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Sapevi che noleggiare l’auto all’aeroporto riduce lo stress del 35%?

La ricerca proviene dall’università dell’Ohio (Florida) che, comparando i risultati di particolari questionari riempiti dai clienti di alcune strutture alberghiere, ha sancito che “portare la propria auto in vacanza” sovraccarica eccessivamente il proprio sistema nervoso.

Coppie in vacanza, uomini d’affari in trasferta e famiglie con bambini sono state le tipologie di persone che hanno partecipato al test: gli audaci concorrenti di questo simpatico questionario “anti-stress” hanno risposto a 50 quesiti che mettevano alla prova il proprio sistema nervoso. Su 1000 test effettuati nei vari hotel delle principali capitali europee, è risultato che coloro i quali avevano preso a noleggio una macchina all’aeroporto presentavano un livello di tolleranza decisamente superiore rispetto a chi aveva scelto taxi e mezzi pubblici come mezzo di trasporto.

Quando si va in vacanza

Che tu debba fare una trasferta per lavoro o voglia prenderti una settimana di ferie con la tua famiglia, spesso ci si pone la solita domanda: “Andiamo in auto o ne prendiamo una a noleggio?”
Questa banale scelta, inevitabilmente porta con se una serie “reazioni a catena” che possono davvero influire sulla qualità del viaggio: lunghi e snervanti tragitti in autostrada ed infinite e deliranti code ai caselli renderebbero di pessimo umore chiunque!

Decidere di spostarsi in treno, pensando magari di viaggiare in notturna così da ritrovarsi a destinazione ben riposato, o prenotare un volo last minute, per chi sceglie il comfort al denaro, spesso risulta essere la soluzione vincente.

Spostarsi in città…

Siamo giunti alla stazione o il nostro volo è appena atterrato. La prima cosa che ci viene in mente è chiamare un taxi per recarci in hotel e poter, finalmente, disfare le proprie valigie.
Se inizialmente può apparire comodo avere un autista che ci porta diritti a destinazione mentre noi magari chiacchieriamo tranquillamente sul sedile posteriore dell’auto, con il passare dei giorni inizia a diventare un problema.

Tengo a sottolineare che non è raro incontrare accidentalmente un taxista “poco onesto”, soprattutto nelle città dell’est, che abitualmente tende a “personalizzare” il piano tariffario del proprio taxi!

Se magari ci troviamo in vacanza, scegliere di utilizzare i mezzi pubblici, magari dopo aver fatto un abbonamento alla metro, non è certamente un problema. Ma il discorso cambia quando abbiamo la necessità di dover continuamente spostarci, soprattutto per brevi tragitti. In questi casi, infatti, pagare ogni volta un taxi o prendere troppo spesso la metro diventa una situazione davvero insostenibile.

Noleggiare l’auto all’aeroporto direttamente da casa

Ormai sono parecchie le strutture alberghiere che, in accordo con le diverse compagnie che offrono il noleggio di auto all’aeroporto, creano dei pacchetti all-inclusive così da permettere ai propri clienti di poter godere di tutti i servizi, non pensare al mezzo di trasporto e soprattutto non rischiare di iniziare le proprie vacanze (o il meeting di lavoro) già con un diavolo per capello. Molte aziende per il noleggio auto, infatti, effettuano la consegna direttamente all’uscita dell’hotel ;-)

 

Segnali complementari e di cantiere

La segnaletica stradale nel nostro paese è ricca e dettagliata. A volte, però, soprattutto per i neopatentati, può essere difficoltoso memorizzarla. Un ripassino, quindi, non fa mai male, anche per chi, invece, è un autista provetto. In seguito vedremo tutti i segnali complementari e di cantiere. Conoscerli è necessario non solo per superare il test per la patente, ma anche per assicurare una guida sicura per noi e per gli altri.

Scopriamo insieme il significato dei segnali complementari e di cantiere

Segnale

Indicazione

Barriere normali

Segnali complementari e di cantiere

 

Sono utilizzate per segnalare il confine di un cantiere di lavoro, delimitano frontalmente il cantiere attualmente in corso. Possono essere utilizzate anche nei passaggi a livello, in sostituzione delle barriere mobili qualora siano guaste. Indicano di avere prudenza o arrestarsi qualora fosse necessario. Non è corretto dire che tali sbarre vietano la sosta lungo i margini della strada dove sono poste

Cono

Segnali complementari e di cantiere

 

Viene utilizzato per segnale lavori temporanei sulla carreggiata. Può essere utilizzato in caso di incidenti o per segnalare deviazioni provvisorie o per dividere momentaneamente i sensi di marcia. Può trovarsi sia su strade urbane che extra-urbane, non indica ostacoli permanenti.

Delineatori normali di margine su strade a doppio senso

Segnali complementari e di cantiere

Sono segnali complementari posti ai margini della carreggiata su strade a doppio senso di circolazione. Servono ad indicare a distanza i margini e quindi l’andamento della strada. Possono essere sostituiti da elementi rifrangenti nel caso in cui ai margini della carreggiata sono presenti muri o ringhiere. Non vengono mai posti al centro della carreggiata e non delimitano le corsie.

Delineatori normali di margine su strade a senso unico

Segnali complementari e di cantiere

Sono segnali complementari posti ai margini della carreggiata su strade a senso unico di circolazione. Servono ad indicare a distanza i margini e quindi l’andamento della strada. Possono essere sostituiti da elementi rifrangenti nel caso in cui ai margini della carreggiata sono presenti muri o ringhiere. Non vengono mai posti al centro della carreggiata e non delimitano le corsie

Delineatori per gallerie a senso unico

Segnali complementari e di cantiere

Sono segnali complementari utilizzati all’ingresso delle gallerie a senso unico di circolazione per indicare il margine, sono obbligatori nelle gallerie con curve. Si possono trovare anche in presenza di strettoie o deviazioni permanenti della carreggiata. E’ sbagliato dire che si trovano al centro della carreggiata, negli incroci a forma di “T”, nelle strade di montagna con tornanti (curve pericolose) o che vengono usati nelle gallerie per delimitare le corsie.

Delineatore per strade di montagna

Segnali complementari e di cantiere

Tale segnale complementare viene posto ai margini delle strade di montagna. Risulta molto utile nel caso di strada ad alto innevamento per individuare i margini della strada. Non vengono mai posti al centro della carreggiata, o in incroci a “T”. Non sono utilizzati per delimitare le corsie.

Delineatore di curva, strettoia o tornante

Segnali complementari e di cantiere

Utilizzato su strade extra-urbane. Segnale l’andamento di curve pericolose con mancanza di visibilità. Le frecce sono orientate nella direzione che avrà la curva. Se in prossimità di un cantiere stradale è bianco e rosso, in tal caso indica una deviazione temporanea con curva. Può essere preceduto dal segnale di pericolo “curva a sinistra”. Tale segnale non indica un ostacolo sulla carreggiata e non è a fondo giallo in presenza di cantieri (ma bianco e rosso).

Delineatore modulare di curva

Segnali complementari e di cantiere

Tale segnale complementare è impiegato insieme ad altri dello stesso tipo per evidenziare il lato esterno della curva. Risulta utile ai fini di aumentare la visibilità dell’andamento della strada a distanza. Se bianco e rosso indica una deviazione temporanea in presenza di cantieri stradali. Tale segnale non viene posto negli incroci a “T”.

Delineatore per intersezione (incrocio a “T”)

Segnali complementari e di cantiere

Tale segnale è posto trasversalmente alla strada che si sta percorrendo in corrispondenza di incroci a “T”. Le frecce sono orientate nelle uniche direzioni possibili, pertanto indica la necessità di svoltare a destra o a sinistra. Per segnalare deviazioni temporanee è di colore bianco e rosso. Viene posto in corrispondenza delle deviazione e non 150 metri prima. Non è corretto dire che indica la presenza di ostacoli lungo la carreggiata.

Delineatore di ostacolo

Segnali complementari e di cantiere

E’ un pannello rifrangente, usato insieme al segnale di passaggio obbligatorio o consentito, che indica la presenza di un ostacolo situato al centro della strada (salvagente, isola di traffico, spartitraffico). Malgrado il colore giallo, non è un segnale temporaneo, ma un segnale complementare. E’ sbagliato dire che si trova solo su strade extraurbane, al centro dell’incrocio privo di semaforo o sul ciglio (bordo) della strada.

Lavori

Segnali complementari e di cantiere

Indica la possibile presenza di operai a lavoro o depositi di materiali o macchinari sulla strada. In presenza di tale segnale è opportuno moderare la velocità. Tale segnale può essere integrato dal pannello “estesa”. Il segnale non è di precedenza (non indica di dare precedenza ai veicoli che fanno parte del cantiere).

Preavviso di semaforo temporaneo

Segnali complementari e di cantiere

Può essere posto sia su strade urbane che extra-urbane e indica che successivamente è presente un semaforo temporaneo. E’ opportuno moderare la velocità per potersi, eventualmente, fermare nel caso in cui il semaforo abbia la luce rossa accesa. Tale segnale temporaneo può essere utilizzato ad esempio prima di un restringimento provvisorio della carreggiata. Il semaforo in genere ha la luce gialla lampeggiante

Direzione consigliata autocarri

Segnali complementari e di cantiere

Tale segnale indica la direzione consigliata agli autocarri di massa superiore alle 3 T. Tale segnale,in genere, si trova in prossimità di cantieri stradali, è posto nel punto esatto della deviazione e può essere preceduto dal segnale “preavviso di deviazione”. Il segnale indica la direzione consigliata e non obbligatoria. E’ errato dire che indica una zona di parcheggio per gli autocarri.

Direzione obbligatoria per autotreni e autoarticolati

Segnali complementari e di cantiere

E’ un segnale temporaneo posto in prossimità di un cantiere stradale. Indica la direzione obbligatoria solo per i veicoli indicati in figura (in questo caso autotreni ed autoarticolati). La direzione obbligatoria vale solo per la categoria di veicoli indicata in figura e non per tutti i veicoli.

Preavviso di deviazione

Segnali complementari e di cantiere

E’ posto in prossimità di un incrocio che precede un cantiere stradale. Vieta a tutti i veicoli con massa a pieno carico superiore a 7 T di proseguire diritto e indica il percorso sostitutivo. Tutti gli altri veicoli possono invece proseguire diritto. Tale segnale però non indica che Lucca è irraggiungibile per i veicoli che superano 7 T, infatti viene specificato il percorso alternativo.

Preavviso di deviazione temporanea

Segnali complementari e di cantiere

E’ un segnale di deviazione temporanea. Preavvisa che per andare a Novara non è possibile proseguire diritto ma bisogna svoltare a destra perchè la strada è interrotta per lavori. Il segnale, integrato con il pannello “estesa”, indica che la deviazione è lunga 2 Km (non indica la distanza dalla deviazione). La deviazione vale per tutti i veicoli. Il segnale però non indica che Novara è irraggiungibile, ma indica il percorso alternativo da seguire. Il segnale non indica la presenza di ostacoli sulla carreggiata e non riguarda i sensi di circolazione

Segnale di corsia chiusa

Segnali complementari e di cantiere

Indica un restringimento temporaneo della carreggiata da 2 a 1 corsia. E’ posto nelle vicinanze di un cantiere stradale. Non obbliga a dare la precedenza alle vetture provenienti dalla corsia di destra in chiusura. Il segnale non indica un cambio di carreggiata o una confluenza da destra (non c’è un incrocio).

