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Sapevi che noleggiare l’auto all’aeroporto riduce lo stress del 35%?

La ricerca proviene dall’università dell’Ohio (Florida) che, comparando i risultati di particolari questionari riempiti dai clienti di alcune strutture alberghiere, ha sancito che “portare la propria auto in vacanza” sovraccarica eccessivamente il proprio sistema nervoso.

Coppie in vacanza, uomini d’affari in trasferta e famiglie con bambini sono state le tipologie di persone che hanno partecipato al test: gli audaci concorrenti di questo simpatico questionario “anti-stress” hanno risposto a 50 quesiti che mettevano alla prova il proprio sistema nervoso. Su 1000 test effettuati nei vari hotel delle principali capitali europee, è risultato che coloro i quali avevano preso a noleggio una macchina all’aeroporto presentavano un livello di tolleranza decisamente superiore rispetto a chi aveva scelto taxi e mezzi pubblici come mezzo di trasporto.

Quando si va in vacanza

Che tu debba fare una trasferta per lavoro o voglia prenderti una settimana di ferie con la tua famiglia, spesso ci si pone la solita domanda: “Andiamo in auto o ne prendiamo una a noleggio?”
Questa banale scelta, inevitabilmente porta con se una serie “reazioni a catena” che possono davvero influire sulla qualità del viaggio: lunghi e snervanti tragitti in autostrada ed infinite e deliranti code ai caselli renderebbero di pessimo umore chiunque!

Decidere di spostarsi in treno, pensando magari di viaggiare in notturna così da ritrovarsi a destinazione ben riposato, o prenotare un volo last minute, per chi sceglie il comfort al denaro, spesso risulta essere la soluzione vincente.

Spostarsi in città…

Siamo giunti alla stazione o il nostro volo è appena atterrato. La prima cosa che ci viene in mente è chiamare un taxi per recarci in hotel e poter, finalmente, disfare le proprie valigie.
Se inizialmente può apparire comodo avere un autista che ci porta diritti a destinazione mentre noi magari chiacchieriamo tranquillamente sul sedile posteriore dell’auto, con il passare dei giorni inizia a diventare un problema.

Tengo a sottolineare che non è raro incontrare accidentalmente un taxista “poco onesto”, soprattutto nelle città dell’est, che abitualmente tende a “personalizzare” il piano tariffario del proprio taxi!

Se magari ci troviamo in vacanza, scegliere di utilizzare i mezzi pubblici, magari dopo aver fatto un abbonamento alla metro, non è certamente un problema. Ma il discorso cambia quando abbiamo la necessità di dover continuamente spostarci, soprattutto per brevi tragitti. In questi casi, infatti, pagare ogni volta un taxi o prendere troppo spesso la metro diventa una situazione davvero insostenibile.

Noleggiare l’auto all’aeroporto direttamente da casa

Ormai sono parecchie le strutture alberghiere che, in accordo con le diverse compagnie che offrono il noleggio di auto all’aeroporto, creano dei pacchetti all-inclusive così da permettere ai propri clienti di poter godere di tutti i servizi, non pensare al mezzo di trasporto e soprattutto non rischiare di iniziare le proprie vacanze (o il meeting di lavoro) già con un diavolo per capello. Molte aziende per il noleggio auto, infatti, effettuano la consegna direttamente all’uscita dell’hotel ;-)

 

Lezioni di guida: classificazione dei veicoli

Siamo abituati a vedere in circolazione sulle nostre strade ogni tipo di veicolo, ma sappiamo quali sono le caratteristiche di ognuno? E sappiamo qual è la definizione e la classificazione dei veicoli? Partiamo dal concetto base: per veicolo si intende qualsiasi macchina, circolante su strada, guidata dall’uomo. La gamma è molto vasta, ma, per legge, tra questa non rientrano le macchine elettriche per minorenni, le quali però devono rispettare alcune caratteristiche come la lunghezza massima di 1,10 m, il sedile monoposto ecc., e le macchine per i disabili, in quanto costituiscono un ausilio medico anche se dotate di motore.

Il codice della strada stabilisce la classificazione dei vicoli

Fatta questa precisazione vediamo insieme come vengono classificati i veicoli che circolano sulle nostra strade:

Ciclomotori

I ciclomotori sono quei veicoli che hanno due o tre ruote, un motore termico con cilindrata non superiore a 50 cm³ e raggiungono una velocità massima di 45 km/h. per questa ragione è bene ricordare che non tutti i veicoli a due ruote con motore possono essere definiti ciclomotori. Ad esempio, le biciclette con pedalata assistita con motore elettrico dalla potenza massima sino a 0,25 kW, secondo la classificazione dei veicoli non vengono considerate come ciclomotori proprio perché non rispondono alle caratteristiche di questa categoria pur avendo due ruote.

Motocicli

classificazione dei veicoliI motocicli sono dei veicoli a due ruote con motore di cilindrata superiore a 50 cm³ Sono esclusi da questa categoria ciclomotori, tricicli a motore e quad, ossia quadricicli a motore con carrozzeria aperta. I motocicli possono essere dotati di cambio automatico e sono soggetti alla prima revisione quattro anni dopo la prima immatricolazione e, successivamente, ogni due anni. I motocicli non hanno limiti di cilindrata in quanto esistono motocicli con cilindrate superiori. Ai fini della circolazione, i quadricicli leggeri sono considerati come ciclomotori, e non come motocicli.

Tricicli a motore

I tricicli a motore sono quei veicoli che hanno tre ruote simmetriche e un motore di cilindrata superiore a 50 cm³. Questi veicoli possiedono una velocità massima superiore a 45 km/h. Questo veicolo non deve essere confuso con la motocarrozzetta che ha le ruote asimmetriche ed composto da un motociclo e un sidecar. Inutile dire che questo veicoli, come quasi tutti gli altri, per essere guidato è necessario che il conducente sia in possesso della relativa patente. I tricicli a motore, come la maggior parte dei veicoli, si possono condurre solo con la patente.

Quadricicli a motore

I quadricicli a motore sono veicoli con potenza non superiore a 15 kW e si dividono in “leggeri” e “non leggeri”. I primi, quelli definiti dal codice come quadricicli leggeri, hanno una potenza non superiore a a 4 kW e possono essere dotati di motore a benzina con cilindrata non superiore a 50 cm³, diesel o elettrico, ad esempio le microcar. Questi veicoli sono assimilati ai ciclomotori e si possono guidare a 14 anni, ma solo dopo aver ottenuto la patente AM. I secondi, invece, ossia il quadricicli non leggeri hanno una potenza massima sino a 15 kW e per potersi mettersi alla loro guida bisogna aver compiuto almeno 16 anni e possedere la patente B1. I quadricicli a motore sono soggetti a revisione periodica ed è vietato modificare o sostituire il motore per aumentare la cilindrata a la velocità.

Autoveicoli

Fanno parte della categoria degli autoveicoli i veicoli a motore con almeno quattro ruote come le autovetture, gli autobus, gli autocarri, le autocaravan o camper, ecc. Gli unici veicoli a motore con almeno quattro ruote ad essere esclusi da questa categoria sono i quadricicli. In questa categoria rientrano anche gli autobus e gli autocaravan che, per caratteristiche del veicolo stesso, vengono esclusi dal genere autovetture in base alla classificazione dei veicoli. 

Autovetture

classificazione dei veicoliLe autovetture sono autoveicoli a motore con quattro ruote più diffusi al mondo, sono destinati al trasporto di persone ed equipaggiati con non più di nove posti, compreso il conducente. Ecco perché, stando a questa definizione, gli autobus non possono essere considerati autovetture poiché hanno più di nove posti. Stesso discorso vale sia per gli autocaravan, che sono adibiti non solo al trasporto delle persone ma anche all’alloggio, sia per i veicoli blindati attrezzati per il trasporto di valori. Quindi sia gli autobus che gli autocaravan appartengono alla categoria degli autoveicoli ma non a quella delle autovetture. Le autovetture possono avere motore elettrico o termico, a trazione anteriore o posteriore, inoltre possono trainare carrelli-appendice o rimorchi. La prima revisione deve essere effettuata quattro anni dopo la prima immatricolazione e, in seguito ogni due anni.

Rimorchi e semirimorchi

I rimorchi e i semirimorchi sono veicoli che non hanno motore e sono destinati ad essere trainati da parte degli autoveicoli tramite opportuni sistemi di traino. I rimorchi e i semirimorchi con massa a pieno carico sino a 750 kg vengono definiti leggeri. Hanno un impianto frenante e, non essendo dotati di motore, sono sprovvisti di silenziatore. Mentre il caravan è un rimorchio, l’autocaravan e l’autosnodato non appartengono a questa categoria, in quanto considerato dal Codice della strada un complesso veicolare unico. La differenza tra il rimorchio e il semirimorchio consiste nel fatto che quest’ultimo, il semirimorchio, scarica solo una parte del proprio peso sul trattore stradale che lo traina, pertanto viene trainato solo per metà.

Autocaravan o camper

Le autocaravan, meglio conosciuti con il nome di camper, appartengono alla categoria degli autoveicoli e sono attrezzati permanentemente con una carrozzeria speciale che consente il trasporto e l’alloggio delle persone il cui numero massimo è indicato sulla carta di circolazione. Sulle autocaravan non si può viaggiare in piedi, neanche per brevi tratti, in quanto molto pericoloso. Le autocaravn non sono dei rimorchi e non devono essere confusi con autoveicoli per lavori stradali o agricoli. Anche le autocaravan, come la maggior parte dei veicoli, vengono revisionate quattro anni dopo la prima immatricolazione e in seguito ogni due anni.

Caravan o roulotte

classificazione-dei-veicoliI caravan, meglio conosciuti con il nome di roulotte, sono rimorchi con targa attrezzati per essere adibiti ad alloggio solo con veicolo fermo e non mentre si viaggia. E’ vietato alloggiare nel caravan mentre si viaggia in quanto estremamente pericoloso. I caravan, essendo dei rimorchi, non sono dotati di cinture di sicurezza. È possibile salire a bordo di un caravan solo ed esclusivamente quando il veicolo è fermo. Inoltre, per ridurre il rischio di ribaltamento in curva è necessario collocare gli oggetti pesanti in basso in modo tale da spostare il baricentro del carico in basso. Sempre per lo stesso motivo, è necessario distribuire il carico in maniera equilibrata tra il lato destro e quello sinistro.

