale al 1984 e che circa 10 anni dopo la sua nascita viene eletta auto dell’anno. Nel 1993 è anche l’anno di un nuovo 4×4: il Terrano II, prodotto a Barcellona per il mercato europeo.

Così come hanno fatto la Toyota e la Honda, anche la Nissan ha immesso sul mercato un nuovo marchio per i veicoli di gamma superiore, la Infiniti. La crisi degli anni novanta non ha risparmiato nemmeno la casa automobilistica giapponese che ha dovuto cedere parte del capitale sociale alla francese Renault. Nel 1999 l’azienda francese ha messo a capo della Nissan il manager brasiliano Carlos Ghosn che ha imposto un grande piano di rinascita. Questa “rivoluzione”, però, ha visto il licenziamento di circa 21.000 persone dell’organico, ma, almeno, che ha riportato la casa giapponese a produrre profitti dopo molti anni di crisi. La produzione spazia dalle vetture di città a quelle sportive, dai classici fuoristrada alle moderne SUV, lasciando ampio spazio anche alla produzione dei veicoli commerciali. In questi ultimi anni sono state sperimentate anche alcune tecnologie di auto elettrica.

Ma cosa propone oggi la Nissan? Quali sono le auto lanciate dalla casa automobilistica in questo 2016 e per il prossimo 2017? Vediamole insieme.

Nuova Nissan Murano

La Nissan è arrivata alla terza generazione della Murano, nuovo suv di grosse dimensioni che si distingue per il design della carrozzeria molto originale e alcune soluzioni tecnologiche all’avanguardia. Il frontale è imponente, dominato dalla grande cornice a “V” cromata e dai gruppi ottici a forma di boomerang con luci diurne a LED integrate. Le fiancate sono state disegnate con linee fluide mentre la parte posteriore si ispira vagamente alla coupè 370Z. Gli interni sono molto spaziosi e il bagagliaio può ospitare fino a 4 grandi valigie, mentre la possibilità di ripiegare i sedili posteriori offre una versatilità degna di un’auto monovolume. Gli interni della nuova Nissan Murano sono curati in ogni dettaglio. I prezzi vanno dai 45.000 ai 50.000 euro. La commercializzazione in Italia del nuovo Nissan Murano non è stata ancora confermata.

Nuovo Nissan Juke

La nuova generazione del crossover Nissan Juke è attesa entro il 2017. Al momento non sono ancora stati svelati i dettagli del nuovo modello tuttavia siamo certi che lo stile sarà totalmente rinnovato, sia nell’estetica, sia negli interni dove, come già avvenuto per tutti i nuovi modelli Nissan, sarà aumentato sensibilmente il livello di qualità percepita dal cliente. Il Nuovo Nissan Juke 2017 sfrutterà la nuova piattaforma modulare progettata in collaborazione con Renault. La gamma motori dovrebbe essere articolata sui moderni propulsori a benzina 1.2 e 1.6 DIG-T e i diesel 1.5 e 1.6 dCi. Il prezzo partirà da 20.000 euro circa.

NissanNuova Nissan Micra

La nuova generazione della Nissan Micra sarà presentata ufficialmente entro la fine del 2016 per poi essere introdotta gradualmente sui mercati europei nel corso della primavera 2017. Il nuovo modello Nissan sarà progettato sfruttando la nuova piattaforma modulare messa a punto dai tecnici Renault-Nissan e sarà caratterizzato uno stile più moderno e sportivo, fortemente ispirato alla Nissan Sway esposta al pubblico in occasione del Salone di Ginevra 2015. Un notevole passo in avanti anche per quanto riguarda le finiture all’interno dell’abitacolo e le motorizzazioni, in gran parte ereditate dalla Renault Clio. La nuova Nissan Micra 2017 sarà prodotta negli stabilimenti Renault di Flins, in Francia.

Nuovo Nissan Navara NP300

Il rinnovato Navara NP300, completamente progettato ispirandosi ai pluripremiati crossover Nissan, rappresenta l’emblema degli oltre 80 anni di esperienza della casa giapponese nel settore dei pick-up . a questo si aggiunge a uno spettacolare design avanzato e dotazioni tecniche di ultima generazione. Il nuovo modello offre un maggior comfort su strada e in fuoristrada grazie alla revisione radicale degli spazi interni all’abitacolo. Il nuovo motore 2,3 litri dCi, fino al 24% più efficiente del suo predecessore, viene per la prima volta proposto anche nella potente versione biturbo. Il nuovo Navara NP300 è prodotto nello stabilimento Nissan a Barcellona e sarà presto seguito da un nuovo pick-up 4×4 da una tonnellata per i marchi Renault e Mercedez-Benz, con i quali avrà in comune alcuni aspetti strutturali. Tutte le versioni del nuovo Nissan Navara sono omologate Categoria N1. I prezzi saranno compresi tra circa 25.300 e 42.000 euro.