Uso corsie disponibili

Segnali complementari e di cantiere

Tale segnale viene posto in prossimità di cantieri stradali. E’ un segnale temporaneo e indica alle varie categorie di veicoli come utilizzare le corsie disponibili. In questi caso obbliga gli autocarri ad utilizzare solo la corsia di destra, mentre le vetture possono utilizzare entrambe le corsie. Non indica nulla sul sorpasso e non indica che gli autocarri possono viaggiare per file parallele

Le app utili quando si è alla guida

Ormai li smartphone è imprescindibile nella vita di chiunque, o quasi, lo usiamo per qualunque cosa, non solo per chiamare o mandare sms come si faceva con i telefonini di vecchia generazione. Ormai si naviga su internet, si chatta, si fanno acquisti tutto direttamente dal telefono. Di sicuro molte delle app di cui sono dotati o che si possono scaricare dagli appositi store sono divertenti , ma poco utili. Non è così per tutte. Ve ne sono alcune davvero in grado di migliorare e facilitare la nostra vita di tutti i giorni. Tra queste vi sono le app che ci aiutano quando siamo alla guida della nostra automobile, offrendo una serie di servizi estremamente utili. La necessità di queste app l’ha capita anche la Ford, ad esempio, che, per rispondere  a questa sempre maggiore attenzione verso gli smartphone e le loro applicazioni, ha ideato il nuovo Sync con AppLink, ovvero un sistema con il quale si potranno comandare le app sul proprio smartphone direttamente dal computer di bordo della vettura, senza dover prendere in mano il telefono.

Facilitati la vita con le app utili alla guida

app utiliVe ne sono di innumerevoli, alcuni utili, altre meno, alcune intuitive, altre meno, tutte comunque destinate a semplificare in qualche modo la guida del nostro veicolo. Ecco, allora, alcune delle app che potrebbero farci comodo quando siamo in macchina:

Mappe e navigatori.

Tra le applicazioni più utili da avere sul proprio telefono è di certo quella dotata di mappa e navigatore, che rendono possibile viaggiare in qualsiasi posto, anche il più sconosciuto, con la certezza di trovare sempre la strada che ci porti a destinazione. Tra le app di questa tipologia ci sono Waze e TomTom, due delle tantissime a disposizione, ma probabilmente le più complete. Inserendo punto e di partenza e di destinazione, l’app calcolerà il tragitto migliore, più breve, meno costoso per raggiungerlo.  

App per trovare parcheggi

Una vera manna dal cielo quando ci si trova a vivere in città o zone molto trafficate e con parcheggi mai disponibili. L’app adatta in questa circostanza è Parkopedia, ma come questa ce ne sono tante altre. Parkopedia, particolarmente utile in tutta Europa, consente di trovare in tempo reale i parcheggi per le auto con tanto di disponibilità per ciascuno di loro.

App per la musica

La musica non può mancare in auto, soprattutto per lunghi tragitti. Tutti, però, hanno la radio, cosa dovrebbero farsene di un app sul proprio smartphone? In realtà esistono delle piattaforme per lo straming musicale, come ad esempio Spotify, disponibile già dal febbraio del 2013,che consente di ascoltare solo la musica che vi piace da un catalogo online, con la possibilità di creare anche delle playlist, condivisibili anche con gli amici. Una sorte di versione moderne del vecchio Cd, ma molto più capiente. Se, poi, si collega lo smartphone all’impianto stereo usando un banale cavo audio, allora è possibile sfruttare le app per sentire musica su Android. Tra queste ve ne sono tre degne di nota: Jango Radio per sentire musica casuale in base al genere, TuneIn per sentire le radio di tutto il mondo e Google Play Music per sentire la musica che si trova nel PC. E se invece state ascoltando una canzone e proprio non riuscite a ricordarne il titolo? Arriva Shazam, l’app che con un click ascolta pochi secondi della musica ed è in grado non solo di dirvi il titolo, ma anche l’autore e l’album da cui è tratta.

App per la lettura delle notizie

Anche durante un viaggio è importante tenersi aggiornati, anche per intrattenersi durante la guida, specie nei tragitti più lunghi. Di sicuro in molti ricorreranno ai notiziari della radio, che però vengono trasmessi ad orari prestabiliti. In sostituzione dei classici notiziari radesso, arrivano delle applicazioni, che leggono le principali notizie delle testate principali. Una delle applicazioni più gettonate  di questo genere è senza dubbio Kaliki, progettata per l’utilizzo in automobile, sopratutto per i possessori di auto Ford con il sistema AppLink integrato.

App per alberghi

Quando si viaggia, per svariati motivi, si può aere la necessità di soggiornare in qualche struttura alberghiera o simili senza, però, essere riusciti a prenotare con anticipo. Il rischio è quello di non riuscire a trovare posto, specie in alcune località o in alcuni periodi dell’anno. Ecco, quindi, che vengono in nostro soccorso le app del telefonino che sfruttano i dati di geolocalizzazione degli smartphone e riescono a trovare gli alberghi più vicini alla propria posizione. L’applicazione, inoltre, dà la possibilità di impostare la ricerca per trovare le soluzioni più adatte alle proprie esigenze mediante l’utilizzo di filtri. In questo modo potremo trovare solo le strutture con piscina, o solo quelle con colazione inclusa, e via dicendo. Una delle app più usate in questo senso è Hotels.com.

Gestione dell’auto

ACar è un’app per gestire l’auto in ogni suo aspetto. Spesso dimentichiamo i vari interventi di manutenzione della nostra auto, ma ACar è lì a ricordarceli. Ci tiene aggiornati costantemente sullo stato di ogni parte della macchina, tiene traccia dei pieni, del consumo di carburante, delle spese dei viaggi, olio motore, filtro aria e cosi via. Questa app si può installare in versione gratuita limitata oppure in versione ACar Pro, a pagamento ed in italiano. Esistono anche altre app di questo genere, altrettanto soddisfacenti come Fuelio per tracciare i consumi di benzina.

Le app per trasformare lo smartphone in computer di bordo

Quando si guida, per la propria sicurezza e per non incappare in salate sanzioni, il telefonino dovrebbe rimanere riposto. Non è mai consigliato utilizzarlo durante la guida. Per questo esistono delle app in grado di trasformarlo in un computer di bordo in modo da gestire il telefono mentre si guida, mettendolo in modalità Car Mode. In questo modo si potranno usare i pulsanti veloci per raggiungere le funzioni fondamentali di chiamate e messaggi. In pratica facilita e velocizza l’accesso alle vaie app e mette a disposizione del guidatore tante informazioni e tanti accessori.

app utiliApp per il traffico

Waze è un’app che non può mancare sullo smartphone di chi viaggia con frequenza. Questa app, infatti, non è un semplice navigatore GPS che ci aiuta a trovare la strada più veloce, ma è anche l’app migliore per avere sempre informazioni del traffico in tempo reale sulla strada che si sta facendo. Inoltre Waze permette anche di sapere dove sono i benzinai più vicini e quelli che hanno il prezzo della benzina più basso. La sua interfaccia è intuitiva e divertente ed include anche una chat attraverso la quale comunicare con gli altri guidatori collegati a Waze che si trovano nei paraggi.

Strumenti vocali per Android per usare il cellulare senza mani

Se si sta guidando, maneggiare il telefono può essere scomodo oltre che pericoloso. Per questo motivo, quando si riceve un messaggio, è meglio farselo leggere dal cellulare stesso. Come fare? Basta avere istallato sul proprio smartphone l’app Google Sintesi Vocale ed attivare la funzione ReadItToMe che usa il motore di sintesi vocale del sistema e funziona quindi anche in lingua italiana. Non appena arriva un messaggio, invece della suoneria o dell’avviso, si sente la lettura dell’SMS. Inoltre, le versioni più recenti di Android, ma anche i dispositivi dotati di altri sistemoi operativi come iOs, possono sfruttare i comandi vocali di Google Now con il riconoscimento vocale per dettare messaggi ed eseguire azioni dette a voce, come fare una ricerca o trovare una strada in Google Maps. Un’app alternativa a Google Now è VLingo per gli smartphone con versioni Adroid precedenti. S, poi, si istalla HandsFree, invece, si può avere un risponditore automatico delle chiamate che funziona ogni volta che le cuffiette sono inserite nel telefonino. Safely Go è un’altra app che si può utilizzare per guidare sicuri sulle strade. Si può configurare la risposta automatica alle chiamate in arrivo, e c’è un cruscotto da usare quando si entra in macchina per lanciare velocemente tre app a scelta e tre contatti VIP in modo da averli sottomano nel caso si volesse chiamarli rapidamente. In questo caso, si può anche inserire un widget sullo schermo per avere accesso diretto all’app. infine c’è Auto SMS, un’app per Android con cui è possibile creare delle regole per rispondere automaticamente alle chiamate in arrivo e ai messaggi SMS mentre si sta guidando la macchina. Anche in questo caso è possibile utilizzare l’applicazione per leggere gli SMS in arrivo utilizzando il motore text-to-speech di Android.

Le App che giudicano la nostra guida

Flo è un’app Android che ci da un punteggio sulla nostra guida misurando quante volte si accelera, si frena, si fanno curve strette ecc. in parole povere ci dice come stiamo guidando e cosa dovremmo migliorare nel nostro stile di guida. L’app vsi avvia una volta in macchina con il GPS attivato sul cellulare e lasciata attiva fino alla fine del viaggio.

App per trovare autovelox sulla strada

Questa app ci segnalano sulla mappa del percorso che stiamo seguendo la presenza di eventuali autovelox.

Detto questo dobbiamo ricordare una cosa fondamentale: quando si guida non si usa il telefonino, le mani devono essere ben salde sul volante e non si devo avere distrazioni ma essere ben concentrati sulla strada. Le applicazioni selezionate sono stati scelte per darci la migliore esperienza digitale durante la guida, per guidare in modo sicuro e avere accesso ai servizi online più velocemente possibile. Poiché queste applicazioni possono fornire assistenza o intrattenimento mentre si guida, è importante per mantenere la sicurezza, usarle comunque con prudenza.  Se si viaggia in compagnia, lasciate che siamo i vostri passeggeri a maneggiare lo smartphone mentre voi guidate, questo renderà il viaggio più sicuro. 

Top 10 delle auto a noleggio

Negli ultimi anni il settore della auto a noleggio è in grande ripresa. Lo scorso 2015 si sono registrate 1.575.000 nuove auto immatricolate pari al +15,7% rispetto al 2014, anno in cui il crollo delle vendite iniziato nel 2007 si era arrestato. Questo, però, non riguarda solo le automobili private. Nel 2016, in Italia, quasi 1 auto nuova su 4 è a noleggio e nel 2015 si è registrato un +5,7% di fatturato sul 2014, per un totale del settore del noleggio a breve e a lungo termine sopra i 5,4 miliardi di euro. Un notevole incremento di un settore che comunque non ha mai vissuto una crisi profonda come è, invece, accaduto ad altri.