Macchine agricole e macchine operatrici

Le macchine agricole e le macchine operatrici possono essere semoventi, come nel caso della mietitrebbiatrice, oppure possono essere trainate e possono essere dotate di ruote gommate o cingoli. Quelle semoventi, se attrezzate, possono trasportare al massimo 3 persone compreso il conducente. Il loro limite di velocità è di 40 km/h, se hanno ruote gommate, o di 15 km/h se sono a cingoli. Inoltre, le macchine agricole possono essere dotate di attrezzature per l’esecuzione dei lavori agricoli e, se immatricolate, è ammessa la loro circolazione su strada per il trasferimento e il trasporto di prodotti agricoli. Quelle che non superano i limiti di sagoma e massa si conducono con le patenti di categoria A1, A2, o A, quelle eccezionali invece con la patente B. Le macchine operatrici, invece, pesano fino a 3,5 t e si possono condurre con la patente B. Per quelle eccezionali occorre invece una patente superiore. Un esempio di macchine operatrici sono i veicoli sgombraneve.

In sintesi, secondo il codice della strada i veicoli si possono classificare in :

I veicoli si classificano, ai fini del presente codice, come segue: 

  1. veicoli a braccia; 
  2. veicoli a trazione animale; 
  3. velocipedi; 
  4. slitte; 
  5. ciclomotori; 
  6. motoveicoli; 
  7. autoveicoli; 
  8. filoveicoli; 
  9. rimorchi; 
  10. macchine agricole; 
  11. macchine operatrici; 
  12. veicoli con caratteristiche atipiche. 

Storia di un marchio: Jaguar

Apprezzare fino in fondo una casa automobilistica, non basta amare le sue auto, ma è importante conoscere la sua storia, la sua evoluzione, la crescita che negli anni l’ha portata ad essere quello che è. Questo vale per tutti i marchi, dalla Fiat alla Ford, dall’Alfa Romeo alla Jaguar. Ed è proprio della casa inglese produttrice di auto che ci occuperemo questa volta. La Jaguar Cars Ltd. È, infatti, una casa automobilistica britannica specializzata nella produzione di auto sportive. La Jaguar, insieme allo storico marchio Daimler, è uno dei principali fornitori della Casa Reale inglese.

Le spettacolari auto della Jaguar che ci hanno fatto sognare sin da tempi immemorabili

JaguarNel corso degli anni la Jaguar ha attraversato difficoltà economiche e numerosi passaggi di proprietà, ma, nonostante questo, ha sempre mantenuto invariato il prestigio e lo stile raffinato delle proprie vetture per decenni. La storia della Jaguar inizia ufficialmente nel settembre 1922 quando William Lyons , grande appassionato di motociclette, e William Walmsley, pilota di sidecar, si misero in società e fondano la Swallow Sidecar Company. Questa azienda, inizialmente era specializzata nella realizzazione di mezzi a due ruote. Il successo fu tale che nella seconda metà degli anni ‘20, si dedicò alla creazione di carrozzerie per la Austin Seven. La svolta, però, avvenne quasi subito. Infatti, Lyons, stufo di lavorare su automobili di altre Case, progetta per la prima volta due vetture proprie e le presenta al Salone di Londra del 1931: la SS 1 e la SS 2, dall’aspetto straordinario e dal prezzo non così inaccessibile. Tre anni più tardi Walmsley abbandona la società lasciando Lyons come unico proprietario. Alcuni anni dopo, nel 1935, appare per la prima volta il nome Jaguar che venne usato per la prima volta su una berlina 2.5 chiamata SS Jaguar. In quegli stessi anni arrivò anche il primo successo sportivo per il marchio inglese: il britannico Jack Harrop conquista il RAC Rally al volante di una SS 100.

Come molte case automobilistiche, anche la Jaguar dovette fare i conti con le conseguenza dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Durante quegli anni, la produzione si concentra soprattutto sui sidecar per l’esercito della casa reale britannica. Conclusosi il conflitto, la dirigenza della Jaguar decide di vendere la divisione motociclistica e, soprattutto, di sostituire il nome SS fino ad ora utilizzato perché troppo simile a quello usato dall’unità paramilitare nazista. Non si fa attendere la prima auto rivoluzionaria firmata Jaguar: la XK 120 del 1948, un gioiellino dotato di un motore3.4 a sei cilindri in linea che consentiva a questa sportiva di raggiungere i 193 km/h rendendola l’auto di serie più veloce allora in commercio. Questavettura conquistò il cuore di numerosi clienti e vinse diverse corse in giro per l’Europa:

  • nel 1951 Ian Appleyard conquista il RAC Rally e la C-Type 
  • arriva il primo successo alla 24 Ore di Le Mans con il duo “british” composto da Peter Walker e Peter Whitehead

Nel 1953 la stesse corsa di durata francese viene però vinta da un altro equipaggio sempre britannico composto da Tony Rolt e Duncan Hamilton e da una macchina più evoluta dotata degli innovativi freni a disco. Proprio in quello stesso anno arriva in listino la terza variante della XK120: la Coupé Drophead.

La Jaguar con la sua D-Type realizzò la prima auto da corsa con struttura monoscocca. Questa quattro ruote fece la storia del motor sport perché era caratterizzata da una vistosa pinna posteriore. La D-Type conquista tra il 1955 e il 1957 tre edizioni consecutive della 24 Ore di Le Mans con piloti rigorosamente britannici. La prima con il duo composto da Mike Hawthorn e Ivor Bueb, la seconda con Ron Flockhart e Ninian Sanderson e la terza con Flockhart e Bueb. Quest’ultimo trionfo è oltretutto l’ultimo che vantava un team composto da auto e da piloti entrambi provenienti dal Regno Unito nella storia di questa importante corsa di durata. Ma non furono questi gli unici successi. Infatti, in quegli stessi anni la Jaguar Mark VII, guidata dal britannico Ronnie Adams, vinse il Rally di Monte Carlo del 1956. Per quanto riguarda la produzione di serie fa lanciata sul mercato la XK 150, prima vettura stradale del marchio britannico a montare i freni a disco utilizzati nelle competizioni dalla C-Type. La Jaguar inizia a ampliare la propria azienda acquistando, nel 1960, la Daimler e trasferisce la produzione dei motori nello stabilimento di Coventry di questa azienda. L’anno seguente è l’anno della svolta con il debutto, al Salone di Ginevra, del modello più famoso di questo marchio: la E-Type. Considerata da Enzo Ferrari, patron dell’omonima casa automobilistica italiana, l’auto più bella mai costruita. Il veicolo toccava i 241 km/h ed era dotata di quattro freni a disco, telaio monoscocca e sospensioni a quattro ruote indipendenti.

Nel 1963 arriva la prima vittoria importante per una Jaguar guidata da un pilota straniero. Il tedesco Peter Nöcker conquista la prima edizione del Campionato Europeo Turismo con una Mark II e tre anni più tardi viene lanciata la versione 2+2 della E-Type, con passo allungato per poter ospitare due passeggeri sui posti posteriori. Negli anni ’60 la Jaguar diventa uno dei marchi più amati nel Regno Unito ed è il brand straniero più apprezzato negli USA. Nel 1966 avviene la fusione con la BMC per creare la British Motor Holdings e l’anno seguente arriva un nuovo cambiamento nel direttivo dell’azienda: William Lyons abbandona il ruolo di direttore generale. Il 1968 viene presentata un’altra macchina che diventerà la nuova icona del marchio Jaguar : la XJaguarJ che sostituirà quasi tutte le “vecchie” berline della Casa britannica. L’anno dopo lo storico progettista William Heynes si ritira. Inizia il nuovo decennio all’insegna di un’importante avvenimento: l’introduzione del motore 5.3 V12 sulla E-Type. L’anno seguente lo stesso permette all’ammiraglia britannica di diventare la quattro posti di serie più veloce in commercio, raggiungendo i quasi 220 km/h. Sempre in quell’anno viene lanciata sul mercato la variante a passo lungo della berlina “british”  e tre anni dopo viene presentata la coupé XJ-S, realizzata sulla stessa base della XJ “standard”. Con l’arrivo degli anni ’80, la Jaguar raggiunge un nuovo importante traguardo, il marchio inglese viene privatizzato ed entra in BoGrsa. In concomitanza arrivano due vittorie sportive altrettanto importanti grazie al britannico Tom Walkinshaw e alla XJ-S, vincitori del Campionato Europeo Turismo e della 24 Ore di Spa. Nel febbraio del 1985 scompare William Lyons, caposaldo dell’azienda sin dai suoi primi passi.

Proprio a cavallo tra i due decenni, la Casa britannica ottiene numerose soddisfazioni sportive nella categoria endurance:

  • vittoria del Mondiale del 1987
  • vittoria del Mondiale del 1988
  • vittoria della 24 ore di Le Mans del 1988 portata a casa dall’olandese Jan Lammers e dai britannici Johnny Dumfries e Andy Wallace.
  • Vittoria della 24 Ore di Daytona del 1988 grazie a Boesel, Brundle, Lammers e il danese John Nielsen 

Nel 1989 la Jaguar viene acquisita dalla Ford, ma continua con i suoi successi in ambito sportivo: nel 1990 la XJR 12 vince la 24 Ore di Le Mans con Brundle, Nielsen e lo statunitense Price Cobb e la stessa vettura, guidata questa volta da Lammers, Wallace e dallo “yankee” Davy Jones, si aggiudica la 24 Ore di Daytona. L’ultimo successo sportivo rilevante per la Casa britannica risale al 1991: vittoria nel Mondiale Sportprototipi e titolo iridato per il nostro Teo Fabi. La fine del XX secolo si conculde per la casa automobilistica del giaguaro con l’uscita sul mercato della supercar XJ 220 del 1992, dotata di un motore 3.5 V6 a doppia sovralimentazione da 542 CV e 335 km/h di velocità massima. A questa si affiancano la sportiva XK 8 e l’ammiraglia S-Type, sorella minore della XJ dallo stile retrò. Nel 2000 la Jaguar entra in F1: nonostante resta nel Circus fino al 2004 riesce ad ottenere solo due podi con il pilota britannico Eddie Irvine. Sembra, però, avere decisamente maggior successo con le vetture da strada: la berlina X-Type del 2001, realizzata sullo stesso pianale della Ford Mondeo , è la prima auto del brand britannico a trazione integrale e due anni più tardi, con il lancio delle varianti station wagon e diesel, diventa anche la prima a trazione anteriore. Questo modello ottiene grandi risultati anche nel settore vendite ma viene vista come una caduta di stile del brand. La rinascita arriva nel 2007 con la XF, erede della S-Type, contraddistinta da uno stile moderno e rivoluzionario riproposto dalla XJ X351 del 2009. Nel 2008 arriva l’acquisto del marchio da parte degli indiani della Tata. Per quanto riguarda i modelli più recenti firmati Jaguar è sicuramente di rilievo la sportiva F-Type del 2013 e la berlina XE del 2015, con pianale in alluminio e, a differenza dell’antenata X-Type, a trazione posteriore.