Nuova Nissan Pulsar 5 porte

La nuova Nissan Pulsar è una berlina cinque porte di segmento C che punta al mercato europeo. All’interno lo spazio è molto ampio ed a questo si aggiungono moderni propulsori e un design piacevole. Evoluzione della Nissan Tiida e prodotta per i mercati europei nello stabilimento Nissan di Barcellona, la nuova Nissan Pulsar andrà a la Almera, modello non più in produzione dal 2006. Questa auto gode di ben 4.38 metri di lunghezza e un passo di 2.7 metri. La gamma è articolata su tre propulsori: i benzina 1.2 DIG-T da 115 CV, 1.6 DIG-T da 190 CV e il diesel 1.5 dCi 110 CV, tutti di origine Renault. Prezzi compresi tra circa 18.000 e 26.600 euro.

Nuova Nissan X-Trail

Rinnovata nel look e nella meccanica, la nuova Nissan X-Trail mantiene l’aspetto robusto e la versatilità della vecchia generazione rinnovandosi in uno stile più moderno insieme alle nuove tecnologie. Basata sull’inedita piattaforma modulare progettata dal Gruppo Renault-Nissan per tutti i nuovi modelli il suv giapponese offre un abitacolo spazioso per sette persone e ben rifinito. Il bagagliaio può essere adattato alle esigenze del momento abbattendo la terza fila di sedili o facendo scorrere in avanti divano posteriore. La nuova Nissan X-Trail può essere equipaggiata con la trazione integrale a gestione elettronica ALL MODE 4x4i e con il sistema Active Ride Control che migliora la risposta degli ammortizzatori alle irregolarità del percorso. Il nuovo suv Nissan X-Trail è disponibile unicamente con il motore turbodiesel 1.6 dCi da 130 CV, con la possibilità di scegliere fra trazione a quattro o a due ruote motrici, quest’ultima abbinabile a un cambio a variazione continua Xtronic. Nel 2016 sarà poi introdotto anche un motore benzina turbo DIG-T 1.6 da 163 CV. Quattro gli allestimenti previsti: Visia, Acenta, Acenta Premium e Tekna. I prezzi di listino vanno dai circa 25.600 ai circa 36.800 euro. 

Neopatentati: le regole da seguire

Rientrano nella categoria dei neopatentati non solo i 18enni che hanno appena preso la patente, ma anche tutti coloro che ne hanno rinnovata una in seguito ad una revoca per infrazioni commesse al volante. L’inesperienza o atteggiamenti poco sicuri alla guida rendono questi soggetti più a rischio di incidenti. Per questo il codice della strada ha stabilito delle norme in fatto di limiti, prescrizioni, divieti per i neopatentati che vanno dalla durata dello status, fino ai limiti di velocità ed l’inasprimento delle sanzioni. Guidare non deve essere preso sotto gamba. Esistono norme che vanno rispettate per la propria sicurezza e per quella degli altri. Spesso lo studio e qualche guida con l’istruttore non bastano per conferire la dovuta dimestichezza e sicurezza la volante. Norme più rigide servono ad educare ad una guida più sicura.  Chi rientra nella categoria dei neopatentati? I seguenti soggetti:

  • chi consegue una nuova patente
  • il militare che converte la propria patente 
  • gli stranieri che convertono la patente estera in patente italiana
  • chi consegue la patente dopo la revoca, ma non nel caso in cui la stessa sia sanzione accessoria ex art. 219 CdS

Ma cosa stabilisce la legge? Quali sono le sanzioni a cui vanno incontro i neopatentati in caso di infrazione? Vediamole nel dettaglio.

La guida dei neopatentati e le sanzioni previste dalla legge

NeopatentatiLimiti

Chi ha appena preso la patente deve sapere che il neopatentato non può mettersi al volante di un’auto che abbia una potenza massima superiore a 70 kw (95 cavalli) o che abbia un rapporto peso-potenza superiore a 55 kw per tonnellata. Per calcolare la conversione da cavalli a kw basta moltiplicare il primo valore per 0,736. Per quanto riguarda il peso, si fa riferimento è quello della tara, considerata come la massa a vuoto più il peso del conducente (fissato nel valore standard di 75 kg) e 5 kg considerati tra la ruota di scorta e la benzina a bordo. Quindi, con queste regole, chiunque può calcolare se la propria auto rientra nel limite di quelle guidabili dal neopatentato nel primo anno dal conseguimento della patente. Inoltre, molto più facilmente, si può inserire il numero di targa del veicolo su Il Portale dell’automobilista, che restituirà il valore positivo o negativo. Ricordate, poi che i dati della massa del mezzo si possono trovare sul libretto di circolazione, riportata anche nel riquadro F2 come massa a pieno carico, dalla quale andrà sottratta la portata. Questo vale solo per il primo anno di patente, dopo il vincolo della potenza in rapporto alla massa, così come quello della potenza massima di 70 kw, decadono. Va comunque sottolineato che i limiti di potenza non si applicano ai veicoli per il trasporto di persone disabili, anche se alla guida c’è un neopatentato, solo nel caso in cui il disabile sia a bordo.