Un grande recupero per le auto a noleggio

auto a noleggioTra le auto a noleggio, sia a lungo che a breve termine, la più utilizzate nel corso del 2015, sia da aziende che da turisti, si conferma al primo posto la FIAT Panda, e si registra un interessante incremento per la Volkswagen Passat e la Ford Focus. Guardando solo i dati relativi al noleggio a lungo termine, ai primi tre posti troviamo la FIAT Panda, la FIAT 500 L e la Peugeot 308. Nel noleggio a breve termine la FIAT 500 L scavalca la FIAT Panda e al terzo posto troviamo la FIAT 500.

Ecco allora la classifica delle auto più apprezzate per il noleggio a lungo termine

Modello

2015

Var. % 2015 vs 2014

1

FIAT Panda

14.241

-13%

2

FIAT 500 L

10.086

8,00%

3

Peugeot 308

6.329

156%

4

Volkswagen Passat

5.986

63%

5

Volkswagen Golf

5.739

20%

6

FIAT 500

5.577

-37,00%

7

FIAT Grande Punto

5.202

-30%

8

Alfa Romeo Giulietta

4.549

27%

9

Ford Focus

4.256

65%

10

Renault Clio

4.212

12%

Ma vediamo nel dettaglio le prime 3 classificate:

Fiat Panda

Ha una linea originale, da piccola multispazio, con volumi squadrati e profili tondeggianti che le danno un aspetto armonico e scattante. Dotata di utili i profili in gomma che proteggono la vernice dai piccoli urti. I motivi quadrangolari contraddistinguono anche elementi dell’abitacolo della Fiat Panda, come la strumentazione, il “cuscino” al centro del volante o la grande tasca che si apre nella parte destra della plancia. Non troppo ristretto lo spazio a bordo, adotto ad accogliere comodamente a quattro adulti. Ve ne sono di disponibili anche con 5 posti. Stesso discorso vale per il divano scorrevole di 16 cm, che permette di privilegiare lo spazio per le gambe di chi sta dietro o per i bagagli. Il volume del bagagliaio può così essere modulato fra i 225 e i 260 litri. Creata per la città è perfettamente a suo agio nel traffico, agile grazie alla lunghezza di appena 365 cm. Risponde alla perfezione anche nei percorsi extraurbani e vanta una discreta vivacità persino col motore d’accesso alla gamma, il 1.2 a benzina da 69 CV. In alternativa ci sono il bicilindrico 0.9 TwinAir Turbo da 85 CV, che promette un favorevole rapporto fra consumi e prestazioni, oppure il diesel 1.3 Multijet da 95 CV. Non mancano le versioni bi-fuel a benzina e a Gpl (la 1.2 EasyPower da 69 CV), e la 0.9 Natural Power a benzina e a metano da 80 CV. Migliorabile la dotazione della Fiat Panda.  Ne esiste anche una versione Trekking, con allestimento quasi fuoristradistico, è disponibile per tutte le alimentazioni salvo che per quella a benzina e a Gpl.

Fiat L 500

Originale monovolume dalle dimensioni non esagerate, è lunga, infatti, 415 cm, 60 in più della 500 a tre porte, la Fiat 500L si distingue per l’ottimo sfruttamento dello spazio: l’abitabilità è notevole anche nella zona posteriore, e il divano scorrevole longitudinalmente permette di aumentare l’agio per le gambe dei passeggeri oppure il volume del bagagliaio, che varia da 343 a 415 litri. Ottima la qualità delle finiture, giovanili e “allegri” i rivestimenti. Piuttosto agile e adatta alla città, nonostante lo sterzo un po’ lento si rivela piacevole da guidare anche fra le curve, oltre che sempre sicura. C’è una sola versione a benzina e due a gasolio. Completano la gamma la 0.9 bi-fuel a benzina e a metano da 80 CV e la brillante 1.4 T-jet a benzina e a Gpl da 120 CV. Tra le opzioni proposte della Fiat 500L c’è anche l’”avventurosa” versione Trekking, più alta da terra e con caratterizzazione estetica quasi da suv.

Peugeot 308

Completamente rinnovata nel 2013 e più leggera che in passato, la Peugeot 308 è una cinque porte dalla linea elegante e ricercata. In rapporto ai 425 cm di lunghezza della carrozzeria lo spazio a bordo abbonda, sia per i passeggeri, sia per i bagagli: con i suoi 420 litri il baule è uno dei più capienti della categoria. L’abitacolo è originale e rifinito con cura: la strumentazione è rialzata, la plancia ha un design pulito e minimalista e i comandi sono facili da individuare. È dotata di un tocco tecnologico grazie all’ampio schermo touchscreen di 9,7” incastonato nella plancia. Intuitiva e gratificante la guida: piuttosto agile anche in città, fra le curve la vettura è favorita dalle sospensioni solide e dalle buone qualità dello sterzo. È disponibile sia con un 1.2 PureTech a benzina da 110 o 131 CV, che con un  potente 1.6 THP GT da 205 CV. Brillanti anche i 1.6 diesel e 2.0 BlueHDi da 150 o 181 CV. Tutti i motori sono aggiornati Euro 6. Quattro gli allestimenti della Peugeot 308, con Esp, sei airbag, sensori di pressione delle gomme, cruise control e portaoggetti refrigerato di serie anche per il “base” Access.

auto a noleggioPer quanto riguarda, invece, il noleggio a breve termine, il Gruppo FCA si conferma ancora una volta leader, con ben cinque modelli ai primi posti delle attività di rent-a-car. In generale sono cresciute del +17% le immatricolazioni relative alle flotte di auto acquistate dagli operatori di noleggio a breve termine, con un innalzamento del valore economico medio passato da 14.725 a 15.373 euro (+5%). Tale fenomeno è da attribuirsi alla maggiore domanda turistica che ha chiesto vetture più capienti per passeggeri e bagagli e con la domanda di business replacement del noleggio a lungo termine che da sempre per questi servizi si affida al rent-a-car. Ecco la top 10 dei modelli noleggiati a breve termine:

Modello

2015

Var. % 2015 vs 2014

1

FIAT 500 L

12.213

11%

2

FIAT Panda

9.524

10%

3

FIAT 500

7.352

-2%

4

Lancia Ypsilon

4.103

32%

5

FIAT 500X

2.990

6

Renault Clio

2.729

11%

7

Peugeot 308

2.630

108%

8

Alfa Romeo Giulietta

2.555

46%

9

Ford Focus

2.376

49%

10

Opel Corsa

2.231

17%

 

Le auto Fiat mantengono alto il nome dell’Italia anche nel campo del noleggio risultando le più gradite anche dai turisti stranieri che visitano il nostro Paese. Rivolgersi ad aziende di auto noleggio, specie durante le vacanze, può essere un’idea sensata non solo dal punto di vista della comodità, ma anche da quello economico. Noleggiare una quattro ruote per viaggiare costa meno di un treno e si ha a disposizione il vantaggio di muoversi come, quando e dove si preferisce. Puntare sul noleggio può essere la scelta che vi migliora la vacanza, Provare per credere. 

Storia di un marchio: Nissan

Automobili che passione, direbbero coloro che adorano le quattro ruote e che ama sapere tutto del suo marchio preferito. E noi vi accontentiamo. Vi abbiamo parlato della Fiat, della Ferrari, dell’Alfa Romeo, ma anche di case automobilistiche straniere come la Ford, Renault, Mercedes. Oggi vi parleremo di una casa automobilistica giapponese relativamente giovane, la Nissan. La Nissan Motor Co. Ltd. è una casa automobilistica ch è entrata nel mercato italiano soprattutto grazie ai suoi fuoristrada anche se, con il tempo, si è fatta largo con due modelli di grandissimo successo come la vettura da città Nissan Micra e per il crossover Nissan Qashqai. La Nissan è la seconda casa nipponica in ordine di grandezza, dopo la Toyota, fa parte del gruppo Renault ed è guidata da Carlos Ghosn.

La casa automobilistica giapponese Nissan e la sua evoluzione

NissanLa Nissan Motor Co. nasce come società autonoma nel 1934 quando il Nippon Sangyo ottiene la proprietà della Jidosha-Seido Ltd., società trasferitasi qualche mese prima a Yokohama. Arriva subito sul mercato la prima autovettura  con il marchio Datsun. Dopo pochi anni, però, la produzione viene fermata a causa della guerra, dopo la realizzazione di ben 20000 veicoli circa. Alla fine della seconda guerra mondiale, la produzione delle Datsun viene ripristinata nel 1947. Alcuni anni dopo, entra in produzione un fuoristrada, nato dall’esperienza accumulata negli anni della guerra sui mezzi militari. Arriva, quindi, il Nissan Patrol destinato a diventare storia. Un motore da sei cilindri da 85 CV e di un’ottima trazione integrale facevano di questo il fuoristrada nipponico uno dei top in quel periodo, addirittura superiore della Jeep Willis americana in potenza e possibilità di carico. Nel 1958 la Nissan porta a casa un altro successo: una Datsun 210 vince il “Mobilgas Round Australia Trial”. Questo aprirà alla casa automobilistica giapponese i confini del mondo. Infatti, in quello stesso anno, iniziò l’esportazione negli USA e nel1960 Nissan arriva a stabilirsi come Nissan Motor Corporation USA (NMC) in California.

Nel 1962 la Nissan entra anche nel mercato europeo. In patria, invece, nel 1966 si fonde con il gruppo Prince Motor, costruendo così anche i modelli Skyline e Gloria. Qualche anno dopo, si assiste al lancio della sortiva Datsun 240Z, con un motore 2.4 litri sei cilindri in linea da 150 cavalli. Il marchio Datsun verrà in seguito sempre meno utilizzato sostituito dal marchio Nissan. All’inizio degli anni ottanta la Nissan si unisce alla Motor Iberica a Barcellona in Spagna, mentre nel 1988 con il Nissan European Technical Centre Ltd. pone una base nel Regno Unito e in Italia. Quel decennio fu segnato da grandi successi e solidi rapporti che dureranno fino ad oggi. Nel 1992 si assiste al lancio nel mercato europeo della Micra nella nuova versione, la precedente risale al 1984 e che circa 10 anni dopo la sua nascita viene eletta auto dell’anno. Nel 1993 è anche l’anno di un nuovo 4×4: il Terrano II, prodotto a Barcellona per il mercato europeo.

Così come hanno fatto la Toyota e la Honda, anche la Nissan ha immesso sul mercato un nuovo marchio per i veicoli di gamma superiore, la Infiniti. La crisi degli anni novanta non ha risparmiato nemmeno la casa automobilistica giapponese che ha dovuto cedere parte del capitale sociale alla francese Renault. Nel 1999 l’azienda francese ha messo a capo della Nissan il manager brasiliano Carlos Ghosn che ha imposto un grande piano di rinascita. Questa “rivoluzione”, però, ha visto il licenziamento di circa 21.000 persone dell’organico, ma, almeno, che ha riportato la casa giapponese a produrre profitti dopo molti anni di crisi. La produzione spazia dalle vetture di città a quelle sportive, dai classici fuoristrada alle moderne SUV, lasciando ampio spazio anche alla produzione dei veicoli commerciali. In questi ultimi anni sono state sperimentate anche alcune tecnologie di auto elettrica.

Ma cosa propone oggi la Nissan? Quali sono le auto lanciate dalla casa automobilistica in questo 2016 e per il prossimo 2017? Vediamole insieme.