I doveri del conducente

Quando si è alla guida di un veicolo non basta rispettare i segnali stradali, è necessario fare attenzione anche ad altri elementi come il divieto di spostare la segnaletica stradale, il divieto di gareggiare in velocità ecc. Tutti i doveri del conducente seguono le regole del vivere civile e anche se alcune di queste regole sembrano scontate in alcuni casi si dimostra necessario ricordarle. Sapere quali sono i propri doveri come utenti della strada ci permette di evitare dolorose sanzioni. Se poi vi state accingendo a sostenere l’esame per la patente, è possibile che domande al riguardo vi vengano poste durante il test.

Conosciamo insieme i 6 doveri del conducente

doveri del conducente

1)      Vietato imbrattare, spostare o rimuovere la segnaletica stradale

Danneggiare in qualsiasi modo, imbrattando o distruggendo la segnaletica stradale non è un comportamento civile. Di sicuro alcuni potrebbero apprezzare il lato artistico della cosa, ma trovarsi davanti  a un’indicazione indecifrabile può essere molto pericoloso per chi usufruisce della strada. Per questa ragione, il Codice della Strada stabilisce che è assolutamente vietato imbrattare, spostare o rimuovere la segnaletica stradale in quanto ciò può comportare pericolo per gli altri utenti della strada. Questa regola naturalmente riguarda tutti i segnali stradali, compresi quelli facilmente removibili come i coni stradali e le barriere di delimitazione. Ciò vuol dire che in caso di incidente dovuto ad una segnaletica poco visibile, magari perché imbrattata con lo spray, è possibile contestare gli eventuali provvedimenti presi dalle forze dell’ordine nei nostri confronti. Una segnaletica chiara e ben visibile consente di godere di maggiore sicurezza sulla strada.

2)      Vietato lanciare oggetti dal veicolo e sporcare la carreggiata

Di sicuro lo avrete letto sotto i finestrini dei treni, ma non tutti sanno che anche per chi viaggia in auto vige il divieto di lanciare spazzatura ed oggetti vari dal finestrino e sporcare la carreggiata. Di sicuro lo avrete visto fare molte volte, ma anche lanciare mozziconi di sigaretta accesi dall’auto, è severamente vietato in quanto è molto pericoloso per i veicoli a due ruote che sopraggiungono. Inoltre in prossimità di boschi o aree verdi questo comportamento sconsiderato del conducente potrebbe causare incendi, quindi è da evitare. L’attenzione per l’ambiente è fondamentale così come lo è assicurare un utilizzo corretto della strada. Abbiamo parlato del divieto di lanciare mozziconi di sigarette accesi dal finestrino ma naturalmente tra i doveri del conducente vi è il divieto assoluto di lanciare qualsiasi oggetto dal finestrino, compresa la carta. Inoltre tra i doveri del conducente vi è il divieto di spargere fango o detriti sulle strade con le ruote sporche dei veicoli. Per evitare che ciò accada, uscendo da un sentiero fangoso, o da un cantiere, è necessario pulire le ruote del veicolo e, durante la marcia, bisogna assicurarsi che non cada terriccio sulla carreggiata. Se queste semplici regole non vengono rispettate si può incorrere in una sanzione amministrativa. Stessa cosa vale per il conducente che si accorge che il suo veicolo perde olio in quantità massicce deve provvedere ad avvisare l’ente proprietario della strada o gli organi di polizia per mettere in sicurezza l’area. Diversamente deve abbandonare la strada e provvedere alla riparazione del veicolo. L’olio sulla carreggiata può essere un enorme pericolo per gli altri utenti. L’ideale sarebbe avere un piccolo contenitore della spazzatura in auto, in modo da mantenere pulita la strada, ma anche l’abitacolo della propria automobile.

3)      Divieto di gareggiare in velocità

Questo potrebbe sembrare scontato, ma non potete immaginare quante volte, soprattutto di sera, si assiste a gare di velocità tra veicoli sulle strade delle grandi città del nostro paese. Quindi, partecipare a gare di velocità non autorizzate su aree pubbliche è assolutamente vietato e viene considerato un reato punibile con la reclusione. Tale divieto non si ferma solo ai conducenti ma è esteso anche a chi scommette sui veicoli che partecipano alle gare. Tale atteggiamento è estremamente pericoloso non solo per chi lo compi, ma anche per chi si trova ad utilizzare la strada in concomitanza con queste gare illegali. Comportamenti come quelli che abbiamo visto sono estremamente pericolosi e, purtroppo, anche fin troppo frequenti. Ecco perché è importante conoscere queste regole, rispettarle e farle rispettare. Abbiamo visto alcuni degli atteggiamenti estremamente vietati per i conducenti di veicoli. Ora vediamo alcune regole dettate del buon senso che permettono di usufruire in maniera sicura delle strade.

4)      Quando si viaggia in fila con altri veicoli

Quando si viaggia in fila con altri veicoli è opportuno:

  • non avvicinarsi troppo al veicolo che precede, mantenendo ugualmente la distanza di sicurezza;
  • porre attenzione anche in lontananza, per controllare la situazione del traffico;
  • lasciare liberi gli sbocchi delle strade laterali, per agevolare il traffico.

E se si viaggia di notte? Ricordate sempre di abbassare le luci abbaglianti non solo quando ci si avvicina ad un altro veicolo, ma anche quando lo si incrocia. Non farlo potrebbe mettere a rischio l’altrui visibilità e di conseguenza mettere in pericolo gli altri utenti della strada ed anche voi stessi.

A queste semplici norme ne aggiungiamo delle altre, che dovrebbero essere memorizzate:

  • quando nei centri urbani si viaggia in fila con altri veicoli, non è necessario tenere sempre accese le luci di emergenza;
  • quando si viaggia in fila con altri veicoli non è consentito distrarsi se si è a bassa velocità;
  • quando si viaggia dietro in fila con altri veicoli, non è necessario spostarsi il più possibile a sinistra, per creare una corsia libera a destra.

La distanza di sicurezza quando si è fila con altri veicoli va sempre rispettata, perché in caso di frenata improvvisa, essere troppo vicini al veicolo che ci precede potrebbe voler causare un tamponamento. Questo vale soprattutto in condizioni di scarsa visibilità.

doveri del conducente

5)      Parti della strada da lasciare libere in caso di traffico intenso

Abbiamo detto che quando si viaggia in fila con altri veicoli è opportuno lasciare liberi gli sbocchi delle strade laterali per agevolare il traffico. Ma, in situazione di traffico intenso, oltre agli sbocchi delle strade laterali, è opportuno lasciare liberi tutte le immissioni stradali:

  • incroci, confluenze, ingressi dei parcheggi, ecc.;
  • gli attraversamenti pedonali e quelli ciclabili;
  • i passaggi a livello e i binari del tram.

Questa regola non vale invece per i cavalcavia, i sottovia, le gallerie e gli ingressi alle abitazioni private. In situazioni di traffico intenso è opportuno non solo rispettare tutte le norme della strada, ma anche prestare estrema attenzione sia al proprio che alla’altrui comportamento su strada. Inoltre evitare qualunque cosa possa ulteriormente rendere difficile lo scorrimento rendendo difficile ai veicoli spostarsi.

6)      Entrando in un centro abitato

Fino ad ora abbiamo perlato del giusto comportamento da tenere sulle strade, soprattutto le autostrade e le superstrade, cioè quelle a scorrimento veloce, dove traffico ed alta velocità possono essere un problema. Quando, però, ci si trova in un centro urbano è bisogna essere più attenti, prudenti e tolleranti, a causa del maggior numero di utenti che interagiscono nell’ambiente urbano. Pedoni e ciclisti infatti si mescolano maggiormente con il traffico motorizzato. I motivi per distrarsi possono aumentare, quindi bisogna mantenere sempre alta la concentrazione alla guida, tenendo conto che può cambiare spesso la precedenza agli incroci e che il flusso della circolazione viene spesso intralciato o interrotto da veicoli che sono fermi, che partono o che cambiano direzione. Mantenere una velocità sostenuta, guardare sempre in tutte le direzioni quando si procede e fare attenzione ai segnali stradali consente di avere strade sicure.

Queste solo le 6 regole da seguire per i conducenti, ma non sono le sole. Il nostro comportamento su strada può compromettere non solo la nostra sicurezza, ma anche quella degli altri. Ecco perché, ad esempio alla guida di un veicolo, per evitare di perdere aderenza, il conducente deve procedere a bassa velocità su strade ricoperte da breccia e sopra le pozzanghere, evitando così pedoni di bagnare i pedoni con gli spruzzi d’acqua causati dal passaggio delle ruote. 

Arriva il divieto di fumare in auto

Sicuramente ne avrete sentito parlare, negli ultimi mesi era un tema sulla bocca di tutti: l’applicazione di salate sanzioni a chi guida fumando. A molti questa decisione potrebbe non piacere, visto che in Italia vi sono circa 10,9 milioni, il 20,8% della popolazione, ma essere al volante ed avere tra le mani una sigaretta può non essere sicuro né per chi guida, né per gli altri utenti della strada. A tal proposito lo scorso 11 febbraio è stata pubblicata una circolare, la 300/A/1001/16/101/3/3/9, con la quale il Ministero dell’Interno illustra alcune novità introdotte in tema di circolazione stradale dal decreto legislativo n. 6/2016 e dalla Legge di Stabilità 2016. Tra queste spunta proprio il divieto di fumo in auto, oltre ad altri casi di infrazioni stradali accertabili mediante dispositivi di controllo da remoto come la mancanza di copertura assicurativa e l’omessa revisione dei veicoli.