Velocità in autostrada
la normativa stabilisce delle restrizioni anche sui limiti di velocità. I neopatentati dovranno rispettare per i primi 3 anni il limite di velocità in autostrada, fissato in 100 km/h, e su strada extraurbana secondaria, dove non si potranno superare i 90 km/h. Violare i limiti di velocità, così come nel caso di guida al volante di un’auto non conforme per neopatentati, ha come conseguenza una multa tra i 160 e 641 euro, oltre alla sospensione della patente da 2 a 8 mesi, inflitta come sanzione accessoria. 

Bonus punti
Chi ha appena preso la patente si troverà con un punto oltre i 20 standard, dopo il primo anno senza incidenti, e un secondo l’anno seguente, sempre a condizione che la condotta sia stata irreprensibile. Se da una parte vengono premiati i neopatentati virtuosi, diventano più dure le sanzioni nei primi 3 anni per i meno rispettosi delle norme. Tutte le infrazioni hanno come conseguenza il raddoppio dei punti persi. È da tenere presente che a seguito di più infrazioni non si possano comunque sottrarre più di 15 punti in una sola volta, a meno che non si tratti di infrazioni che comportino anche la sospensione o revoca della patente. Nel caso, però, di singola contravvenzione alle norme, ad esempio da 8 punti, si può procedere al raddoppio e al superamento del limite dei 15 punti. Inoltre, una sospensione della patente nei primi tre anni di guida ha come conseguenza il prolungamento di un terzo del periodo ordinario, che cresce della metà se viene commessa una seconda violazione che abbia come conseguenza la sospensione.

NeopatentatiTolleranza zero per l’alcol
Guidare in stato d’ebbrezza è contro legge, a maggior ragione se alla guida dell’auto c’è un neopatentato. La legge ha previsto una linea dura e di tolleranza zero, la stessa imposta ai guidatori professionali, come i camionisti o gli autisti di autobus, e ai minori di 21 anni. Il tasso alcolemico nel sangue deve essere 0, ogni scostamento porta alla perdita di 5 punti e una multa di 155 euro, mentre oltre gli 0.5 g/l di alcol nel sangue è previsto un inasprimento delle sanzioni da un terzo alla metà di quelle previste. Il recupero dei punti per i neopatentati segue, invece, le norme ordinarie. È obbligatorio seguire i corsi se si arriva ad avere in patente un totale di punti inferiore a 15, viceversa, dopo due anni senza commettere infrazioni viene ricostituito il gruzzolo dei 20 punti originari.

I neopatentati e le motocilette
dal gennaio 2013 è entrata in vigore una normativa che prevede l’introduzione della patente A2 e della A3, che di fatto regolamenta quale moto si possa guidare, superando la precedente limitazione dei 25 kw. È comunque obbligatorio sostenere la prova pratica con moto con trasmissione manuale e non automatica, viceversa si potranno guidare moto esclusivamente provviste di cambio automatico. Il 18enne neopatentato nella categoria A2, potrà guidare moto con una potenza non superiore a 35 kw, dopo due anni potrà effettuare una ulteriore prova pratica, su moto con almeno 40 kw per essere abilitato alla guida di moto di qualsiasi potenza, con la patente A3. 

Il nostro paese è l’unico in Europa nel quale la legge ha previsto vincoli e limiti differenti tra chi ha la patente da più anni e chi, invece, è un neopatentato. 

Arriva il reato di omicidio stradale

Sempre più frequenti sono le notizie che riguardano vittime di pirati della strada che, dopo aver bevuto o assunto droghe, si mettono alla guida mettendo a rischio la propria vita e quella degli altri. Di recente, però, sono stati fatti dei passi avanti per quanto riguarda la colpa da attribuire a chi provoca queste morti, grazie anche alle numerose campagne di sensibilizzazione, alle proteste, alle petizioni portate avanti dai parenti delle vittime.  “Non pensate che i familiari delle vittime vivano questa legge come una vendetta, per molti di loro andare a raccogliere le firme era rivivere quel momento. Però è un modo per avere giustizia“. Questo sono state le parole del presidente del Consiglio Matteo Renzi in occasione della firma della legge sull’omicidio stradale ed aggiunge: “Se questa legge servirà ad aiutare a stare più attenti alla guida, se servirà a capire che non ci si mette alla guida se si è ubriachi o drogati e che la vita ha un valore allora contribuisce a fare dell’Italia un Paese più degno“.