Nuova Nissan Murano

La Nissan è arrivata alla terza generazione della Murano, nuovo suv di grosse dimensioni che si distingue per il design della carrozzeria molto originale e alcune soluzioni tecnologiche all’avanguardia. Il frontale è imponente, dominato dalla grande cornice a “V” cromata e dai gruppi ottici a forma di boomerang con luci diurne a LED integrate. Le fiancate sono state disegnate con linee fluide mentre la parte posteriore si ispira vagamente alla coupè 370Z. Gli interni sono molto spaziosi e il bagagliaio può ospitare fino a 4 grandi valigie, mentre la possibilità di ripiegare i sedili posteriori offre una versatilità degna di un’auto monovolume. Gli interni della nuova Nissan Murano sono curati in ogni dettaglio. I prezzi vanno dai 45.000 ai 50.000 euro. La commercializzazione in Italia del nuovo Nissan Murano non è stata ancora confermata.

Nuovo Nissan Juke

La nuova generazione del crossover Nissan Juke è attesa entro il 2017. Al momento non sono ancora stati svelati i dettagli del nuovo modello tuttavia siamo certi che lo stile sarà totalmente rinnovato, sia nell’estetica, sia negli interni dove, come già avvenuto per tutti i nuovi modelli Nissan, sarà aumentato sensibilmente il livello di qualità percepita dal cliente. Il Nuovo Nissan Juke 2017 sfrutterà la nuova piattaforma modulare progettata in collaborazione con Renault. La gamma motori dovrebbe essere articolata sui moderni propulsori a benzina 1.2 e 1.6 DIG-T e i diesel 1.5 e 1.6 dCi. Il prezzo partirà da 20.000 euro circa.

NissanNuova Nissan Micra

La nuova generazione della Nissan Micra sarà presentata ufficialmente entro la fine del 2016 per poi essere introdotta gradualmente sui mercati europei nel corso della primavera 2017. Il nuovo modello Nissan sarà progettato sfruttando la nuova piattaforma modulare messa a punto dai tecnici Renault-Nissan e sarà caratterizzato uno stile più moderno e sportivo, fortemente ispirato alla Nissan Sway esposta al pubblico in occasione del Salone di Ginevra 2015. Un notevole passo in avanti anche per quanto riguarda le finiture all’interno dell’abitacolo e le motorizzazioni, in gran parte ereditate dalla Renault Clio. La nuova Nissan Micra 2017 sarà prodotta negli stabilimenti Renault di Flins, in Francia.

Nuovo Nissan Navara NP300

Il rinnovato Navara NP300, completamente progettato ispirandosi ai pluripremiati crossover Nissan, rappresenta l’emblema degli oltre 80 anni di esperienza della casa giapponese nel settore dei pick-up . a questo si aggiunge a uno spettacolare design avanzato e dotazioni tecniche di ultima generazione. Il nuovo modello offre un maggior comfort su strada e in fuoristrada grazie alla revisione radicale degli spazi interni all’abitacolo. Il nuovo motore 2,3 litri dCi, fino al 24% più efficiente del suo predecessore, viene per la prima volta proposto anche nella potente versione biturbo. Il nuovo Navara NP300 è prodotto nello stabilimento Nissan a Barcellona e sarà presto seguito da un nuovo pick-up 4×4 da una tonnellata per i marchi Renault e Mercedez-Benz, con i quali avrà in comune alcuni aspetti strutturali. Tutte le versioni del nuovo Nissan Navara sono omologate Categoria N1. I prezzi saranno compresi tra circa 25.300 e 42.000 euro.

Nuova Nissan Pulsar 5 porte

La nuova Nissan Pulsar è una berlina cinque porte di segmento C che punta al mercato europeo. All’interno lo spazio è molto ampio ed a questo si aggiungono moderni propulsori e un design piacevole. Evoluzione della Nissan Tiida e prodotta per i mercati europei nello stabilimento Nissan di Barcellona, la nuova Nissan Pulsar andrà a la Almera, modello non più in produzione dal 2006. Questa auto gode di ben 4.38 metri di lunghezza e un passo di 2.7 metri. La gamma è articolata su tre propulsori: i benzina 1.2 DIG-T da 115 CV, 1.6 DIG-T da 190 CV e il diesel 1.5 dCi 110 CV, tutti di origine Renault. Prezzi compresi tra circa 18.000 e 26.600 euro.

Nuova Nissan X-Trail

Rinnovata nel look e nella meccanica, la nuova Nissan X-Trail mantiene l’aspetto robusto e la versatilità della vecchia generazione rinnovandosi in uno stile più moderno insieme alle nuove tecnologie. Basata sull’inedita piattaforma modulare progettata dal Gruppo Renault-Nissan per tutti i nuovi modelli il suv giapponese offre un abitacolo spazioso per sette persone e ben rifinito. Il bagagliaio può essere adattato alle esigenze del momento abbattendo la terza fila di sedili o facendo scorrere in avanti divano posteriore. La nuova Nissan X-Trail può essere equipaggiata con la trazione integrale a gestione elettronica ALL MODE 4x4i e con il sistema Active Ride Control che migliora la risposta degli ammortizzatori alle irregolarità del percorso. Il nuovo suv Nissan X-Trail è disponibile unicamente con il motore turbodiesel 1.6 dCi da 130 CV, con la possibilità di scegliere fra trazione a quattro o a due ruote motrici, quest’ultima abbinabile a un cambio a variazione continua Xtronic. Nel 2016 sarà poi introdotto anche un motore benzina turbo DIG-T 1.6 da 163 CV. Quattro gli allestimenti previsti: Visia, Acenta, Acenta Premium e Tekna. I prezzi di listino vanno dai circa 25.600 ai circa 36.800 euro. 

Neopatentati: le regole da seguire

Rientrano nella categoria dei neopatentati non solo i 18enni che hanno appena preso la patente, ma anche tutti coloro che ne hanno rinnovata una in seguito ad una revoca per infrazioni commesse al volante. L’inesperienza o atteggiamenti poco sicuri alla guida rendono questi soggetti più a rischio di incidenti. Per questo il codice della strada ha stabilito delle norme in fatto di limiti, prescrizioni, divieti per i neopatentati che vanno dalla durata dello status, fino ai limiti di velocità ed l’inasprimento delle sanzioni. Guidare non deve essere preso sotto gamba. Esistono norme che vanno rispettate per la propria sicurezza e per quella degli altri. Spesso lo studio e qualche guida con l’istruttore non bastano per conferire la dovuta dimestichezza e sicurezza la volante. Norme più rigide servono ad educare ad una guida più sicura.  Chi rientra nella categoria dei neopatentati? I seguenti soggetti:

  • chi consegue una nuova patente
  • il militare che converte la propria patente 
  • gli stranieri che convertono la patente estera in patente italiana
  • chi consegue la patente dopo la revoca, ma non nel caso in cui la stessa sia sanzione accessoria ex art. 219 CdS

Ma cosa stabilisce la legge? Quali sono le sanzioni a cui vanno incontro i neopatentati in caso di infrazione? Vediamole nel dettaglio.

La guida dei neopatentati e le sanzioni previste dalla legge

NeopatentatiLimiti

Chi ha appena preso la patente deve sapere che il neopatentato non può mettersi al volante di un’auto che abbia una potenza massima superiore a 70 kw (95 cavalli) o che abbia un rapporto peso-potenza superiore a 55 kw per tonnellata. Per calcolare la conversione da cavalli a kw basta moltiplicare il primo valore per 0,736. Per quanto riguarda il peso, si fa riferimento è quello della tara, considerata come la massa a vuoto più il peso del conducente (fissato nel valore standard di 75 kg) e 5 kg considerati tra la ruota di scorta e la benzina a bordo. Quindi, con queste regole, chiunque può calcolare se la propria auto rientra nel limite di quelle guidabili dal neopatentato nel primo anno dal conseguimento della patente. Inoltre, molto più facilmente, si può inserire il numero di targa del veicolo su Il Portale dell’automobilista, che restituirà il valore positivo o negativo. Ricordate, poi che i dati della massa del mezzo si possono trovare sul libretto di circolazione, riportata anche nel riquadro F2 come massa a pieno carico, dalla quale andrà sottratta la portata. Questo vale solo per il primo anno di patente, dopo il vincolo della potenza in rapporto alla massa, così come quello della potenza massima di 70 kw, decadono. Va comunque sottolineato che i limiti di potenza non si applicano ai veicoli per il trasporto di persone disabili, anche se alla guida c’è un neopatentato, solo nel caso in cui il disabile sia a bordo.

Velocità in autostrada
la normativa stabilisce delle restrizioni anche sui limiti di velocità. I neopatentati dovranno rispettare per i primi 3 anni il limite di velocità in autostrada, fissato in 100 km/h, e su strada extraurbana secondaria, dove non si potranno superare i 90 km/h. Violare i limiti di velocità, così come nel caso di guida al volante di un’auto non conforme per neopatentati, ha come conseguenza una multa tra i 160 e 641 euro, oltre alla sospensione della patente da 2 a 8 mesi, inflitta come sanzione accessoria. 

Bonus punti
Chi ha appena preso la patente si troverà con un punto oltre i 20 standard, dopo il primo anno senza incidenti, e un secondo l’anno seguente, sempre a condizione che la condotta sia stata irreprensibile. Se da una parte vengono premiati i neopatentati virtuosi, diventano più dure le sanzioni nei primi 3 anni per i meno rispettosi delle norme. Tutte le infrazioni hanno come conseguenza il raddoppio dei punti persi. È da tenere presente che a seguito di più infrazioni non si possano comunque sottrarre più di 15 punti in una sola volta, a meno che non si tratti di infrazioni che comportino anche la sospensione o revoca della patente. Nel caso, però, di singola contravvenzione alle norme, ad esempio da 8 punti, si può procedere al raddoppio e al superamento del limite dei 15 punti. Inoltre, una sospensione della patente nei primi tre anni di guida ha come conseguenza il prolungamento di un terzo del periodo ordinario, che cresce della metà se viene commessa una seconda violazione che abbia come conseguenza la sospensione.

NeopatentatiTolleranza zero per l’alcol
Guidare in stato d’ebbrezza è contro legge, a maggior ragione se alla guida dell’auto c’è un neopatentato. La legge ha previsto una linea dura e di tolleranza zero, la stessa imposta ai guidatori professionali, come i camionisti o gli autisti di autobus, e ai minori di 21 anni. Il tasso alcolemico nel sangue deve essere 0, ogni scostamento porta alla perdita di 5 punti e una multa di 155 euro, mentre oltre gli 0.5 g/l di alcol nel sangue è previsto un inasprimento delle sanzioni da un terzo alla metà di quelle previste. Il recupero dei punti per i neopatentati segue, invece, le norme ordinarie. È obbligatorio seguire i corsi se si arriva ad avere in patente un totale di punti inferiore a 15, viceversa, dopo due anni senza commettere infrazioni viene ricostituito il gruzzolo dei 20 punti originari.

I neopatentati e le motocilette
dal gennaio 2013 è entrata in vigore una normativa che prevede l’introduzione della patente A2 e della A3, che di fatto regolamenta quale moto si possa guidare, superando la precedente limitazione dei 25 kw. È comunque obbligatorio sostenere la prova pratica con moto con trasmissione manuale e non automatica, viceversa si potranno guidare moto esclusivamente provviste di cambio automatico. Il 18enne neopatentato nella categoria A2, potrà guidare moto con una potenza non superiore a 35 kw, dopo due anni potrà effettuare una ulteriore prova pratica, su moto con almeno 40 kw per essere abilitato alla guida di moto di qualsiasi potenza, con la patente A3. 