Divieto di fumare in auto, a stabilirlo è un decreto

divieto di fumareNello specifico, decreto legislativo n. 6/2016 ha esteso il divieto di fumo non solo al conducente ma anche ai passeggeri a bordo di autoveicoli, poco importa se siano in sosta o in movimento, e soprattutto in presenza di minori di anni 18 e di donne in stato di gravidanza. Il divieto riguarda solo gli autoveicoli di cui all’art. 54 del Codice della Strada, con esclusione quindi di ciclomotori e motoveicoli anche se dotati di carrozzeria chiusa. E se non rispetti quanto stabilito dal decreto? La sanzione prevista va da 27,50 a 275,00 euro, raddoppiata quando la violazione avvenga in presenza di una donna in evidente stato di gravidanza o davanti a bambini fino a 12 anni di età. Anche la Legge di Stabilità 2016, modificando l’art. 201, comma 1-bis, Codice della Strada, ha introdotto nuove tipologie di accertamento da remoto delle infrazioni, cioè senza contestazione immediata:

  • mancanza di revisione
  • mancanza di copertura assicurativa
  • sovraccarico dei veicoli

Per l’accertamento di queste violazioni occorrono apparecchiature espressamente approvate a tale scopo. Ma non creiamo falsi allarmismi, per ora fumare in auto è ancora legale, a meno che non vi siano presenti a bordo minorenni o donne in gravidanza. Purtroppo negli ultimi mesi sono circolate false voci sull’entrata in vigore di tale divieto creando confusione tra le leggi in vigore, le proposte di legge e le dichiarazioni politiche. In realtà per quel che riguarda il divieto di fumare in auto, per ora, si tratta solo di una proposta pubblicata sul sito del Senato e presentata il 30 aprile 2015 e che vorrebbe modificare il codice della strada introducendo il divieto di fumo al conducente durante la marcia, pena una multa da 81 a 326 euro. L’iter parlamentare della legge è, però, di fatto bloccato.

Dopo l’assegnazione di un anno fa a una commissione parlamentare, il disegno di legge non ha ancora iniziato l’esame da parte delle camere, dunque l’eventuale ingresso in vigore non sarà in ogni caso a breve. Non esiste poi, nemmeno nella proposta, alcun riferimento a multe che si aggirerebbero, secondo alcune voci che tali restano, intorno ai 4mila euro o al ritiro diretto della patente alla prima violazione. In realtà ciò che è entrato di recente in vigore è una restrizione sul fumo in seguito alla direttiva dell’Unione Europea 2014/40/UE sul tabacco. Con il decreto legislativo numero 6 del 2016, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale lo scorso 18 gennaio e diventato legge il 12 gennaio, sono state introdotte una serie di misure che limitano anche la vendita e l’utilizzo di prodotti contenenti tabacco e non solo l’uso alla guida.

La norma è entrata in vigore lo scorso 2 febbraio 2016, e l’articolo 51 della legge numero 3 del 16 gennaio 2003 è stato modificato che istituiva il divieto di fumare nei luoghi pubblici chiusi, estendendolo anche agli autoveicoli in sosta o in movimento se in presenza di minorenni o di donne in stato di gravidanza. Il valore della multa raddoppia nel caso in cui il minorenne a bordo abbia meno di 12 anni o se la donna è in“evidente stato di gravidanza”. Il divieto, che invece non si applica ai ciclomotori e ai motoveicoli anche se con carrozzeria chiusa, prevede una sanzione pecuniaria che di norma è compresa tra 27,50 euro e 275 euro.

Dietro l’approvazione di questa norma, tuttavia, non vi è una motivazione di sicurezza alla guida, ma una motivazione sanitaria di riduzione dei danni da fumo passivo. La modifica alla legge, ha spiegato il Ministero della salute, “ha lo scopo di tutelare bambini, neonati e nascituri impedendo l’assorbimento delle sostanze nocive in un ambiente chiuso come un’autovettura, in cui si è costretti a trascorrere un certo tempo senza la possibilità di allontanarsi”. Per quanto riguarda il disegno di legge, invece, il discorso è ben diverso. Il presidente del Codacons Carlo Rienzi commentando i dati del 2015 che stabilivano che il 15% degli incidenti stradali dovuti a una distrazione, la cui media arriva a 11,5 secondi mentre ci si accende o si fuma una sigaretta, ha soffermato la sua attenzione sul tema sicurezza. Ma nonostante il disegno di legge n. 1902 puntasse a modificare il Codice della Strada per il fatto di vedere nella sigaretta una fonte di distrazione, alla fine la legge si è convertita in una contravvenzione atta a difendere categorie molto sensibili.

divieto di fumareMa come nasce tutto questo? Come mai ci si è posti il problema del fumo passivo in auto solo diversi anni dopo aver preso la decisione di vietare l’uso delle sigarette nei luoghi pubblici, proprio per ridurre al minimo questo problema? Forse ad ispirarci sarà stata l’Inghilterra che ha fatto una grande campagna di sensibilizzazione, tanto che ormai da molti anni le auto in questo paese sono smokefree in presenza di minori. Proprio in seguito alla mobilitazione del Paese oltre Manica, l’interesse dei medici, soprattutto dei pediatri si è concentrato proprio su ciò che prima non era stato nemmeno preso in considerazione, il fumo passivo in auto.  La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale dichiara a tal proposito che “l’esposizione al fumo passivo ha effetti negativi sulla salute dei bambini che restano i soggetti da tutelare, insieme alle donne in stato di gravidanza”.

Per riassumere quanto stabilisce la legge, cioè quanto è in vigore e, quindi, sanzionabile, abbiamo pensato di realizzare un breve vademecum:

È vietato fumare nei locali chiusi, ad eccezione di:

  1. quelli privati non aperti ad utenti o al pubblico;
  2. quelli riservati ai fumatori e come tali contrassegnati.

Tale divieto è esteso anche:

  • alle aree all’aperto di pertinenza delle istituzioni  del sistema educativo di istruzione e di formazione;
  • alle pertinenze esterne delle strutture universitarie ospedaliere, presidi ospedalieri e IRCCS pediatrici;
  • alle pertinenze esterne dei reparti di ginecologia e ostetricia, neonatologia e pediatria delle strutture universitarie ospedaliere e dei presidi ospedalieri e degli IRCCS.

Per quanto riguarda gli automobilisti:

il divieto di cui al comma 1 è esteso al conducente di autoveicoli, in sosta o in movimento, e ai passeggeri a bordo degli stessi in presenza di minori di anni diciotto e di donne in stato di gravidanza. Naturalmente resta aperta la questione della sigaretta elettronica. Questo dispositivo è arrivato sul mercato qualche anno fa con l’obiettivo di fungere da deterrente per gli accaniti fumatori. Dopo l’uscita, il 10% dei fumatori ha optato totalmente per il rimedio elettronico. Un utilizzo elevato che andrebbe regolata dalla legge, ma, diciamo la verità, a tal proposito la legge non è chiarissima per quanto riguarda il suo uso in auto, anche se nel decreto se ne fa riferimento: “il presente decreto non si applica alle sigarette elettroniche e ai contenitori di liquido di ricarica soggetti a un obbligo di autorizzazione […]

Per quanto riguarda le sanzioni, queste sono disciplinate dall’articolo 7 della legge 11 novembre 1975, n. 584, aggiornata dall’articolo 52, comma 20, della legge 448 del 2001: i trasgressori sono soggetti alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 25 a euro 250. La misura della sanzione è raddoppiata qualora la violazione sia commessa in presenza di una donna in evidente stato di gravidanza o di lattanti o bambini. Forse per alcuni sanzioni di questo tipo sono considerate troppo blande, ma e pur sempre qualcosa. Fumare in presenza di bambini o donne incinte dovrebbe essere puro buon senso, non dovrebbe nemmeno esserci bisogno di una legge che lo vieti, ma quando questo non avviene è lo Stato a dover intervenire ed in questo caso lo ha fatto. 

Comportamenti da tenere verso gli altri utenti della strada

Quando si è alla guida del proprio veicolo non è sufficiente rispettare le norme specifiche della circolazione, è importante avere un rapporto corretto verso tutti gli altri utenti della strada, che siano motociclisti, ciclisti o semplici pedoni. Ricordate che nel caso il conducente di un veicolo avverta il dubbio che non gli venga concessa la precedenza deve usare comunque la massima prudenza, non pretendendo di passare lo stesso per primo. Infatti chi è alla guida di un qualsiasi veicolo è tenuto a tutelare la propria e altrui sicurezza, cercando di prevedere il comportamento degli altri utenti della strada. Non dimenticare che, primo tra tutti i doveri del conducente c’è il rispetto degli agenti del traffico, anche se non sono in divisa, collaborando con essi nel caso fosse necessario.

Impariamo come si comportano i buoni utenti della strada

utenti della stradaProviamo a capire quali sono gli atteggiamenti che è importante avere quando si è in strada alla guida di un veicolo.

Comportamenti da tenere verso pedoni, ciclisti e motociclisti: quando si è alla guida, nel momento della sosta, quando si aprono gli sportelli per scendere dal veicolo, è fondamentale controllare sempre se sopraggiungono ciclisti o motociclisti. Non farlo sarebbe un molto grave in quanto pedoni, ciclisti e motociclisti se coinvolti in un incidente, anche a bassa velocità, potrebbero riportare gravi danni fisici. Naturalmente questo comportamento è da tenere a mente non solo dopo aver posteggiato l’auto ma anche durante la guida, specie prima di una svolta, controllando frequentemente nello specchietto retrovisore se è in arrivo un ciclista o un motociclista.

Comportamenti da evitare alla guida di un motociclo: guidare veicoli potenti o di grandi dimensioni non autorizza a non rispettare gli altri e lo stesso discorso vale per i veicoli piccoli, come i motocicli. Infatti il conducente di un motociclo può pensare di sfruttare le piccole dimensioni del suo veicolo per avvantaggiarsi ad esempio al semaforo, sorpassando velocemente i veicoli fermi o addirittura sul lato destro del veicolo che lo precede. Forse non tutti sanno che zig-zagare tra i veicoli fermi al semaforo è assolutamente vietato. Così come è vietato parcheggiare il motociclo sul marciapiede, oppure circolare sul marciapiede se il traffico sulla carreggiata è bloccato. Inoltre, per i possessori di animali domestici, è fondamentale sapere che il conducente di veicolo a due ruote può circolare portando con sé un animale solo se custodito in apposita gabbia, purché non sia sporgente di oltre 50 centimetri.

Comportamenti da tenere verso gli “utenti deboli della strada”: nel codice della strada di parla di utenti deboli della strada riferendosi a categorie particolari che sono:

  • i pedoni;
  • i ciclisti;
  • le persone anziane;
  • i bambini;
  • le persone diversamente abili;
  • le persone munite di bastone bianco (non vedenti);
  • le persone munite di bastone bianco-rosso (sordociechi);
  • i conducenti che dimostrano una guida incerta;
  • le donne in gravidanza o che spingono una carrozzina per bambini;
  • tutti coloro che hanno scarsa capacità di movimento.