Il reato di omicidio stradale è punito dalla legge

omicidio stradaleOggi sono tante le vittime della strada, vittime di chi corre troppo, di chi si mette alla guida ubriaco o sotto l’effetto di droghe, di chi si distrae per rispondere al cellulare e dopo aver investito qualcuno non si volta nemmeno e scappa via. Ogni anno, nel nostro paese sono quasi 3mila morti, donne, uomini, bambini a cui è stata strappata via la vita. Oltre 180mila gli incidenti stradali con lesioni a persone, 3mila i morti, quasi 260mila i feriti. Secondo i dati forniti dall’osservatorio Asaps, solo tra gennaio e febbraio di questo 2016 gli episodi di pirateria sono stati 160 con ben 18 i morti. Senza contare che nel 20% dei casi l’investitore è risultato sotto l’effetto di alcol e droga. Nel 2013 sono state 55 le vittime tra bambini dai 0 e 14 anni, ben 63 nel 2014. Fino a qualche tempo fa, chi causava un incidente stradale con vittime rispondeva di omicidio colposo, secondo quanto stabilito dall’articolo 589 del codice penale.  La nuova legge è la numero 41 del 23 marzo 2016, è stata pubblicata il 24 marzo sulla Gazzetta Ufficiale numero 70. Da alcuni mesi, quindi, nel nostro Codice penale è presente il reato di omicidio stradale, all’articolo 589-bis.

Secondo tale norma chiunque causi la morte di qualcuno violando le norme del codice della strada è punito oggi con la reclusione da 2 a 7 anni, da 3 a 7 anni se il soggetto è ubriaco o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope. Se le vittime sono più di una, la pena potrà essere aumentata del triplo ma senza superare i 15 anni. Non solo le autorità ma la popolazione tutta si è sentita in dovere di tutelarsi istituendo un reato specifico di omicidio stradale considerando che, spesso, una volta identificato l’autore, sottoporlo a controllo alcolemico o narcotest non ha più molto senso essendo trascorse già ore o giorni dall’evento. La novità principale contenuta nella legge è l’introduzione dei due nuovi reati di omicidio stradale e lesioni personali stradali. Chi si mette alla guida in stato di ebbrezza o dopo aver assunto stupefacenti e causa la morte di qualcuno rischia la reclusione da 5 a 12 anni. Se l’investitore si dimostra lucido e sobrio, ma la sua velocità di guida è il doppio rispetto a quella consentita, la pena va da 4 a 8 anni. In caso di omicidio multiplo, la pena può essere triplicata ma non superiore a 18 anni. È invece punito con la reclusione da 6 mesi a 2 anni chi, guidando non sobrio o non lucido, procura lesioni permanenti. Ed ancora, nel caso di lesioni aumentano le pene se chi guida è ubriaco o drogato: da 3 a 5 anni per lesioni gravi e da 4 a 7 per quelle gravissime.

Se invece il colpevole ha un tasso alcolemico fino a 0,8 g/l o se l’incidente è causato da manovre pericolose la reclusione sarà da un anno e 6 mesi a 3 anni per lesioni gravi e da 2 a 4 anni per le gravissime. In caso di condanna o patteggiamento per omicidio o lesioni stradali viene automaticamente revocata la patente. Una nuova patente sarà conseguibile solo dopo 15 anni, nel caso di omicidio, o 5 anni, nel caso di lesioni. Nei casi più gravi, però, se ad esempio il conducente fugge dopo l’omicidio stradale, dovranno trascorrere almeno 30 anni dalla revoca. 

Nel nostro paese è da tempo che si combatte contro una legge obsoleta ed ingiusta. Sono nate molte associazioni che si battono chiedendo che sia istituito il reato di omicidio stradale, ma anche modifiche al codice della strada, più controlli e prevenzione. Tante manifestazioni si tengono davanti alle prefetture di tante città proprio per ribadire la necessità di rivedere tali misure ma anche per protesta. L’ultima che ha fatto scalpore è stata quella contro la sentenza della Corte di Cassazione che ha annullato la condanna a 21 anni di un uomo che nel 2011 uccise quattro ragazzi francesi dopo aver guidato contromano sull’autostrada A26 in stato di ebbrezza per 30 km. Fortunatamente tutte queste voci sono riuscite a farsi sentire consentendo la nascita di questa legge tanto attesa.

omicidio stradaleVediamo, nel dettaglio cosa stabilisce:

1. Omicidio stradale colposo

Oggi è un reato autonomo, graduato su tre varianti:

  • resta la pena da 2 a 7 anni, nel caso in cui la morte sia stata causata violando il Codice della strada;
  • la seconda variante prevede da 8 a 12 anni di carcere per chi provoca la morte di una persona sotto effetto di droghe o in stato di ebbrezza grave, cioè con un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro;
  • la terza contempla la reclusione da 5 a 10 anni se l’omicida si trova in stato di ebbrezza più lieve, con tasso alcolemico oltre 0,8 grammi per litro, o abbia causato l’incidente dopo condotte pericolose come violazione di limiti di velocità, guida contromano, sorpassi, inversioni a rischio, ecc.