Il nostro paese è l’unico in Europa nel quale la legge ha previsto vincoli e limiti differenti tra chi ha la patente da più anni e chi, invece, è un neopatentato. 

Arriva il reato di omicidio stradale

Sempre più frequenti sono le notizie che riguardano vittime di pirati della strada che, dopo aver bevuto o assunto droghe, si mettono alla guida mettendo a rischio la propria vita e quella degli altri. Di recente, però, sono stati fatti dei passi avanti per quanto riguarda la colpa da attribuire a chi provoca queste morti, grazie anche alle numerose campagne di sensibilizzazione, alle proteste, alle petizioni portate avanti dai parenti delle vittime.  “Non pensate che i familiari delle vittime vivano questa legge come una vendetta, per molti di loro andare a raccogliere le firme era rivivere quel momento. Però è un modo per avere giustizia“. Questo sono state le parole del presidente del Consiglio Matteo Renzi in occasione della firma della legge sull’omicidio stradale ed aggiunge: “Se questa legge servirà ad aiutare a stare più attenti alla guida, se servirà a capire che non ci si mette alla guida se si è ubriachi o drogati e che la vita ha un valore allora contribuisce a fare dell’Italia un Paese più degno“.

Il reato di omicidio stradale è punito dalla legge

omicidio stradaleOggi sono tante le vittime della strada, vittime di chi corre troppo, di chi si mette alla guida ubriaco o sotto l’effetto di droghe, di chi si distrae per rispondere al cellulare e dopo aver investito qualcuno non si volta nemmeno e scappa via. Ogni anno, nel nostro paese sono quasi 3mila morti, donne, uomini, bambini a cui è stata strappata via la vita. Oltre 180mila gli incidenti stradali con lesioni a persone, 3mila i morti, quasi 260mila i feriti. Secondo i dati forniti dall’osservatorio Asaps, solo tra gennaio e febbraio di questo 2016 gli episodi di pirateria sono stati 160 con ben 18 i morti. Senza contare che nel 20% dei casi l’investitore è risultato sotto l’effetto di alcol e droga. Nel 2013 sono state 55 le vittime tra bambini dai 0 e 14 anni, ben 63 nel 2014. Fino a qualche tempo fa, chi causava un incidente stradale con vittime rispondeva di omicidio colposo, secondo quanto stabilito dall’articolo 589 del codice penale.  La nuova legge è la numero 41 del 23 marzo 2016, è stata pubblicata il 24 marzo sulla Gazzetta Ufficiale numero 70. Da alcuni mesi, quindi, nel nostro Codice penale è presente il reato di omicidio stradale, all’articolo 589-bis.

Secondo tale norma chiunque causi la morte di qualcuno violando le norme del codice della strada è punito oggi con la reclusione da 2 a 7 anni, da 3 a 7 anni se il soggetto è ubriaco o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope. Se le vittime sono più di una, la pena potrà essere aumentata del triplo ma senza superare i 15 anni. Non solo le autorità ma la popolazione tutta si è sentita in dovere di tutelarsi istituendo un reato specifico di omicidio stradale considerando che, spesso, una volta identificato l’autore, sottoporlo a controllo alcolemico o narcotest non ha più molto senso essendo trascorse già ore o giorni dall’evento. La novità principale contenuta nella legge è l’introduzione dei due nuovi reati di omicidio stradale e lesioni personali stradali. Chi si mette alla guida in stato di ebbrezza o dopo aver assunto stupefacenti e causa la morte di qualcuno rischia la reclusione da 5 a 12 anni. Se l’investitore si dimostra lucido e sobrio, ma la sua velocità di guida è il doppio rispetto a quella consentita, la pena va da 4 a 8 anni. In caso di omicidio multiplo, la pena può essere triplicata ma non superiore a 18 anni. È invece punito con la reclusione da 6 mesi a 2 anni chi, guidando non sobrio o non lucido, procura lesioni permanenti. Ed ancora, nel caso di lesioni aumentano le pene se chi guida è ubriaco o drogato: da 3 a 5 anni per lesioni gravi e da 4 a 7 per quelle gravissime.

Se invece il colpevole ha un tasso alcolemico fino a 0,8 g/l o se l’incidente è causato da manovre pericolose la reclusione sarà da un anno e 6 mesi a 3 anni per lesioni gravi e da 2 a 4 anni per le gravissime. In caso di condanna o patteggiamento per omicidio o lesioni stradali viene automaticamente revocata la patente. Una nuova patente sarà conseguibile solo dopo 15 anni, nel caso di omicidio, o 5 anni, nel caso di lesioni. Nei casi più gravi, però, se ad esempio il conducente fugge dopo l’omicidio stradale, dovranno trascorrere almeno 30 anni dalla revoca. 

Nel nostro paese è da tempo che si combatte contro una legge obsoleta ed ingiusta. Sono nate molte associazioni che si battono chiedendo che sia istituito il reato di omicidio stradale, ma anche modifiche al codice della strada, più controlli e prevenzione. Tante manifestazioni si tengono davanti alle prefetture di tante città proprio per ribadire la necessità di rivedere tali misure ma anche per protesta. L’ultima che ha fatto scalpore è stata quella contro la sentenza della Corte di Cassazione che ha annullato la condanna a 21 anni di un uomo che nel 2011 uccise quattro ragazzi francesi dopo aver guidato contromano sull’autostrada A26 in stato di ebbrezza per 30 km. Fortunatamente tutte queste voci sono riuscite a farsi sentire consentendo la nascita di questa legge tanto attesa.

omicidio stradaleVediamo, nel dettaglio cosa stabilisce:

1. Omicidio stradale colposo

Oggi è un reato autonomo, graduato su tre varianti:

  • resta la pena da 2 a 7 anni, nel caso in cui la morte sia stata causata violando il Codice della strada;
  • la seconda variante prevede da 8 a 12 anni di carcere per chi provoca la morte di una persona sotto effetto di droghe o in stato di ebbrezza grave, cioè con un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro;
  • la terza contempla la reclusione da 5 a 10 anni se l’omicida si trova in stato di ebbrezza più lieve, con tasso alcolemico oltre 0,8 grammi per litro, o abbia causato l’incidente dopo condotte pericolose come violazione di limiti di velocità, guida contromano, sorpassi, inversioni a rischio, ecc.

2. Omicidio stradale plurimo

Nel caso il conducente provochi la morte di più persone oppure la morte di una persona e lesioni, anche lievi o lievissime, di un’altra persona o più persone, il limite massimo di pena stabilito è di 18 anni.

3. Arresto in flagranza

La nuova legge stabilisce che per l’omicidio stradale è sempre consentito l’arresto in flagranza di reato. In presenza delle aggravanti l’arresto diventa obbligatorio. Inoltre, un’altra novità è rappresentata dall’arresto consentito in flagranza di reato anche nel caso in cui il conducente responsabile dell’incidente si sia fermato ed abbia prestato soccorso.

 

4. Fuga del conducente

In caso di fuga, l’arresto è sempre consentito. Se il conducente scappa dopo l’incidente scatta l’aumento di pena da un terzo fino a due terzi. In ogni caso non potrà mai essere inferiore a 5 anni per l’omicidio e a 3 anni di reclusione per le lesioni.

5. Lesioni stradali

In questo caso resta invariata la pena base, cioè se le lesioni sono provocate per violazione al codice della strada. Salgo gli anni di reclusione, invece, se il guidatore è ubriaco o drogato. Previsti, infatti, da 3 a 5 anni per le lesioni gravi e da 4 a 7 per quelle gravissime. In ogni caso, se il conducente si trova in stato di ebbrezza lieve, cioè sopra la soglia di 0,8 g/l, o se ha causato l’incidente per via di condotte pericolose scatta la reclusione da un anno e 6 mesi a 3 anni per le lesioni gravi e da 2 a 4 anni per quelle gravissime.

6. Mezzi pesanti

L’ipotesi più grave di reato si applica a camionisti, autisti di autobus e in genere ai conducenti di mezzi pesanti. Per costoro, anche in presenza di ebbrezza lieve, cioè con tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l ma inferiore a 1,5, saranno applicati gli aggravi di pena.

7. Diminuzione della pena

La pena è diminuita fino alla metà quando l’incidente è avvenuto con il concorso di colpa della vittima o di terzi.

8. Prescrizione raddoppiata

Per il nuovo reato è previsto il raddoppio dei termini di prescrizione.

9. Perizie coattive

Se il conducente rifiuta di sottoporsi agli accertamenti circa lo stato d’ebbrezza o di alterazione correlata all’uso di droghe la polizia giudiziaria può chiedere al pm di autorizzarla ad effettuare un prelievo coattivo laddove il ritardo possa pregiudicare le indagini.

10. Revoca della patente

Nei casi di condanna o patteggiamento, anche con condizionale, viene automaticamente revocata la patente, che potrà essere conseguita dopo almeno 5 anni nell’ipotesi di lesioni e 15 anni nell’ipotesi di omicidio. Il termine è aumentato nei casi più gravi: se il conducente è fuggito, infatti, potrà riavere la patente almeno 30 anni dopo la revoca.

11. Sospensione cautelare

Nelle more del giudizio, salvo che per il caso di omicidio stradale semplice, in cui la sospensione può arrivare fino a un massimo di 3 anni ma non è prorogabile, il Prefetto può disporre la sospensione provvisoria della patente fino a un massimo di 5 anni. In caso di condanna non definitiva la sospensione può essere prorogata fino a un massimo di 10 anni.

Car sharing enjoy arriva a Catania

Approda a Catania una delle ultime novità nel campo del car sharing; Enjoy, la società di Eni che fornisce servizi di “condivisione auto” alcune città italiane e che ora serve anche la città sicula. Muoversi autonomamente, senza dover fare affidamento sui mezzi pubblici che, purtroppo, spesso offrono servizi alquanto deludenti, può essere una vera comodità, specie quando si è in vacanza e non si ha un’auto propria. Piuttosto che noleggiare giornalmente o settimanalmente il mezzo, è estremamente più comodo pagare esclusivamente per il tempo in cui si utilizza il veicolo. Né tantomeno sarà più necessario ricorrere ai taxi, spesso tanto costosi. Niente più spese esorbitanti, quindi, con pochi euro ci si può spostare in città in tutta comodità. Inoltre, car sharing Enjoy è a flusso libero, ciò significa che le auto che si prendono a noleggio possono essere lasciate su strada, senza bisogno di riportarle in parcheggi specifici.

Muoversi con enjoy car sharing è semplice ed economico

Car sharing enjoyEnjoy è un servizio che già da alcuni anni è presente nel nostro paese. Infatti, sbarca a Milano nel dicembre del 2013 ed il suo enorme successo fa sì che anche i romani possano godere di questo comodo servizio a partire da giugno del 2014. Nell’aprile dell’anno dopo Enjoy arriva anche a Torino. Senza contare che per il periodo estivo del 2014, si sono potute utilizzare le auto rosse di Enjoy anche a Rimini. A metà dello scorso anno, a Milano, l’azienda ha ampliato la sua flotta affiancando alle auto anche degli scooter della Piaggio. Ma come funziona Enjoy e cos’ha di più degli altri servizi di car sharing presenti sul territorio italiano?  