Con questa tipologia di utenti è fondamentale, oltre che stabilito dalla legge, prestare maggiore attenzione e prudenza. Ricordate sempre che una volta scesi dalla vostra vettura diventerete anche voi pedoni, ossia utenti deboli della strada, e pretenderete che i conducenti usino maggiore prudenza nei vostri riguardi. A questo punto, proviamo a capire bene quali sono i comportamenti da tenere nei confronti di questi “utenti deboli”:

Comportamenti da tenere verso persone munite di bastone bianco (non vedenti) o bianco-rosso (sordociechi)

Le persone munite di bastone bianco, ossia i non vedenti, e le persone munite di bastone bianco-rosso, ossia i sordociechi, rientrano tra le persone diversamente abili, pertanto sono tra gli utenti deboli della strada e quindi siamo obbligati nei loro confronti a prestare maggiore attenzione e prudenza. In particolare il conducente deve fermarsi e dare la precedenza al pedone non vedente oppure al pedone sordocieco, che attraversa la strada, anche se fuori dalle strisce pedonali e non è accompagnato da un cane guida. Inoltre, è sempre bene evitare frenate brusche, potrebbe spaventare i pedoni in questione.

Comportamenti da tenere verso donne in gravidanza o che spingono una carrozzina per bambini

Anche le donne in gravidanza o con bimbi in carrozzina sono considerata “utenti deboli” per cu trattati come tali, cioè bisogna usare maggiore prudenza nei loro confronti consentendogli di attraversare la strada senza mettere fretta e senza avvicinarsi troppo con il veicolo, per evitare di spaventare. A tele proposito, ricordiamo che quando si parcheggia un veicolo è vietato ostruire eventuali scivoli del marciapiede per non impedire il passaggio di pedoni che spingono una carrozzina per bambini. Questa regola vale sempre, 24 ore su 24 e per 365 giorni all’anno.

utenti della stradaComportamenti da tenere verso le persone anziane

Come abbiamo detto prima anche le persone anziane appartengono alla categoria degli utenti deboli della strada, quindi bisogna usare maggiore attenzione anche nei loro confronti. In particolare quando attraversano la carreggiata bisogna tenere presente che:

  • potrebbero non prestare la dovuta attenzione ai veicoli;
  • potrebbero fermarsi improvvisamente al centro della strada;
  • potrebbero non guardare né a destra, né a sinistra;
  • data la loro età, non reagiscono prontamente alle situazioni di pericolo.

Inoltre le capacità visive e uditive delle persone anziane non sono più ottimali e potrebbero valutare male la velocità dei veicoli che sopraggiungono. Quindi, mentre attraversano la carreggiata, non bisogna avvicinarsi troppo con il veicolo, per evitare di spaventali o metterli in pericolo.

Comportamenti da tenere verso i pedoni che attraversano ad un semaforo

Mentre siete alla guida dovete sempre tenere a mente che è fondamentale dare sempre la priorità alla sicurezza nostra e degli altri utenti della strada. Questo vuol dire che i pedoni se coinvolti in un incidente, anche a bassa velocità, potrebbero riportare gravi problemi fisici. Quindi prima di impegnare un incrocio, dopo che è scattata la luce verde del semaforo, il conducente deve attendere che i pedoni abbiano finito di attraversare la strada, per non rischiare un incidente. Ed anche in quel caso è necessario evitare partenze in accelerata che potrebbero essere rischiose e spaventare i pedoni che attraversano ad un semaforo. Tra i pedoni, poi, quelli a cui bisogna prestare maggiore attenzione sono i bambini, poiché:

  • potrebbero attraversare improvvisamente la strada appena la luce del semaforo veicolare passa dal verde al giallo;
  • potrebbero attraversare velocemente la strada anche con il rosso, ritenendo che duri troppo;
  • può accadere che si spingano a vicenda, finendo sulla carreggiata.

Comportamenti da tenere quando pedoni o ciclisti occupano la carreggiata

Il conducente che intende sorpassare ciclisti o pedoni che occupano la carreggiata deve usare molta prudenza, mantenendo un’adeguata distanza di sicurezza laterale. Nel caso non sia possibile rispettare una distanza laterale sufficiente è consigliabile evitare di sorpassarli. Ricordate infine che, nel caso vi troviate su una strada extraurbana occupata da ciclisti o pedoni, è consigliabile suonare il clacson prima di sorpassarli. L’utilizzo del clacson in questi casi è indicato ma solo ad una certa distanza, in modo da annunciare il nostro arrivo, in questo modo eviteremo di spaventare i ciclisti cogliendoli di sorpresa. Un’altra caratteristica da tener presente prima di sorpassare un ciclista, su qualunque strada e non solo su strade extraurbane, è che la sua marcia può avvenire con leggeri sbandamenti, quindi è sempre bene evitare sorpassi con limitata  distanza laterale.

Comportamenti da tenere nelle vicinanze di un attraversamento pedonale

Innanzitutto occorre precisare che bisogna prestare sempre molta attenzione quando ci si avvicina ad un attraversamento pedonale, specie se situato nei pressi di una scuola o un parco. In questi casi, infatti, i bambini potrebbero spuntare fuori correndo cogliendovi di sorpresa e rischiando incidenti.  Per questo, in vicinanza di un attraversamento pedonale, il conducente deve considerare che il pedone, nell’attraversare la strada, può diventare insicuro e ritornare improvvisamente indietro oppure potrebbe fermarsi improvvisamente sulle strisce dell’attraversamento pedonale. Inoltre occorre ricordare che non andrebbe mai parcheggiato in prossimità delle strisce perché si impedirebbe la visuale dei pedoni, in particolar modo dei bambini, i quali potrebbero sbucare all’improvviso davanti al veicolo. Quindi occorre procedere lentamente per potersi fermare in tempo se dovesse accadere questa eventualità.

utenti della stradaComportamenti da tenere in vicinanza delle piazzole di fermata di autobus per scolari

Il comportamento dei bambini può essere imprevedibile. Questo fattore deve essere tenuto bene a mente dal conducente che si appresta ad avvicinarsi ad una piazzola di fermata di autobus per scolari. Occorre pertanto in questa circostanza essere prudenti, preparandosi a frenare nel caso in cui dei bambini attraversino improvvisamente la strada. Se poi alla fermata è presente lo scuolabus, anche se è fermo, bisogna rallentare ulteriormente, in quanto potrebbe impedire al conducente la visuale dei bambini e bisogna prepararsi a frenare nel caso i bambini attraversino di corsa la strada per salire sullo scuolabus o ancora nel caso i bambini scendano dall’autobus senza fare attenzione ai veicoli che sopraggiungono.

Comportamenti da tenere in vicinanza di un posteggio riservato ai taxi

Così come avviene in vicinanza delle piazzole di fermata di autobus per scolari anche in vicinanza di un posteggio riservato ai taxi occorre fare attenzione in quanto i pedoni potrebbero attraversare la strada senza guardare. Bisogna in particolar modo stare attenti ai pedoni che salgono e scendono dal taxi, rallentando e preparandosi a fermarsi se necessario. Spesso la fretta può spingere i passeggeri di questi mezzi a non fare attenzione ai veicoli che circolano sulla strada. Per questa ragione chi guida deve tenerli d’occhio e prepararsi ad eventuali bruschi movimenti. Ricordiamo infine che il conducente di un veicolo diverso dai taxi non può sostare nei posteggi riservati a questi. Questo limite è valido sempre, 24 ore su 24 e per 365 giorni l’anno.

Probabilmente molte delle informazioni che vi abbiamo dato rientrano nel normale buon senso, ma purtroppo non è sempre così. Secondo le indagini dell’Istat e dell’Aci sulla sicurezza stradale, dopo ben 15 anni le vittime di incidenti stradali sono nuovamente in aumento. Era dal 2001, quando in Italia si contavano qualcosa come 7.096 morti sulle strade, che non succedeva un fatto del genere. Solo nel 2014 si era riusciti a scendere a quota 3.381, ma lo scorso anno il numero è salito a 3419 vittime. La cosa strana è che gli incidenti continuano costantemente a diminuire, infatti si è passati dai 263.100 nel 2001 ai 177.031 del 2014 ai 173.892 del 2015. Questo cosa significa? Che nonostante sia in calo gli incidenti, quelli che ancora avvengono sono i più violenti, cioè quelli che fanno maggiori vittime. Ecco, quindi, perché è fondamentale conoscere approfonditamente il codice della strada e rispettare le norme e gli utenti che come noi ne fanno uso. 

Novità auto 2017

Ogni anno le maggiori case automobilistiche di tutto il mondo propongono nuovi modelli da lanciare sul mercato, frutto di progetti e sperimentazioni che spesso richiedono anni. Per questo ogni gioiellino viene accolto dagli appassionati con entusiasmo e curiosità. Ma quali sono le novità auto 2017? Quali i modelli che sfrecceranno sulle nostre strade a partire dal prossimo anno? Vediamo insieme le prossime “uscite” in campo automobilistico.

Le novità auto hanno i giorni contati, presto arriveranno sul mercato

Novità autoLand Rover Discovery 2017

Le prime immagini del nuovo prodotto della Rover sono state rese pubbliche dalla rivista inglese Autocar. Il lancio della Land Rover Discovery 2017 è atteso al prossimo salone di Parigi, in programma a inizio ottobre. Nel complesso la nuova Land Rover Discovery  migliora in eleganza e raffinatezza rispetto al modello precedente. Il design ha come riferimento la concept car Discovery Vision, presentata al salone di New York del 2014. La novità è lo “scalino” trasversale nella linea del tetto. Mantiene comunque una tendenza verso l’alto nella parte posteriore, il che suggerisce la volontà di confermare l’abitacolo con sette posti sistemati in scala. Il frontale della Land Rover Discovery 2017 segue la tendenza stilistica degli altri modelli Land Rover e Range Rover, con calandra, mascherina e gruppi ottici molto ravvicinati tra loro. La forma è abbastanza tondeggiante anche nella parte posteriore  dove troviamo i gruppi ottici posteriori, il portellone, fino al montante inclinato più avanti che dà vita a una terza luce dalla sagoma molto irregolare. Il corpo vettura appare più basso in questo modello rispetto al precedente, un insieme che unisce comfort e praticità e versatilità. La nuova Land Rover Discovery è stata sviluppata sul’ossatura in alluminio delle Range Rover e Range Rover Sport. Ciò vuol dire che la quinta Discovery avrà un peso nettamente più contenuto dei 2.622 kg della edizione che l’ha preceduta.la questioni motori è il punto di forza della Land Rover Discovery. A guidarla sarà il motore turbodiesel 2.0 della famiglia Ingenium, ma la gamma del modello offrirà certamente svariate possibilità di scelta. Per esempio, ci sarà anche il V6 3.0 diesel. Secondo alcune voci di corridoio, questo modello non sarà disponibile in versione ibrida o elettrica, che potrebbero diventare realtà non prima di 3-4 anni.  La Land Rover ha informato delle numerose innovazioni e dotazioni tecnologiche del nuovo veicolo. L’elemento probabilmente più rilevante sarà il sistema che “legge” la strada e il fondo stradale, così da poter intervenire sulle sospensioni al fine di offrire il miglior comportamento su strada a un più grande piacere di guida in piena sicurezza.