2. Omicidio stradale plurimo

Nel caso il conducente provochi la morte di più persone oppure la morte di una persona e lesioni, anche lievi o lievissime, di un’altra persona o più persone, il limite massimo di pena stabilito è di 18 anni.

3. Arresto in flagranza

La nuova legge stabilisce che per l’omicidio stradale è sempre consentito l’arresto in flagranza di reato. In presenza delle aggravanti l’arresto diventa obbligatorio. Inoltre, un’altra novità è rappresentata dall’arresto consentito in flagranza di reato anche nel caso in cui il conducente responsabile dell’incidente si sia fermato ed abbia prestato soccorso.

 

4. Fuga del conducente

In caso di fuga, l’arresto è sempre consentito. Se il conducente scappa dopo l’incidente scatta l’aumento di pena da un terzo fino a due terzi. In ogni caso non potrà mai essere inferiore a 5 anni per l’omicidio e a 3 anni di reclusione per le lesioni.

5. Lesioni stradali

In questo caso resta invariata la pena base, cioè se le lesioni sono provocate per violazione al codice della strada. Salgo gli anni di reclusione, invece, se il guidatore è ubriaco o drogato. Previsti, infatti, da 3 a 5 anni per le lesioni gravi e da 4 a 7 per quelle gravissime. In ogni caso, se il conducente si trova in stato di ebbrezza lieve, cioè sopra la soglia di 0,8 g/l, o se ha causato l’incidente per via di condotte pericolose scatta la reclusione da un anno e 6 mesi a 3 anni per le lesioni gravi e da 2 a 4 anni per quelle gravissime.

6. Mezzi pesanti

L’ipotesi più grave di reato si applica a camionisti, autisti di autobus e in genere ai conducenti di mezzi pesanti. Per costoro, anche in presenza di ebbrezza lieve, cioè con tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l ma inferiore a 1,5, saranno applicati gli aggravi di pena.

7. Diminuzione della pena

La pena è diminuita fino alla metà quando l’incidente è avvenuto con il concorso di colpa della vittima o di terzi.

8. Prescrizione raddoppiata

Per il nuovo reato è previsto il raddoppio dei termini di prescrizione.

9. Perizie coattive

Se il conducente rifiuta di sottoporsi agli accertamenti circa lo stato d’ebbrezza o di alterazione correlata all’uso di droghe la polizia giudiziaria può chiedere al pm di autorizzarla ad effettuare un prelievo coattivo laddove il ritardo possa pregiudicare le indagini.

10. Revoca della patente

Nei casi di condanna o patteggiamento, anche con condizionale, viene automaticamente revocata la patente, che potrà essere conseguita dopo almeno 5 anni nell’ipotesi di lesioni e 15 anni nell’ipotesi di omicidio. Il termine è aumentato nei casi più gravi: se il conducente è fuggito, infatti, potrà riavere la patente almeno 30 anni dopo la revoca.

11. Sospensione cautelare

Nelle more del giudizio, salvo che per il caso di omicidio stradale semplice, in cui la sospensione può arrivare fino a un massimo di 3 anni ma non è prorogabile, il Prefetto può disporre la sospensione provvisoria della patente fino a un massimo di 5 anni. In caso di condanna non definitiva la sospensione può essere prorogata fino a un massimo di 10 anni.

Car sharing enjoy arriva a Catania

Approda a Catania una delle ultime novità nel campo del car sharing; Enjoy, la società di Eni che fornisce servizi di “condivisione auto” alcune città italiane e che ora serve anche la città sicula. Muoversi autonomamente, senza dover fare affidamento sui mezzi pubblici che, purtroppo, spesso offrono servizi alquanto deludenti, può essere una vera comodità, specie quando si è in vacanza e non si ha un’auto propria. Piuttosto che noleggiare giornalmente o settimanalmente il mezzo, è estremamente più comodo pagare esclusivamente per il tempo in cui si utilizza il veicolo. Né tantomeno sarà più necessario ricorrere ai taxi, spesso tanto costosi. Niente più spese esorbitanti, quindi, con pochi euro ci si può spostare in città in tutta comodità. Inoltre, car sharing Enjoy è a flusso libero, ciò significa che le auto che si prendono a noleggio possono essere lasciate su strada, senza bisogno di riportarle in parcheggi specifici.