L’azienda opera con auto Fiat 500, Fiat 500 L e scooter Piaggio MP3 e offre un noleggio di tipo “punto a punto” con tariffazione al minuto, spendi quanto usi. Inoltre, sono comunque disponibili anche tariffe ridotte orarie e giornaliere e tariffe scontate per noleggi prolungati. Tutte le operazioni per noleggiare un’auto si effettuano tramite l’utilizzo di un’apposita App per smartphone, del computer di bordo delle auto e di un portale Internet, questo è il modo più veloce e comodo per interagire con il personale dell’azienda n caso di necessità. Lo schema di tariffazione di Enjoy è identico in tutte le città in cui opera. Le tariffe sono comprensive di tutto: noleggio vettura, carburante, assicurazione, parcheggio solo in aree autorizzate e manutenzione. In alcuni casi è previsto anche il pagamento di un abbonamento annuale. Nella maggior parte delle città servite, i veicoli Enjoy possono parcheggiare sia in parcheggi appositamente designati, presenti generalmente nelle aree di servizio Eni, sia in strada come si farebbe con qualsiasi auto ma anche in zone speciali usufruendo di un permesso speciale da parte del Comune della città.

Ma quanto costa noleggiare una delle auto di Enjoy? Il prezzo è di 25 centesimi al minuto per i primi 50 km, mentre per i successivi il costo è di 25 centesimi ogni singolo km.  In alternativa c’è una tariffa giornaliera di 50 euro. Inoltre è prevista una “prenotazione estesa” che include i primi 15 minuti gratuiti e dal 16° al 90° una tariffa di 10 centesimi al minuto. Fino a oggi sono oltre 470 mila gli iscritti a Enjoy, con ben oltre 7 milioni 700 mila noleggi. Il grande successo dell’iniziativa Eni è lampante, visto l’ampio impiego che si fa delle auto rosse nelle città in cui il servizio è disponibile. Nonostante sia giunto da poco anche a Catania, la risposta di locali e turisti è stata eccezionale. La flotta catanese è composta da 170 Fiat 500 in allestimento “Pop”, motorizzate con un benzina 1.2 da 69 cavalli Euro 6. Fra gli optional che aumentano il comfort di viaggio si può contare sul climatizzatore, i sensori di parcheggio posteriori, radio con monitor 5” con uscite USB e AUX, bluetooth e sistema Uconnect. Il servizio coprirà circa 30 chilometri quadrati, inoltre le auto che avranno libero accesso nelle ZTL e potranno essere parcheggiate gratuitamente negli spazi delimitati dalle strisce blu. Altri parcheggi “dedicati” sono previsti all’interno di alcune stazioni di servizio Eni, poste in zone strategiche e ad alta circolazione automobilistica della città.  

Utilizzare il servizio di car sharing di Enjoy è facilissimo, basta iscriversi sul sito dell’azienda. Accedendo su enjoy.eni.com basterà effettuare l’iscrizione. Sono sufficienti pochi minuti. La prima cosa da fare è selezionare la città dove si intende usufruire del servizio. Dopodiché, cliccando su registrazione, basterà fornire alcune info tipo la nazionalità della propria patente di guida. Muniti di documento d’identità, patente di guida, codice fiscale e dati della carta abilitata per il pagamento online occorrerà inserire i dati richiesti ed il gioco è fatto! La stessa procedura si può effettuare tramite l’app Enjoy, disponibile sia per Android che per IOS e Windows Phone. Tramite questo servizio è possibile anche localizzare e prenotare le vetture, oltre a verificare il livello di carburante delle vetture, in questo modo i clienti possono scegliere una vettura adatta al percorso che intendono fare. Questo di Enjoy è un servizio molto utile ed economico, per questa ragione probabilmente riscuoterà a Catania lo stesso successo che riscosso a Milano, a Roma, A Firenze e a Torino. 

Storia di un marchio: Opel

Esistono tanti marchi di automobili, più o meno noti, come la Fiat, l’Alfa Romeo, la BMW, tutte sulla cresta dell’onda da più di 100 anni. Tra le case automobilistiche più longeve c’è anche la Opel, la cui sede è a Rüsselsheim in Assia. Nasce come marchio tedesco, ma, poi, nel 1929 fu acquisito dal gruppo statunitense General Motors. Forse non tutti sanno che la Opel non nasce come un’industria di automobili, ma agli albori si occupava della creazione e della produzione di macchine da cucire.

Le auto Opel e la loro lunga storia

OpelL’azienda Opel fu fondata nel 1862 da Adam Opel, nata come società in accomandita, solo alla fine del 1928 sarebbe stata convertita in società per azioni, con il nome di Adam Opel KG. Il signor Opel fece i suoi primi passi nel settore dell’industria delle macchine per cucire nel 1858, presso un’azienda francese, la Journaux-Leblond, con sede a Parigi. Da lì la sua passione esplose fino a spingerlo a creare un’impresa tutta sua. Venne a contatto con altre aziende concorrenti come la Plaz & Cie, sempre parigina, o come la Howe, con sede a Londra. E fu a loro che si ispirò per la produzione dei suoi gioielli, le sue macchine per cucire. Il primo luogo di produzione fu una vecchia stalla di proprietà di un suo zio a Rüsselsheim. Durante i primi anni di produzione l’azienda si rifornì in Francia di alcuni dei componenti in acciaio, poiché in quel periodo i prodotti francesi erano ritenuti di miglior qualità rispetto a quelli utilizzati in Germania Tra i fornitori a cui si rivolse Opel c’era suo fratello Georg Opel, che aveva aperto una propria attività nel settore metallurgico proprio a Parigi. La lavorazione dell’acciaio era comunque un affare di famiglia visto che il padre di Adam Opel era un fabbro molto rinomato in zona. Solo a società avviata, Adam decise di tornare a rivolgersi ai fornitori tedeschi. Ma non si limitò solo alla produzione di macchine da cucire, la Adam Opel KG funse anche da distributore della Plaz & Cie in Germania.

All’inizio Adam dovette affrontare qualche difficoltà, come chiunque decida di intraprendereun’avventura come questa. Nel caso della Opel, il primo intoppo fu l’astio che egli suscitava nei cuori e nelle menti dei sarti locali che non condividevano l’idea di una macchina che facesse a loro concorrenza. I conflitti sfociarono in una rissa che costrinse il fondatore della Opel ad effettuare le consegne dei propri prodotti in segreto ed occupandosi di pubblicizzarli in altre zone della Germania. Nonostante i primi intoppi, l’azienda riuscì a spiccare il volo, al punto che nel 1867 Adam Opel acquistò un terreno proprio di fronte alla ferrovia che passava per la città di Rüsselsheim e vi costruì un impianto di gran lunga più adatto ed attrezzato per accogliere la sua neonata azienda. Ancor oggi lo stabilimento di Rüsselsheim della Opel è delimitato proprio dalla ferrovia che da Francoforte porta a Magonza. L’ampliamento dell’impianto comportò nuove assunzioni, gli operai passarono da 25 a 40. Tra le varie macchi che la Opel produceva c’era anche una cucitrice per calzolai. Tra le classiche macchi da cucire, invece, ebbero grandissimo successo in quegli anni i modelli Fortuna, lanciato nel 1869 e Sophia, lanciato nel 1870, che prese il nome dalla moglie del fondatore dell’azienda.

L’azienda marciava a ritmo serrato, tanche che nel 1870, la produzione di macchine per cucire raggiunse le 15.000 unità. Nello stesso anno, Adam Opel modificò il marchio di fabbrica della Opel, inizialmente un intreccio composto dalle lette A e O, ora venne racchiuso in un cerchio recante la dicitura Nähmaschinenfabrik Rüsselsheim (Fabbrica di macchine per cucire Rüsselsheim).  Intanto, a causa della guerra franco-prussiana, nel 1870 furono interrotti i rapporti di collaborazione fra la Plaz & Cie e la Adam Opel KG. Questo comportò l’entrata diretta dell’azienda parigina in Germania, senza la Opel che faceva da intermediaria. Le macchine di Opel, però, erano talmente simili a quelle francesi da portare, nel 1884, la Plaz & Cie ad intentare una causa legale contro l’azienda di Rüsselsheim, la quale fucostretta a pagare un’ammenda di 800 marchi, equivalenti a circa 16 mila euro di oggi.  Adam Opel pagò appoggiato dal fatto che le sue macchine stavano comunque riscuotendo un enorme successo. Ad incrementare le vendite giunsero altri modelli di successo come la Delphin e la Perfecta. All’apice della gloria, un incendio pose fine al sogno di Adam Opel distruggendo per intero la sua azienda. Fortunatamente, però, da tempo la Opel aveva pensato bene di diversificare la propria attività.

OpelAdam Opel non perse le speranze ed iniziò a dedicarsi alla produzione di biciclette. La produzione di biciclette fu avviata nel 1887. Nel via a questa nuova avventura, Adam fu affiancato dal primogenito Carl Opel, che di lì a poco avrebbe assunto la direzione generale nel settore delle biciclette. I primi esemplari di bicicletta costruiti dalla Opel furono dei velocipedi a ruota alta, ma nel giro di poco tempo l’impresa iniziò a cambiare rotta orientandola verso le vere e proprie biciclette, considerate più sicure. In quest’occasione si decise anche di rinnovare il logo dell’azienda. Nell’anno dell’inizio della produzione di biciclette, stava facendo capolino nell’industria automobilistica il motore a scoppio, ma Adam Opel non sembrava affatto interessato a questo settore imprenditoriale. Non provava alcun interesse per le auto, tanto che egli stesso le definì: “solo giocattoli per milionari che non sanno come buttar via i loro soldi!”, non sapeva che questi giocattoli avrebbero segnato il suo successo. I figli di Adam Opel, invece, ritennero che le auto potessero essere un ottimo investimento per il futuro. Infatti, all’inizio del 1895, acquistarono una Benz per studiarne la meccanica. Pochi mesi dopo Adam Opel muore ed i suoi figli cominciarono ad interessarsi concretamente a questo nuovo sbocco commerciale.

Nel 1895 a Dessau, Friedrich Lutzmann fondò la Anhaltische Motorwagenfabrik, una piccola Casa automobilistica dedita alla costruzione e vendita di autovetture molto simili alle Benz. Ecco, quindi, che i fratelli Opel strinsero contatti con Lutzmann, proponendogli di passare alle dipendenze della Opel stessa in qualità di direttore tecnico del comparto automobilistico. Fu così che nel1898, per una cifra di 116.687 marchi, la Adam Opel KG rilevò la Anhaltische Motorwagenfabrik, il personale della fabbrica, i diritti di produzione delle autovetture in gamma e di utilizzo del marchio Lutzmann. Nacque così nel 1899 la prima vettura a marchio Opel, la Patent-Motorwagen, una vettura simile ad una carrozza, ma spinta da un motore d 1.5 litri in grado di rogare fino a 3,5 CV. Purtroppo questo primo tentativo di produzione automobilistica non andò in porto a causa della rottura dell’accordo con lo stesso Lutzmann, a causa della scarsa affidabilità delle sue autovetture. Negli anni la Opel crebbe a dismisura fino ad arrivare ad essere uno dei marchi automobilistici più rinomati della Germania e dell’Europa tutta. Il 17 marzo 1929 una quota iniziale dell’80% delle azioni Opel fu venduta alla statunitense General Motors. Con l’inizio del nuovo millennio arrivano alcuni cambiamenti.