Volkswagen Golf 2017

Con la  Volkswagen Golf 2017 siamo alla settima generazione di questa amatissima automobile che ha fatto la sua prima comparsa sul mercato automobilistico nel 2012. La nuova versione farà il suo esordio al Salone dell’automobile di Parigi, dal 1 al 16 ottobre, ma abbiamo qualche piccola anticipazione. La berlina verrà in parte rinnovata a livello estetico e cambierà soprattutto a livello di dettagli. Forse non tutti sanno che la Golf è stata l’automobile più venduta in Europa nel 2015 e nella prima metà del 2016. La Volkswagen ha quindi deciso di non apportare modifiche sostanziali ad un modello già tanto gettonato. Gli interventi sono molto lievi: cambiano il disegno interno dei fari, la forma del paraurti e l’andamento della presa d’aria inferiore, non più suddivisa in due livelli ma in blocco unico. Al posteriore si trovano fanali stilizzati e terminali di scarico dalla forma a trapezio, oltre ad alcune modifiche al paraurti. Le luci anteriori saranno ordinabili in opzione con tecnologia a led, privilegio riservato finora alla ibrida Golf GTE e alla elettrica e-Golf. Anche  l’abitacolo della Volkswagen Golf verrà rinnovato, ma in questo caso sono previsti interventi più massicci: pare che sia in arrivo un quadro strumenti digitale, chiamato Active Info Display e già disponibile sulla Passat, e di un nuovo sistema multimediale, grazie al quale sarà possibile impartire i comandi anche attraverso il movimento delle mani. Non è ancora sicuro invece l’arrivo dei nuovi motori 1.5, benzina e diesel, equipaggiati con una serie di tecnologie per ridurre l’impatto ambientale e destinati a rimpiazzare gli attuali 1.4 TSI e 1.6 TDI.

Mazda CX-5

Faranno la loro comparsa sulla strade europee entro la fine di questo 2016 le versioni rinnovate delle Mazda 3 e Mazda 6, entrambe migliorate dal punto di vista del comfort di bordo e della dotazione in termini di sicurezza. Ma la casa giapponese sta lavorando anche su altri nuovi modelli, come ad esempio la seconda edizione della suv Mazda CX-5, non vi sono ancora date sicure sulla sua uscita, ma l’ipotesi è che la presentazione possa avvenire entro fine 2017 con un esordio sul mercato a inizio 2018. Le informazioni disponibili al momento sono poche. La nuova Mazda CX-5dovrebbe avere avrà linee meno arrotondate, così come si è visto anche sulla CX-3. L’influenza di quest’ultima è evidente soprattutto nella parte anteriore. La mascherina sarà concava e i fari avranno un profilo molto sottile, mentre le proporzioni della nuova generazione resteranno sostanzialmente invariate rispetto all’edizione attuale. Anche l’ossatura dovrebbe essere un’evoluzione di quella attuale. Sarà disponibile con trazione anteriore o integrale e offrirà nuovi contenuti in materia di assistenza alla guida, come previsto dalle tendenze attuali del mercato automobilistico. Per quanto riguarda le dimensioni, la Mazda CX-5 dovrebbe misurare in lunghezza sui 454 cm.

Novità autoHyundai i30

La casa automobilistica coreana ha scelto la nuova generazione della berlina Hyundai i30 per rappresentarla e conquistare il pubblico all’interno di una categoria di veicoli dove la concorrenza è spietata: le berline a 5 porte di lunghezza pari a 430/440 cm tra le quali fino ad ora sono andate per la maggiore i nomi di Volkswagen Golf, Ford Focus, Renault Megane, Opel Astra e Peugeot 308. L’esordio della nuova Hyundai  i30, che è stata disegnata e sviluppata in Europa, è stata anticipata dal lancio di una serie di immagini e da un breve filmato, un modo per mantenere alta l’attenzione sulla berlina e rivelare al contempo le principali linee esterne, che ricordano molto da vicino la più compatta i20. Il cofano anteriore della Hyundai i30, che con molta probabilità sarà in vendita a inizio 2017, sembra molto arcuato, la mascherina ha il classico sviluppo ad esagono e il posteriore segue linee orizzontali, che si increspano in prossimità del logo sul portellone e delle luci secondarie. Lo stile esterno è opera del centro stile della Hyundai a capo del quale c’è Peter Schreyer. La nuova Hyundai i30 verrà costruita in Europa e sarà lanciata anche nell’inedita variante N, ad alte prestazioni, che rappresenterà un’alternativa alle Ford Focus ST e Volkswagen Golf GTI. Il suo motore dovrebbe sviluppare circa 200 CV. È possibile anche l’arrivo delle varianti di carrozzeria a tre porte e station wagon. Mentre pare non sia prevista una versione ibrida.

Audi A7 Sportback

Anche l’Audi ha in cantiere delle nuove uscite che, sperano, lasceranno tutti a bocca aperta.  La nuova generazione verrà mostrata il prossimo anno. L’Audi A7 Sportback è una berlina dall’impostazione sportiva, a cinque porte, avversaria di modelli come la BMW Serie 6 GranTurismo o di berline come la Maserati Ghibli. L’Audi A7 Sportback del 2017 avrà una lunghezza vicina a 500 cm. La linea del tetto sarà molto inclinata, così da privilegiare l’estetica nei confronti dell’abitabilità interna, infatti chi occupa i sedili posteriori avrà meno centimetri a disposizione per la testa rispetto ad una classica quattro porte. Vi sarà la presenza di una mascherina anteriore più larga e di fari molto sottili. A livello tecnico è previsto l’utilizzo della base meccanica MLB Evo, la stessa della nuova Porsche Panamera, che garantirà un sensibile risparmio in termini di peso. L’abitacolo sarà molto tecnologico e minimale.  Della gamma motori faranno parte motori a quattro e sei cilindri, con alimentazione benzina e diesel, ma il vertice sarà occupato dai prestazionali V8 delle potenti versioni S7 Sportback e RS7 Sportback. Per quest’ultima è attesa una potenza di circa 600 CV. La A7 Sportback si potrà ordinare con la trazione integrale quattro e nella variante ibrida di tipo ricaricabile, tecnologia già sperimentata sulla Q7 Hybrid.

Volkswagen Polo 2017

Nonostante l’attuale Volkswagen Polo sia sul mercato dal 2009 e abbia ricevuto due anni fa una serie di modifiche estetiche e nuovi motori, riscuote ancora un grande successo. Ciò non toglie che la casa automobilistica madre abbia deciso di creare una nuova generazione, la sesta, il cui esordio è previsto a settembre 2017. Dalle poche immagini uscite relative al prototipo, è intuibile che la nuova Volkswagen Polo 2017 avrà una lunghezza poco superiore ai 4 metri, utilizzerà la base costruttiva MQB nella sua versione più compatta, quindi leggermente rivista rispetto a quella impiegata, per esempio, dalla Golf. Si è parlato anche di un molto probabile incremento del passo, la distanza fra le ruote anteriori e posteriori, in maniera da ottenere un abitacolo più spazioso e fruibile. La base MQB è progettata per accogliere motori di tipologia differente, a tre o quattro cilindri, con alimentazione a benzina, diesel, a metano oppure ibrida. La nuova Volkswagen Polo offrirà gli ultimi contenuti in materia di sicurezza e assistenza alla guida. Ci sarà anche grande cura degli interni. Non è ancora certo se verrà proposta anche in variante tre porte che, però, raccolgono sempre meno consensi. Dalla nuova Polo sarà poi derivata una crossover, basata sulla stessa meccanica, destinata ad inserirsi in una fascia molto vivace del mercato.

Novità autoHonda CR-V 2017

Continuano i lavori di collaudo della nuova generazione della Honda CR-V, modello lanciato nel 2012 e sottoposto lo scorso anno ad un leggero restyling con relativo aggiornamento tecnico di motori e cambi. L’esemplare di test, pur essendo ancora camuffato, svela una sostanziale modifica al corpo vettura, un aumento della lunghezza complessiva e della misura relativa al passo, ovvero la distanza fra il centro delle ruote anteriori e posteriori, questo allo scopo di aumentare la volumetria interna ed la capienza del vano bagagli. Il nuovo modello proposto dalla Honda è un’automobile dalla chiara vocazione stradale, confortevole, adatta alle famiglie e studiata per ospitare più passeggeri. La Honda CR-V dovrebbe avvicinarsi ai 470 cm e offrirà un abitacolo anche a sette posti. In tal modo la suv giapponese diventerà ancora più versatile e polivalente. La piattaforma utilizzata sarà nuova e condivisa con la prossima generazione della Honda Civic, già in vendita negli Usa ed attesa in Europa il prossimo anno. Queste caratteristiche la aiuteranno a consolidare il primato mondiale nella categoria dei suv di lunghezza media, che domina con ampio margine sulla seconda automobile in classifica.

Noleggio auto in bassa stagione

Per alcuni le vacanze sono finite mentre per altri stanno per cominciare. Infatti, sono sempre di più, quasi due milioni, coloro che preferiscono optare per una vacanza bassa stagione, tra la fine di agosto e settembre. Considerando che il mese di agosto è stato inclemente un po’ su tutto il territorio italiano, pare che le cose si mettano decisamente meglio per chi, invece, ha pensato bene di mettersi in viaggio in questo periodo dell’anno.