Muoversi con enjoy car sharing è semplice ed economico

Car sharing enjoyEnjoy è un servizio che già da alcuni anni è presente nel nostro paese. Infatti, sbarca a Milano nel dicembre del 2013 ed il suo enorme successo fa sì che anche i romani possano godere di questo comodo servizio a partire da giugno del 2014. Nell’aprile dell’anno dopo Enjoy arriva anche a Torino. Senza contare che per il periodo estivo del 2014, si sono potute utilizzare le auto rosse di Enjoy anche a Rimini. A metà dello scorso anno, a Milano, l’azienda ha ampliato la sua flotta affiancando alle auto anche degli scooter della Piaggio. Ma come funziona Enjoy e cos’ha di più degli altri servizi di car sharing presenti sul territorio italiano?  

L’azienda opera con auto Fiat 500, Fiat 500 L e scooter Piaggio MP3 e offre un noleggio di tipo “punto a punto” con tariffazione al minuto, spendi quanto usi. Inoltre, sono comunque disponibili anche tariffe ridotte orarie e giornaliere e tariffe scontate per noleggi prolungati. Tutte le operazioni per noleggiare un’auto si effettuano tramite l’utilizzo di un’apposita App per smartphone, del computer di bordo delle auto e di un portale Internet, questo è il modo più veloce e comodo per interagire con il personale dell’azienda n caso di necessità. Lo schema di tariffazione di Enjoy è identico in tutte le città in cui opera. Le tariffe sono comprensive di tutto: noleggio vettura, carburante, assicurazione, parcheggio solo in aree autorizzate e manutenzione. In alcuni casi è previsto anche il pagamento di un abbonamento annuale. Nella maggior parte delle città servite, i veicoli Enjoy possono parcheggiare sia in parcheggi appositamente designati, presenti generalmente nelle aree di servizio Eni, sia in strada come si farebbe con qualsiasi auto ma anche in zone speciali usufruendo di un permesso speciale da parte del Comune della città.

Ma quanto costa noleggiare una delle auto di Enjoy? Il prezzo è di 25 centesimi al minuto per i primi 50 km, mentre per i successivi il costo è di 25 centesimi ogni singolo km.  In alternativa c’è una tariffa giornaliera di 50 euro. Inoltre è prevista una “prenotazione estesa” che include i primi 15 minuti gratuiti e dal 16° al 90° una tariffa di 10 centesimi al minuto. Fino a oggi sono oltre 470 mila gli iscritti a Enjoy, con ben oltre 7 milioni 700 mila noleggi. Il grande successo dell’iniziativa Eni è lampante, visto l’ampio impiego che si fa delle auto rosse nelle città in cui il servizio è disponibile. Nonostante sia giunto da poco anche a Catania, la risposta di locali e turisti è stata eccezionale. La flotta catanese è composta da 170 Fiat 500 in allestimento “Pop”, motorizzate con un benzina 1.2 da 69 cavalli Euro 6. Fra gli optional che aumentano il comfort di viaggio si può contare sul climatizzatore, i sensori di parcheggio posteriori, radio con monitor 5” con uscite USB e AUX, bluetooth e sistema Uconnect. Il servizio coprirà circa 30 chilometri quadrati, inoltre le auto che avranno libero accesso nelle ZTL e potranno essere parcheggiate gratuitamente negli spazi delimitati dalle strisce blu. Altri parcheggi “dedicati” sono previsti all’interno di alcune stazioni di servizio Eni, poste in zone strategiche e ad alta circolazione automobilistica della città.  

Utilizzare il servizio di car sharing di Enjoy è facilissimo, basta iscriversi sul sito dell’azienda. Accedendo su enjoy.eni.com basterà effettuare l’iscrizione. Sono sufficienti pochi minuti. La prima cosa da fare è selezionare la città dove si intende usufruire del servizio. Dopodiché, cliccando su registrazione, basterà fornire alcune info tipo la nazionalità della propria patente di guida. Muniti di documento d’identità, patente di guida, codice fiscale e dati della carta abilitata per il pagamento online occorrerà inserire i dati richiesti ed il gioco è fatto! La stessa procedura si può effettuare tramite l’app Enjoy, disponibile sia per Android che per IOS e Windows Phone. Tramite questo servizio è possibile anche localizzare e prenotare le vetture, oltre a verificare il livello di carburante delle vetture, in questo modo i clienti possono scegliere una vettura adatta al percorso che intendono fare. Questo di Enjoy è un servizio molto utile ed economico, per questa ragione probabilmente riscuoterà a Catania lo stesso successo che riscosso a Milano, a Roma, A Firenze e a Torino. 