 Viene annunciata una collaborazione tra il gruppo GM ed il gruppo Fiat: da tale collaborazione, che durò solo 6 anni, nacque la quarta generazione della Corsa. Nel 2007 ci fu un cambio al vertice del settore design, con l’arrivo di Mark Adams, il quale diede una svolta allo stile dei futuri modelli Opel, non a caso la nuova berlina Insignia riscosse un buon successo di vendite, grazie anche a finiture molto più curate che in passato, a motori affidabili e a “chicche” tecnologiche come il dispositivo che riconosce i cartelli stradali e comunica i limiti di velocità al conducente. A causa della recessione dei primi anni del 2000, la GM si è iniziata una procedura di cessione della Opel al gruppo austrocanadese Magna-Steyr, ma il 4 novembre è stata interrotta per la decisione del gruppo statunitense di mantenere il controllo sulla azienda tedesca.Intanto, dopo aver debuttato nel settore delle SUV e delle roadster con l’Antara e la Opel Speedster, la Opel realizzata assieme alla Lotus e poi sostituita dalla Opel GT del nuovo millennio. In questo modo la Opel fa il suo ingresso anche nel settore delle SUV compatte con il lancio della Opel Mokka. Proprio in questo periodo, dal punto di vista societario, la Opel è tornata ad essere una società per azioni. Nel 2011 l’azienda tedesca ha deciso di investire in un progetto che rispettasse l’ambiente e limitasse le emissioni inquinanti. Questo progetto prende il nome di Ampera, primo modello di automobile ibrida della Opel, realizzato anch’esso sotto la supervisione del gruppo GM che l’ha commercializzata anche come Chevrolet Volt. Le ultime novità della casa Opel sono del 2015, quando è stata presentata in anteprima al salone di Ginevra la Opel Karl, autovettura che sostituirà la Opel Agila. Qualche mese dopo è il turno della nuova generazione dell’Astra, auto di grande successo che porterà numerose vendite anche in questa nuova versione. 

Lezioni di guida: norme di circolazione

Per rendere le strade sicure il Codice della Strada ha inserito delle norme che regolano la circolazione. Conoscerle è fondamentale non solo per una guida migliore e con meno rischi, ma anche per poter superare l’esame di guida, test necessario per conseguire la patente. Questo tipo di regole riguardano non solo un’attenta definizione di cosa sia un velocipede e quali devono essere le sue caratteristiche, ma anche il comportamento da tenere su strada quando si è alla guida di un mezzo di questo tipo. Ecco, allora le principali norme di circolazione vigenti sulle nostre strade.

Guidare in tutta sicurezza si può, basta rispettare le norme di circolazione

norme di circolazioneCos’è un velocipede?

Articolo 50 – Velocipedi 

  1. I velocipedi sono i veicoli con due ruote o più ruote funzionanti a propulsione esclusivamente muscolare, per mezzo di pedali o di analoghi dispositivi, azionati dalle persone che si trovano sul veicolo; sono altresì considerati velocipedi le biciclette a pedalata assistita, dotate di un motore ausiliario elettrico avente potenza nominale continua massima di 0,25 KW la cui alimentazione è progressivamente ridotta ed infine interrotta quando il veicolo raggiunge i 25 km/h o prima se il ciclista smette di pedalare.
  2. I velocipedi non possono superare 1,30 m di larghezza, 3 m di lunghezza e 2,20 m di altezza.

Quali caratteristiche deve avere?

Articolo 68 – Caratteristiche costruttive e funzionali e dispositivi di equipaggiamento dei velocipedi 

  1. I velocipedi devono essere muniti di pneumatici, nonché:

a)      per la frenatura: di un dispositivo indipendente per ciascun asse che agisca in maniera pronta ed efficace sulle rispettive ruote;

b)      per le segnalazioni acustiche: di un campanello;

c)       per le segnalazioni visive: anteriormente di luci bianche o gialle, posteriormente di luci rosse e di catadiottri rossi; inoltre, sui pedali devono essere applicati catadiottri gialli ed analoghi dispositivi devono essere applicati sui lati.

  1. I dispositivi di segnalazione di cui alla lettera c) del comma 1 devono essere presenti e funzionanti nelle ore e nei casi previsti dall’art. 152, comma 1.
  2. Le disposizioni previste nelle lettere b) e c) del comma 1 non si applicano ai velocipedi quando sono usati durante competizioni sportive.
  3. Con decreto del Ministro dei lavori pubblici sono stabilite le caratteristiche costruttive, funzionali nonché le modalità di omologazione dei velocipedi a più ruote simmetriche che consentono il trasporto di altre persone oltre il conducente.
  4. I velocipedi possono essere equipaggiati per il trasporto di un bambino, con idonee attrezzature, le cui caratteristiche sono stabilite nel regolamento.
  5. Chiunque circola con un velocipede senza pneumatici o nel quale alcuno dei dispositivi di frenatura o di segnalazione acustica o visiva manchi o non sia conforme alle disposizioni stabilite nel presente articolo e nell’articolo 69, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 23 a euro 92.
  6. Chiunque circola con un velocipede di cui al comma 4, non omologato, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 38 a euro 155.
  7. Chiunque produce o mette in commercio velocipedi o i relativi dispositivi di equipaggiamento non conformi al tipo omologato, ove ne sia richiesta l’omologazione, è soggetto, se il fatto non costituisce reato, alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 389 a euro 1.559.

Quali norme deve seguire durante la circolazione?

Articolo 143 – Posizione dei veicoli sulla carreggiata 

  1. I veicoli devono circolare sulla parte destra della carreggiata e in prossimità del margine destro della medesima, anche quando la strada è libera.
  2. . I veicoli sprovvisti di motore e gli animali devono essere tenuti il più vicino possibile al margine destro della carreggiata.

Quali norme devono, invece, seguire i ciclisti?

Articolo 182 – Circolazione dei velocipedi

  1. I ciclisti devono procedere su unica fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano e, comunque, mai affiancati in numero superiore a due; quando circolano fuori dai centri abitati devono sempre procedere su unica fila, salvo che uno di essi sia minore di anni dieci e proceda sulla destra dell’altro.
  2. I ciclisti devono avere libero l’uso delle braccia e delle mani e reggere il manubrio almeno con una mano; essi devono essere in grado in ogni momento di vedere liberamente davanti a sé, ai due lati e compiere con la massima libertà, prontezza e facilità le manovre necessarie.
  3. Ai ciclisti è vietato trainare veicoli, salvo nei casi consentiti dalle presenti norme, condurre animali e farsi trainare da altro veicolo.
  4. I ciclisti devono condurre il veicolo a mano quando, per le condizioni della circolazione, siano di intralcio o di pericolo per i pedoni. In tal caso sono assimilati ai pedoni e devono usare la comune diligenza e la comune prudenza.
  5. È vietato trasportare altre persone sul velocipede a meno che lo stesso non sia appositamente costruito e attrezzato. È consentito tuttavia al conducente maggiorenne il trasporto di un bambino fino a otto anni di età, opportunamente assicurato con le attrezzature, di cui all’articolo 68, comma 5.
  6. I velocipedi appositamente costruiti ed omologati per il trasporto di altre persone oltre al conducente devono essere condotti, se a più di due ruote simmetriche, solo da quest’ultimo.
  7. Sui veicoli di cui al comma 6 non si possono trasportare più di quattro persone adulte compresi i conducenti; è consentito anche il trasporto contemporaneo di due bambini fino a dieci anni di età.
  8. Per il trasporto di oggetti e di animali si applica l’art. 170.
  9. I velocipedi devono transitare sulle piste loro riservate quando esistono, salvo il divieto per particolari categorie di essi, con le modalità stabilite nel regolamento.
  10. Il conducente di velocipede che circola fuori dai centri abitati da mezz’ora dopo il tramonto del sole a mezz’ora prima del suo sorgere e il conducente di velocipede che circola nelle gallerie hanno l’obbligo di indossare il giubbotto o le bretelle retroriflettenti ad alta visibilità, di cui al comma 4-ter dell’articolo 162.
  11. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 23 a euro 92. La sanzione è da euro 38 a euro 155 quando si tratta di velocipedi di cui al comma 6.

Articolo 377 (Art. 182 Cod. Str.)  – Circolazione dei velocipedi

  1. I ciclisti nella marcia ordinaria in sede promiscua ((devono))sempre evitare improvvisi scarti, ovvero movimenti a zig-zag, che possono essere di intralcio o pericolo per i veicoli che seguono.
  2. Nel caso di attraversamento di carreggiate a traffico particolarmente intenso e, in generale,  dove le circostanze lo richiedano, i ciclisti sono tenuti ad attraversare tenendo il veicolo a mano.
  3. In ogni caso, i ciclisti devono segnalare tempestivamente, con il braccio, la manovra di svolta a sinistra, di svolta a destra e  di fermata che intendono effettuare.
  4. Da mezz’ora dopo il tramonto, durante tutto il periodo dell’oscurità e di giorno, qualora le condizioni atmosferiche richiedano l’illuminazione, i velocipedi sprovvisti o mancanti degli appositi dispositivi di segnalazione visiva, non possono essere utilizzati, ma solamente condotti a mano.
  5. Il trasporto di bambini fino ad otto anni di età è effettuato unicamente con le attrezzature di  cui all’articolo 68, comma 5, del codice, in maniera tale da non ostacolare la visuale del conducente e da non intralciare la  possibilità  e la libertà di manovra da parte dello stesso. Le attrezzature suddette sono rispondenti alle caratteristiche indicate all’articolo 225 e sono installate:
  6. ) tra il manubrio del velocipede ed  il  conducente, unicamente per il trasporto di bambini fino a 15 kg di massa;
  7. posteriormente al conducente, per il trasporto di  bambini  di qualunque massa, fino ad otto anni di età. 
    Prima del montaggio della attrezzatura è necessario procedere ad una verifica della solidità e stabilità delle parti del velocipede interessate al montaggio stesso.
  8. Per la circolazione dei velocipedi sulle piste ciclabili, come definite all’articolo 3 del codice, si applicano, ove compatibili, le norme di comportamento relative alla circolazione dei veicoli.
  9. Ove le piste ciclabili si interrompano, immettendosi nelle carreggiate a traffico veloce o attraversino le carreggiate stesse, i ciclisti sono tenuti ad effettuare le manovre con la massima  cautela evitando improvvisi cambiamenti di direzione.norme di circolazioneQueste sono le principali norme che regolano la circolazione. In caso di violazione si va incontro a pesanti multe. Inoltre, esistono sanzioni più pesanti per i neopatentati che violano il codice della strada. A stabilirlo è il disegno di legge recante “disposizioni in materia di circolazione e di sicurezza stradale” presentato dal ministro dei trasporti e dal ministro dell’interno e approvato dalla Camera dei Deputati il 27 giugno 2007. L’obiettivo è quello di scoraggiare comportamenti contro legge per tutelare la sicurezza di chi circola sulle strade. Il disegno di legge proposto prevede diverse restrizioni per chi ha da poco superato l’esame di guida:
  • divieto di guida ai neopatentati, per i primi tre anni dal rilascio, di autoveicoli aventi una potenza specifica, riferita alla tara, superiore a 60 kW/t;
  • aumento delle sanzioni pecuniarie per chi supera i limiti massimi di velocità di oltre 40 km/h e di oltre 60 km/h con annessa la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida fino a 12 mesi;
  • telefonare mentre si guida comporta la sanzione da 148 a 594 euro più la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida, da uno a tre mesi; in caso di recidività in un periodo di due anni, sospensione raddoppiata da due a sei mesi;
  • dall’attuale sospensione si passa alla revoca della patente per chi effettua comportamenti pericolosi in autostrada e nelle strade extraurbane, oltre all’aggravio delle sanzioni pecuniarie;
  • foglio rosa: chi ha già la patente A ed ha compiuto 16 anni potrà guidare accompagnato da un titolare di patente B da almeno 10 anni;
  • guida senza patente: chi non ha mai ottenuto una licenza di guida se trovato al volante sarà punito con una sanzione da 2.257 a 9.032 euro e con l’arresto fino ad un anno;
  • in caso di guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o in stato di ebbrezza si prevedono ammende fino a 4 mila euro e l’arresto fino a un mese (ebbrezza; aumentato fino a 3 mesi con tasso alcolemico oltre 1,5 grammi per litro) e fino a quattro mesi (sostanze stupefacenti);
  • limitazione della durata delle ore di guida di veicoli commerciali.