Scopriamo qualche dritta sul noleggio auto in bassa stagione

Noleggio auto in bassa stagione Inutile dire che non tutti hanno la possibilità di lasciare il lavoro a settembre, ma, se ne avete la possibilità fatelo, ecco ben 5 vantaggi:

  1. Un grande risparmio

Indubbiamente il primo dei vantaggi è quello economico. Spesso le vacanze ad agosto raggiungono cifre esorbitanti che non tutti possono permettersi, soprattutto se si ha una famiglia numerosa, ma anche per chi viaggia in coppia. Prenotando a fine Agosto o a Settembre il risparmio si aggira intorno al 40%, notevole no? Il risparmio non è valido solo per il costo di alberghi e strutture , ma anche per gli spostamenti in nave o aereo, per le visite guidate, per i numerosi servizi a disposizione dei turisti, per le escursioni ed addirittura anche per i pasti.

  1. Minore affollamento

Se la vacanza è sinonimo di relax, scegliere l’alta stagione potrebbe essere assolutamente controproducente. Le spiagge, i ristoranti, i villaggi stessi a luglio ed a agosto sono sovraffollati e spesso la forte presenza di turisti crea non pochi disagi. Trovare uno spazio libero dove stendere il telo, un tavolo al ristorante, tutte cose che uno ci si aspetta di poter fare in vacanza, in certi periodi diventano mere utopie. Ma volendo allargare il discorso è proprio la vivibilità di una località a peggiorare in questo periodo. Ecco perché in bassa stagione fare vacanza è l’ideale: meno persone, meno affollamento nei locali, meno traffico, e quindi più relax, più scelta più pulizia di strade e spiagge.

  1. Clima più gradevole

L’abbiamo visto quest’anno e gli anni precedenti come le temperature nei mesi di luglio ed agosto sono sempre più alte e sempre più umide. Qualsiasi attività diventa più pesante nelle giornate di afa e spesso il caldo eccessivo va ad inficiare le nostre ferie. Senza contare che spesso ci sono stante giornate di forti piogge e freddo inatteso. Uno dei primi vantaggi di una vacanza in bassa stagione è proprio questo: le temperature sono molto più gradevoli.

  1. Tessere club gratuite

Molte sono le strutture che, in bassa stagione, fanno questo tipo di offerta: la tessera club gratuita, il che include l’accesso a tutti i servizi della struttura, dalla palestra alla piscina, dai corsi di ballo a quelli di nuoto, in maniera completamente gratuita. Generalmente questo tipo di occasioni sono offerte solo in bassa stagione, per incrementare l’affluenza dei turisti.

  1. Maggiore scelta di strutture

Uno degli svantaggi dell’alta stagione spesso è la difficoltà di trovare disponibilità nei villaggi, soprattutto nei  i più rinomati, a meno che non si prenoti con molti mesi di anticipo. A fine agosto e a settembre, invece, la situazione è molto diversa. In questi periodi infatti le strutture hanno molti più posti liberi e quindi maggiore facilità di accoglienza e senza contare le molte offerte a disposizione.

Abbiamo visto i vantaggi economici e non solo di scegliere una vacanza in bassa stagione. Spesso, per poterne godere a pieno è sempre meglio avviarsi con largo anticipo,  specie se si viaggia in auto. Il rischio di lunghe code è dietro l’angolo, ma è possibile ovviare al problema scegliendo di noleggiare l’auto una volta giunti a destinazione, per girare il territorio senza restare imbottigliati nel traffico. Il noleggio auto in bassa stagione è molto conveniente, visto che spesso sono disponibili pacchetti economici e convenzioni vantaggiose per i clienti. In qualunque caso esistono delle regole da seguire quando si decide di noleggiare un’automobile.

Noleggio auto in bassa stagione Tutto comincia con la scelta dell’agenzia di noleggio più conveniente. Oggi tramite internet è facile confrontare tariffe e condizioni, ma è sempre bene affidarsi ad autonoleggi riconosciuti. Esistono, però, dei servizi di comparazione online: mettendo luogo e data del ritiro e della riconsegna, oltre alla tipologia di auto desiderata si ottengono diverse proposte fra cui scegliere. Le società di autonoleggio situate nei pressi degli aeroporto sono in genere quelle più convenienti con cui trattare.  Va comunque tenuto presente che più aumentano le dimensioni dell’auto più si spende: il prezzo medio giornaliero per il noleggio è di 35,1 euro, secondo quanto rilevato dall’Aniasa, l’Associazione nazionale industria dell’autonoleggio e dei servizi automobilistici. Oltre al costo dell’auto vanno considerati servizi accessori come seggiolini per bambini, navigatori GPS, catene da neve o altro. Alle volte può convenire portarseli da casa.

Nel momento della prenotazione, si può decidere di acquistare anche la copertura assicurativa. Naturalmente la copertura RCA è sempre compresa, così come l’assicurazione contro il furto o la Kasko sui danni che si possono provocare al veicolo. Mentre vengono considerate a parte le franchigie: ad esempio se dovesse capitarvi un incidente, l’assicurazione copre la riparazione, ma per ció che è al di sopra di una certa cifra vi sarà chiesto di rimborsare la parte restante e potrebbero essere diverse centinaia di euro. A maggior ragione in caso di furto dell’auto. Meglio spendere un po’ di più e azzerare le franchigie che avere brutte sorprese.

Si consiglia sempre di spendere un po’ di tempo, anche se capiamo bene che può essere un’operazione noiosa, per leggere con attenzione il contratto, specie le clausole in piccolo. Leggendo con attenzione si potrebbe scoprire che, per esempio, è previsto un solo guidatore, è richiesta un’età minima o un sovrapprezzo per i più giovani, un chilometraggio massimo con un costo per ogni singolo chilometro percorso in più o altre condizioni volute dal singolo noleggiatore. Altro aspetto da tenere in considerazione è il carburante. La maggior parte delle società di noleggio prevede che l’auto venga consegnata e poi restituita con il pieno di carburante, altrimenti verrà addebitata una penale che può essere anche molto salata.

Nel momento in cui andrete a ritirare l’auto, vi sarà richiesto di pagare una cauzione tramite carta di credito. La somma non viene detratta ma bloccata: ciò nonostante, si dovrà avere la disponibilità della cifra perciò meglio verificare con la banca per non avere problemi. Sbrigate le formalità della pratica, controllate insieme all’addetto che l’auto da ritirare sia in perfette condizioni altrimenti chiedete di segnalare ogni eventuale difetto su carrozzeria, cerchi o copri cerchi. Ricordate di dare sempre un’occhiata anche agli interni. Verificate anche la presenza del giubbino fluorescente obbligatorio per legge e della ruota di scorta. Insomma, accertatevi che tutto sia in perfette condizioni in modo da evitare di dover pagare eventuali danni al veicoli che non avete causato voi , ma che, magari, erano già presenti al momento della consegna.

Se dovesse capitare qualche incidente o qualche intoppo all’auto, per prima cosa va avvisato il noleggiatore. Nel caso in cui la vettura dovesse subire un danno che non ne impedisce l’utilizzo la segnalazione può essere fatta alla riconsegna, in caso diverso il veicolo vi verrà sostituito. Però ci possono essere alcuni casi in cui è possibile risolvere autonomamente il problema. Ad esempio, in assenza di copertura per le franchigie, se si buca uno pneumatico è conveniente sostituirlo da soli.  Il noleggiatore, invece, potrebbe chiedervi 150/200 euro per mandare un carro attrezzi e risolvervi il problema.

Alla fine della vacanza è consigliabile riportare l’auto negli orari di apertura dell’ufficio della società di noleggio. In questo caso, si verificano insieme all’addetto le condizioni dell’auto ed eventuali danni non segnalati al ritiro. Una volta accertato che sia tutto in ordine, ricordate di scattare qualche foto all’auto a noleggio: entro 60 giorni dalla riconsegna, potreste essere contattati per danni non riscontrati alla riconsegna quindi meglio avere qualche documento per testimoniare la propria estraneità.

Naturalmente, firmando il contratto di noleggio vi prendete la responsabilità anche per eventuali multe. Queste devono essere notificate entro 90 giorni e il noleggiatore deve comunicarle a voi entro 120 giorni. Verificate questi tempi prima di pagare ma poi saldate il conto alla società di noleggio. Salvo che non ci siano motivi fondati per fare ricorso: in quel caso dovrete comunicarli all’azienda. Se la multa prevedesse anche una decurtazione di punti dalla patente, non serve fare nulla, sarà la stessa società di noleggio a comunicare all’ente accertatore chi fosse alla guida in quel giorno.

Noleggio auto in bassa stagione Con delle semplici accortezze è possibile godere di una vacanza in bassa stagione noleggiando un’automobile. Per concludere, però, ecco 5 consigli utili per organizzare le vostre vacanze che siano in alta o in bassa stagione:

  • Organizzate le vostre vacanze in anticipo: cominciate ad informarvi presso l’ufficio del turismo più vicino in modo da conoscere feste ed eventi organizzati nel luogo che avete scelto per la vostra villeggiatura.
  • Cambiare orari: alzarsi un po’ più tardi o un po’ prima del solito o organizzare la giornata in modo diverso aiuta senza dubbio a godersi a pieno le vacanze tanto meritate.
  • Calcolare al meglio il budget: assicuratevi di scegliere con cura le attività che preferite in modo da contenere le spese.
  • Diversificate le attività: provate cose nuove, che non avete mai fatto, magari scoprirete di avere passioni che non immaginavate nemmeno.
  • Se avete dei bambini, cercate comunque di organizzare una o due giornate presso strutture a loro riservate come il parco acquatico o parco divertimenti, lo zoo, etc.
  • Cercate di rilassarvi. Via le preoccupazioni provate a godere a pieno dei giorni che vi siete concessi per riposare e ricaricare le pile in vista di un nuovo anno sicuramente intenso e faticoso. 

Lezioni di guida: la classificazione delle strade

Per chi sta studiando per conseguire la patente di guida, sono tantissime le informazioni da imparare e memorizzare: diritti di precedenza, segnali di pericoli, incroci. Queste sono solo alcune delle nozioni che è necessario conoscere per poter superare l’esame di guida.  Il codice della strada è ricco di insidie se non lo si studia a dovere, per questo oggi ci occuperemo di un argomento spesso poco affrontato, ma che è fondamentale conoscere per poter passare il test: la classificazione delle strade. Non tutte le strade sono uguale e ogni tipologia è soggetta a regole e restrizioni differenti. Vediamo insieme quali sono.