Storia di un marchio: Opel

Esistono tanti marchi di automobili, più o meno noti, come la Fiat, l’Alfa Romeo, la BMW, tutte sulla cresta dell’onda da più di 100 anni. Tra le case automobilistiche più longeve c’è anche la Opel, la cui sede è a Rüsselsheim in Assia. Nasce come marchio tedesco, ma, poi, nel 1929 fu acquisito dal gruppo statunitense General Motors. Forse non tutti sanno che la Opel non nasce come un’industria di automobili, ma agli albori si occupava della creazione e della produzione di macchine da cucire.

Le auto Opel e la loro lunga storia

OpelL’azienda Opel fu fondata nel 1862 da Adam Opel, nata come società in accomandita, solo alla fine del 1928 sarebbe stata convertita in società per azioni, con il nome di Adam Opel KG. Il signor Opel fece i suoi primi passi nel settore dell’industria delle macchine per cucire nel 1858, presso un’azienda francese, la Journaux-Leblond, con sede a Parigi. Da lì la sua passione esplose fino a spingerlo a creare un’impresa tutta sua. Venne a contatto con altre aziende concorrenti come la Plaz & Cie, sempre parigina, o come la Howe, con sede a Londra. E fu a loro che si ispirò per la produzione dei suoi gioielli, le sue macchine per cucire. Il primo luogo di produzione fu una vecchia stalla di proprietà di un suo zio a Rüsselsheim. Durante i primi anni di produzione l’azienda si rifornì in Francia di alcuni dei componenti in acciaio, poiché in quel periodo i prodotti francesi erano ritenuti di miglior qualità rispetto a quelli utilizzati in Germania Tra i fornitori a cui si rivolse Opel c’era suo fratello Georg Opel, che aveva aperto una propria attività nel settore metallurgico proprio a Parigi. La lavorazione dell’acciaio era comunque un affare di famiglia visto che il padre di Adam Opel era un fabbro molto rinomato in zona. Solo a società avviata, Adam decise di tornare a rivolgersi ai fornitori tedeschi. Ma non si limitò solo alla produzione di macchine da cucire, la Adam Opel KG funse anche da distributore della Plaz & Cie in Germania.

All’inizio Adam dovette affrontare qualche difficoltà, come chiunque decida di intraprendereun’avventura come questa. Nel caso della Opel, il primo intoppo fu l’astio che egli suscitava nei cuori e nelle menti dei sarti locali che non condividevano l’idea di una macchina che facesse a loro concorrenza. I conflitti sfociarono in una rissa che costrinse il fondatore della Opel ad effettuare le consegne dei propri prodotti in segreto ed occupandosi di pubblicizzarli in altre zone della Germania. Nonostante i primi intoppi, l’azienda riuscì a spiccare il volo, al punto che nel 1867 Adam Opel acquistò un terreno proprio di fronte alla ferrovia che passava per la città di Rüsselsheim e vi costruì un impianto di gran lunga più adatto ed attrezzato per accogliere la sua neonata azienda. Ancor oggi lo stabilimento di Rüsselsheim della Opel è delimitato proprio dalla ferrovia che da Francoforte porta a Magonza. L’ampliamento dell’impianto comportò nuove assunzioni, gli operai passarono da 25 a 40. Tra le varie macchi che la Opel produceva c’era anche una cucitrice per calzolai. Tra le classiche macchi da cucire, invece, ebbero grandissimo successo in quegli anni i modelli Fortuna, lanciato nel 1869 e Sophia, lanciato nel 1870, che prese il nome dalla moglie del fondatore dell’azienda.

L’azienda marciava a ritmo serrato, tanche che nel 1870, la produzione di macchine per cucire raggiunse le 15.000 unità. Nello stesso anno, Adam Opel modificò il marchio di fabbrica della Opel, inizialmente un intreccio composto dalle lette A e O, ora venne racchiuso in un cerchio recante la dicitura Nähmaschinenfabrik Rüsselsheim (Fabbrica di macchine per cucire Rüsselsheim).  Intanto, a causa della guerra franco-prussiana, nel 1870 furono interrotti i rapporti di collaborazione fra la Plaz & Cie e la Adam Opel KG. Questo comportò l’entrata diretta dell’azienda parigina in Germania, senza la Opel che faceva da intermediaria. Le macchine di Opel, però, erano talmente simili a quelle francesi da portare, nel 1884, la Plaz & Cie ad intentare una causa legale contro l’azienda di Rüsselsheim, la quale fucostretta a pagare un’ammenda di 800 marchi, equivalenti a circa 16 mila euro di oggi.  Adam Opel pagò appoggiato dal fatto che le sue macchine stavano comunque riscuotendo un enorme successo. Ad incrementare le vendite giunsero altri modelli di successo come la Delphin e la Perfecta. All’apice della gloria, un incendio pose fine al sogno di Adam Opel distruggendo per intero la sua azienda. Fortunatamente, però, da tempo la Opel aveva pensato bene di diversificare la propria attività.