Le auto più veloci del mondo

Sono molti gli uomini ed anche le donne che amano l’alta velocità. La macchina, negli anni, si è evoluta a tal punto da essere in grado di superare anche i 400 km/h. Queste auto vanno così rapide da bruciare tutti i limiti di velocità. sono le auto più veloci del mondo.

Velocità da capogiro con le auto più veloci del mondo

Melling Hellcat – Velocità massima raggiunta: 440 km/h

Quest’auto nasce dall’ingegno di Al Melling, noto ingegnere appassionato di auto veloci. Questa supercar, ormai fuori produzione, fu creata allo scopo di diventare l’auto omologata più veloce al mondo. Ecco che venne, quindi, dotata di un motore 6 litri V10 in grado di generare 1175 cv. La ditta avrebbe dovuto produrre tra le 20 e le 30 auto all’anno, ma ciò non accadde e la Melling Hellcat resta dimenticata.

TVR Cerbera  – Velocità massima raggiunta: 444 km/h

auto più veloci del mondoLa TVR Cerbera ha ottime caratteristiche rese ancora più efficienti dalla scuderia “Auster Racing”. Questa supercar, datata 2006, ha goduto di alcuni interventi sostanziali. Il motore è staro rifatto, e la cilindrata è stata aumentata a 6 litri e sono stati aggiunti un nuovo basamento e nuove teste. Senza contare la sovralimentazione da film hollywoodiano, forte del compressore centrifugo e protossido d’azoto.

Predator GT-RSR   – Velocità massima raggiunta: 455,43 km/h

È da tempo che si sente parlare di quest’auto, ma ancora nulla di concreto è stato fatto a tal proposito. La Predator GT-RSR nasce nelle officine teutoniche di Francoforte Sul Meno. Capace di una bruciante accelerazione da 0 a 100 km/h in tre secondi, la vettura in questione ha una cilindrata di 2600 cc e una potenza massima stimata su 1200 cv.

Corvette C5 – Velocità massima raggiunta: 442,5 km/h

auto più veloci del mondoTra il 2003 e il 2005 è stata realizzata una nuova vettura all’interno del circuito delle supercar. Si tratta della Corvette C5, progettata dalla Mallet Halltech. L’obiettivo era quello di riuscire a battere qualunque record di velocità. Il noto costruttore del Winsconsin munì l’auto di un grintoso motore da 6300 cc, tale da sprigionare una potenza massima di 1000 cv. I risultati, ovviamente, furono straordinari: da 0 a 100 km/h in 1,4 secondi e oltre 275 miglia orarie di velocità di punta.

PPR Performance Power Racing Ford BADD GT – Velocità massima raggiunta: 455,8 km/h

Questa auto super veloce nasce dall’incontro tra la scuderia Performance Power Racing e una Ford. Quest’auto è stata sviluppata nel 2006 ed è riuscita a conquistare anche un guinness world record relativo alla velocità massima con partenza da ferma. Il prestigioso traguardo è stato raggiunto dal pilota Johnny Bohmer durante un test al Kennedy Space Center a Cape Canaveral.

SSC Tuatara  – Velocità massima raggiunta: 443 km/h

auto più veloci del mondoA differenza delle auto viste fino ad ora, la SSC Tuatara è un veicolo veloce da poco immessa sul mercato. Si presenta al pubblico in qualità di supercar del futuro, come è palesemente chiaro dalla carrozzeria tutt’altro che tradizionale. Nel cuore dell’auto romba un motore 6,9 litri V8 da 1350 hp. L’accelerazione è bruciante, e prevede un passaggio da 0 a 100 km/h in 2,3. La trasmissione, a sette marce, può essere manuale o semi-automatica.

R-Zero – Velocità massima raggiunta: 460,2 km/h

La R-Zero è davvero un’auto veloce da mettere i brividi. Questa delizia nasce dalla sapiente mente dell’ingegner Frank Levivier. Quattro motori elettrici per 1091 cavalli e quasi 2.000 Nm di coppia massima. Questi i dati che rendono la R-Zero un esempio per le nuove frontiere della mobilità. Quest’auto segue un nuovo progetto che ridisegna totalmente il concetto di supercar, oltrepassando di fatto la concezione classica dei prototipi da sempre legata all’onnipresenza del motore termico.

Ferrari 288 GTO - Velocità massima raggiunta: 443,21 km/h

auto più veloci del mondoUna Ferrari non poteva di certo mancare nella nostra classifica. Circa trent’anni fa il preparatore P4 by Norwood ha trasformato una Ferrari 288 GTO in un autentico bolide spinto da un V8 General Motors e dotato di due turbine Borg Warner da 800mm. L’auto non ha mai stata testa sulle piste ufficiali. Il record relativo alla velocità massima fu registrato nel lago salato di Bonneville, dove l’auto raggiunse il picco massimo nel doppio rilevamento andata/ritorno.

Walley Larson LE1 Groundfighter – Velocità massima raggiunta: 490 km/h

A ben guardarla sembra uscita da un cartone animato come Cars, ma è un’auto vera. Progettata nel 2001, è dotata di 2.000 cavalli e raggiunge una velocità massima che va a sfiorare la fantascientifica quota di 500 km/h. La coppia massima è di 2.025 Nm, mentre l’accelerazione da 0 a 100 si attesta sui 2,2 secondi.

Bugatti Veyron Super Sport – Velocità massima raggiunta: 415 km/h

auto più veloci del mondoLa Bugatti Veyron Super Sport non è di certo l’auto più veloce, me rientra di diritto tra le rime quindici. Testata nel 2010 è stata in grado di superare i 430 chilometri orari. Sono stati costruiti soltanto 30 esemplari e la versione commerciale è limitata elettronicamente a 415 chilometri orari.

Hennessey Venom GT – Velocità massima raggiunta: 435 km/h

Anche se stiamo parlando di una Lotus Exige, la supercar made in Usa, Texas, ha 1.244 cv forniti da un motore che di base è quello è il V8 della Chevrolet Corvette, qui doppio turbo. Paurosa, con velocità massima provata in Florida, al Kennedy Space Center, di 435,31 km/h.

Koenigsegg One:1 – Velocità massima raggiunta: 450 km/h

auto più veloci del mondoÈ una delle auto più veloci sul mercato. Svedese, con 1.341 cv che vengono da un motore V8 5.0 TwinTurbo, si mangia lo 0-400 in 20 secondi e dichiara 450 km/h di velocità massima.

RUF CTR3 – Velocità massima raggiunta: 380 km/h

È il fiore all’occhiello di questo piccolo Costruttore tedesco noto soprattutto agli appassionati, anche di videogiochi. La base è Porsche e il motore è il 3.8 boxer con due turbo montato in posizione posteriore-centrale. La velocità massima dichiarata di questo che sembra essere un prototipo da gara è di 380 km/h.

Bugatti Chiron – Velocità massima raggiunta: 420 km/h

auto più veloci del mondoDa pochi mesi è stata presentata al Salone di Ginevra 2016 e da molti definita l’erede della Bugatti Veyron. Ne sono stati creati ben 500 esemplari dalle prestazioni straordinaria: 1.500 cavalli di potenza, 1.600 Nm di coppia massima, accelerazione da 0 a 100 orari in 2,5 secondi, per una velocità massima di 420 km/h. Il prezzo? Da capogiro, 2,4 milioni di euro, tasse escluse.

Pagani Huayra – Velocità massima raggiunta: 360 km/h

È l’erede della Zonda, dell’italo-argentino Horacio Pagani, la cui azienda ha sede in Italia, a San Cesario sul Panaro. Il motore di questa bellissima hypercar è un V12 twinturbo d’origine Mercedes. Produce 730 cv ed è capace di spingere l’auto oltre i 360 km/h.


Noble M600 – Velocità massima raggiunta: 360 km/h

auto più veloci del mondo È una supercar di un piccolo Costruttore inglese, motore V8 doppio turbo, 650 cv, nessun dispositivo elettronico del controllo della trazione. Il telaio è in acciaio tubolare e carrozzeria in materiale composito, peso sotto i 1.200 kg.

 

Keating TKR  - Velocità massima raggiunta: 418 km/h

 

Ecco ancora un’auto in grado di superare i 400 km/h, è la Keating TKR che nel 2010 ha raggiunto i 418,59 chilometri orari.

Ferrari «LaFerrari» – Velocità massima raggiunta: 360 km/h

auto più veloci del mondoNasce la Ferrari LaFerrari, l’ibrida di Maranello, l’hypercar fatta e finita. Qui ci sono 963 cv totali prodotti dal V12 più l’unità elettrica. 900 nm di coppia, 0-100 in meno di 3 secondi, e velocità massima di oltre 350 km/h.

Lamborghin Aventador SV – Velocità massima raggiunta: 350 km/h

La “Lambo” è il veicolo su quattro ruote che ha sostituito la Murcielago. Tutta in carbonio, con un V12 6.5 aspirato da 750 cv che spinge le sue quattro ruote motrici a velocità da… ibrida con molti più cavalli: 350 km/h e oltre anche per questa supercar della Casa del Toro, che rimane fedele comunque una meccanica classica.

McLaren P1 – Velocità massima raggiunta: 350 km/h

auto più veloci del mondoLa rivale diretta della LaFerrari è la McLaren P1, pensata e progettata a Woking, in Inghilterra, quartier generale della casa automobilistica tedesca. Anche in questo caso si tratta di un’auto ibrida, motore termico V8 3.8 turbo e d elettrico che assieme fanno 916 cv. E una velocità massima di 350 km/h circa.

Mosler MT900 GTR  – Velocità massima: 491 km/h

Un’auto al di sopra di ogni record, l’auto più veloce di tutte, in assoluto è la Mosler MT900 GTR. Nata dalla Mosler MT900 GTR e dotata di un propulsore con cilindrata pari a 6781. Il prodigioso motore V8 a 90° conta su parti in carbonio, titanio e alluminio ed in grado di erogare una potenza pari a 2500 cavalli. Nello scatto da 0 a 100 km/h la vettura in questione ha fatto fermare il cronometro a 3,1 secondi.

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