OpelAdam Opel non perse le speranze ed iniziò a dedicarsi alla produzione di biciclette. La produzione di biciclette fu avviata nel 1887. Nel via a questa nuova avventura, Adam fu affiancato dal primogenito Carl Opel, che di lì a poco avrebbe assunto la direzione generale nel settore delle biciclette. I primi esemplari di bicicletta costruiti dalla Opel furono dei velocipedi a ruota alta, ma nel giro di poco tempo l’impresa iniziò a cambiare rotta orientandola verso le vere e proprie biciclette, considerate più sicure. In quest’occasione si decise anche di rinnovare il logo dell’azienda. Nell’anno dell’inizio della produzione di biciclette, stava facendo capolino nell’industria automobilistica il motore a scoppio, ma Adam Opel non sembrava affatto interessato a questo settore imprenditoriale. Non provava alcun interesse per le auto, tanto che egli stesso le definì: “solo giocattoli per milionari che non sanno come buttar via i loro soldi!”, non sapeva che questi giocattoli avrebbero segnato il suo successo. I figli di Adam Opel, invece, ritennero che le auto potessero essere un ottimo investimento per il futuro. Infatti, all’inizio del 1895, acquistarono una Benz per studiarne la meccanica. Pochi mesi dopo Adam Opel muore ed i suoi figli cominciarono ad interessarsi concretamente a questo nuovo sbocco commerciale.

Nel 1895 a Dessau, Friedrich Lutzmann fondò la Anhaltische Motorwagenfabrik, una piccola Casa automobilistica dedita alla costruzione e vendita di autovetture molto simili alle Benz. Ecco, quindi, che i fratelli Opel strinsero contatti con Lutzmann, proponendogli di passare alle dipendenze della Opel stessa in qualità di direttore tecnico del comparto automobilistico. Fu così che nel1898, per una cifra di 116.687 marchi, la Adam Opel KG rilevò la Anhaltische Motorwagenfabrik, il personale della fabbrica, i diritti di produzione delle autovetture in gamma e di utilizzo del marchio Lutzmann. Nacque così nel 1899 la prima vettura a marchio Opel, la Patent-Motorwagen, una vettura simile ad una carrozza, ma spinta da un motore d 1.5 litri in grado di rogare fino a 3,5 CV. Purtroppo questo primo tentativo di produzione automobilistica non andò in porto a causa della rottura dell’accordo con lo stesso Lutzmann, a causa della scarsa affidabilità delle sue autovetture. Negli anni la Opel crebbe a dismisura fino ad arrivare ad essere uno dei marchi automobilistici più rinomati della Germania e dell’Europa tutta. Il 17 marzo 1929 una quota iniziale dell’80% delle azioni Opel fu venduta alla statunitense General Motors. Con l’inizio del nuovo millennio arrivano alcuni cambiamenti.

 Viene annunciata una collaborazione tra il gruppo GM ed il gruppo Fiat: da tale collaborazione, che durò solo 6 anni, nacque la quarta generazione della Corsa. Nel 2007 ci fu un cambio al vertice del settore design, con l’arrivo di Mark Adams, il quale diede una svolta allo stile dei futuri modelli Opel, non a caso la nuova berlina Insignia riscosse un buon successo di vendite, grazie anche a finiture molto più curate che in passato, a motori affidabili e a “chicche” tecnologiche come il dispositivo che riconosce i cartelli stradali e comunica i limiti di velocità al conducente. A causa della recessione dei primi anni del 2000, la GM si è iniziata una procedura di cessione della Opel al gruppo austrocanadese Magna-Steyr, ma il 4 novembre è stata interrotta per la decisione del gruppo statunitense di mantenere il controllo sulla azienda tedesca.Intanto, dopo aver debuttato nel settore delle SUV e delle roadster con l’Antara e la Opel Speedster, la Opel realizzata assieme alla Lotus e poi sostituita dalla Opel GT del nuovo millennio. In questo modo la Opel fa il suo ingresso anche nel settore delle SUV compatte con il lancio della Opel Mokka. Proprio in questo periodo, dal punto di vista societario, la Opel è tornata ad essere una società per azioni. Nel 2011 l’azienda tedesca ha deciso di investire in un progetto che rispettasse l’ambiente e limitasse le emissioni inquinanti. Questo progetto prende il nome di Ampera, primo modello di automobile ibrida della Opel, realizzato anch’esso sotto la supervisione del gruppo GM che l’ha commercializzata anche come Chevrolet Volt. Le ultime novità della casa Opel sono del 2015, quando è stata presentata in anteprima al salone di Ginevra la Opel Karl, autovettura che sostituirà la Opel Agila. Qualche mese dopo è il turno della nuova generazione dell’Astra, auto di grande successo che porterà numerose vendite anche in questa nuova versione. 

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