Conoscere la classificazione delle strade è importante per conseguire la patente

classificazione delle stradeAutostrada

L’autostrada è una strada a carreggiate indipendenti separate dallo spartitraffico e recintata lateralmente. Ognuna delle due carreggiate ha almeno due corsie di marcia ed è fiancheggiata da una corsia di emergenza. E’ sprovvista di accessi privati o incroci a raso che sono sostituiti da quelli sfalsati da cui si accede o si esce tramite le corsie di accelerazione o decelerazione. Il limite massimo di velocità in autostrada è di 130 km/h ed è contraddistinta dalla segnaletica di colore verde. Sono escluse dalla circolazione in autostrada tutte quelle vetture che non raggiungono gli 80 km/h, ciclomotori e motocicli di cilindrata inferiore a 150 cm cubi, le macchine agricole e tutti quei veicoli che non hanno il carico sistemato in maniera corretta o sono danneggiati e, quindi, pericolosi per la circolazione. Nelle autostrade non si può invertire il senso di marcia o fermarsi per più di 3 ore nella corsia di emergenza. Inoltre non è consentito fare l’autostop o dare passaggi o trainare altri veicoli. Per accedere occorre ritirare il biglietto al casello per essere poi esibito all’uscita per il pagamento. In caso di smarrimento del biglietto autostradale, si dovrà pagare l’intera tratta. Lungo il percorso autostradale vi sono aree di sosta attrezzate ed autogrill.

Strada Extraurbana Principale 

La strada extraurbana principale è dotata di carreggiate indipendenti oppure divise da spartitraffico. Presenta almeno due corsie di marcia ed è sprovvista di intersezioni a raso, in quanto pericolose, ma solo di quelle a livelli sfalsati. Lungo questo tipo di strada vi sono aree di sosta e per l’entrata e l’uscita vengono utilizzate le corsie di accelerazione e quelle di decelerazione. Nelle strade extraurbane principali non è concessa la circolazione ad alcune categorie di veicoli come le biciclette, i quadricicli leggeri e i ciclomotori ed il limite massimo di velocità è di 110 km/h. Nel caso delle strade extraurbane principali, a differenza delle autostrade, la segnaletica è blu.

Isola Di Traffico

L’isola di traffico è una parte della strada che può essere rialzata o dipinta a raso sul piano stradale con zebrature di colore bianco. Su questa parte della strada non è consentito il traffico veicolare e non è nemmeno possibile sostarci sopra. È delimitata da strisce bianche di raccordo. La sua funzione principale è quella di separare e canalizzare diverse correnti di traffico.

Attraversamento Pedonale

L’attraversamento pedonale, più comunemente conosciuto come “strisce pedonali”, è una parte della strada segnalato da strisce bianche parallele sulle quali i pedoni possono vantare il diritto di precedenza rispetto ai veicoli. Al fine di non intralciare il passaggio dei pedoni, sulle strisce pedonali i veicoli non possono né sostare né tantomeno fermarsi.

Salvagente

Il salvagente stradale ha la funzione di riparare o far sostare i pedoni che attraversano la strada nei pressi di fermate di mezzi pubblici oppure in corrispondenza di attraversamenti pedonali agevolando la salita e la discesa dei passeggeri. Alcune volte è rialzato mentre altre è opportunamente delimitato e in alcuni casi è segnalato da colonnine a luce gialla fissa.

classificazione delle stradeArea Pedonale

L’area pedonale è una zona della città destinata esclusivamente al transito dei pedoni. Gli unici veicoli a cui è consentita la circolazione sono:

  • i veicoli di emergenza con lampeggiante blu accesso e sirena in funzione;
  • le biciclette;
  • i veicoli al servizio di persone diversamente abili.

Se indicato da un pannello integrativo, possono transitare anche altri tipi di veicoli, esempio i veicoli elettrici ad emissione zero.

Zona a traffico limitato

Una zona a traffico limitato è un’area delimitata da appositi segnali stradali che indicano l’inizio e la fine e le fasce orarie in cui la circolazione è consentita ai soli veicoli autorizzati, nel resto della giornata è aperta a tutti i tipi di veicoli. Non è un’area adibita soltanto alla circolazione di ciclomotori e biciclette ne tantomeno un’area sempre e comunque esclusa ai veicoli a motore. In quest’area non esistono limiti relativamente all’accesso dei pedoni o al numero di veicoli che possono entrarvi.

Passo Carrabile

Secondo il Codice della Strada, il passo carrabile è un accesso ad un’area laterale idonea allo stazionamento di uno o più veicoli. Il passo carrabile, segnalato da un apposito cartello riportante l’ente e il numero di autorizzazione, consente il transito dei veicoli da un’area pubblica, come la strada, ad una privata, come può essere un garage. In corrispondenza del passo carrabile è possibile effettuare la fermata ma non la sosta.

Passaggio a livello

Anche il passaggio a livello rientra tra le varie tipologie di strade in cui possiamo imbatterci muovendoci in automobile. Il passaggio a livello è un attraversamento a raso tra la strada e la linea ferroviaria. E’ caratterizzato dalla presenza di barriere e semibarriere, luci di colore rosso, dispositivo di segnalazione acustica, dai pannelli distanziometrici e dal cartello stradale conosciuto come la croce di S. Andrea. Rari sono i casi in cui tale passaggio è privo delle barriere, ma dotato comunque di altri tipi di segnalazioni. In questi casi è fondamentale fare molta attenzione nella fase di attraversamento.

Ecco viste tutte le tipologie di strade contemplate dal nostro codice. Oltre a queste, però, ve ne sono altre di gran lunga più spesso trovate nei test per la patente di guida. Se state studiando per questo tipo di test vi consigliamo di leggere con grande attenzione quanto segue, potrebbe tornarvi davvero utile nel momento in cui vi accingerete a rispondere alle domande a quiz.

Strada a doppio senso di circolazione con quattro corsie

 

La strada a doppio senso di circolazione con quattro corsie è composta da un’unica carreggiata a doppio senso di circolazione suddivisa in quattro corsie, due corsie per senso di marcia. Mentre le corsie esterne sono destinate alla marcia ordinaria quelle interne sono riservate, di norma, alla manovra di sorpasso. A differenza delle strade urbane, su una strada di questo tipo il sorpasso è consentito, anche se effettuato in curva, ma l’inversione di marcia non lo è. Infatti, è vietato superare le due strisce bianche continue al centro della carreggiata.

Strada a doppio senso di circolazione con sei corsie

La strada a doppio senso di circolazione con sei corsie è composta da un’unica carreggiata, ma mentre nel caso precedente eravamo di fronte a una carreggiata con quattro corsie qui troviamo una carreggiata con sei corsie, tre corsie per ogni senso di marcia. Anche qui le corsie più esterne, ossia quelle alla destra del guidatore, sono dedicate alla marcia ordinaria, mentre le corsie centrali, sempre rispetto al guidatore, e quelle di sinistra sono riservate al sorpasso. Come sopra, è possibile il sorpasso ma non l’inversione del senso di marcia.

classificazione delle stradeStrada a tre carreggiate e otto corsie

Nella strada a tre carreggiate e otto corsie le carreggiate laterali sono a senso unico di circolazione, quella interna, ossia quella delimitata dallo spartitraffico, è a doppio senso di circolazione. Anche in questo caso, mentre il sorpasso è consentito, anche se effettuato in curva, l’inversione di marcia è assolutamente vietata.

È fondamentale conoscere bene il funzionamento delle strade e la loro classificazione per non rischiare di causare incidenti. Mai prendere sotto gamba l’esame di guida. Una guida consapevole ed attenta ci consente di viaggiare in totale sicurezza. Fondamentale è anche il rispetto dei segnali stradali e quello dei limiti di velocità, che troppo spesso vengono violati causando incidenti anche mortali. Queste lezioni non servono soltanto a chi si sta preparando per l’esame della patenta, sono anche un ottimo modo per rispolverare nozioni apprese anni addietro e, forse, dimenticate. Il Codice della Strada va rispettato e conosciuto, perché solo così possiamo essere certi di metterci in strade sicure. 

Storia di un marchio: Rover

Molti sono appassionati di automobili ed amano conoscere la storia della propria casa automobilistica preferita. A loro ci rivolgiamo, ma non solo, per raccontare come, nei secoli, si sia evoluta una delle più famose del mondo, la Rover. Questa è stata una casa automobilistica britannica la cui sede è a Longbridge, Birmingham. Tutto ebbe inizio nel 1877, quando nacque come azienda indipendente e rimase tale fino al 1967 per poi trasformarsi in un marchio di fama mondiale, prima all’interno della British Leyland, poi nel Gruppo Austin Rover, nel Gruppo Rover e, dal 2000 al 2005 nel Gruppo MG Rover. In seguito al fallimento del gruppo MG Rover, i diritti di utilizzo del marchio Rover sono passati prima alla Ford e poi alla filiale Jaguar Land Rover dell’indiana Tata Group. Ma vediamo nel dettaglio come un marchio nato più di 2 secoli fa è arrivato ad essere uno dei maggiori esponenti del settore.

Il marchio Rover e la sua crescita dalla nascita ad oggi

RoverTutto ebbe inizio nel 1861 quando James Starley e Josiah Turner decisero di fondare una piccola officina per la costruzione di macchine per cucire. Alcuni anni dopo, nel 1869 fu ampliata la produzione anche alle biciclette e ai  tricicli. Con l’arrivo in azienda del quindicenne John Kemp Starley, nipote del fondatore, si ebbe una svolta. Infatti, John era abilissimo nella costruzione dei mezzi a due ruote ed apportò molte innovazioni tecniche alla produzione dell’azienda. Nel 1877 John Starley abbandonò l’azienda dello zio e, con William Sutton, decise di avviare una nuova officina totalmente dedicata alle biciclette. La nuova azienda ebbe grande successo e notorietà a partire dal 1884, quando Starley inventò e mise in produzione il modello Safety Bicycle, creando così la prima bicicletta moderna con trasmissione a catena e con ruote di diametro ridotto rispetto alle precedenti e uguale. Starley iniziò a creare nuove invenzioni ed il primo veicolo a motore fu un prototipo di triciclo elettrico ideato nel 1888 che però non entrò mai in produzione. L’anno dopo, l’azienda prese il nome di J.K. Starley & Co. Ltd., e poi nel 1896 quello di Rover Cycle Company Ltd.

Il nome dell’azienda inglese deriva dalla parola bicicletta in lingua polacca Rower e in lingua bielorussa Rovar. Nel 1899 John Starley importò delle motociclette Peugeot per studiarle. La prima sperimentazione fu di mettere un motore alla bicicletta Rover. Starley, però, morì nell’ottobre 1901 a 46 anni e il business fu portato avanti da H. J. Lawson. All’inizio dello scorso secolo, dopo la morte di Starley, la direzione aziendale venne assunta da Harry Smith che trasferì l’attenzione della produzione aziendale verso le automobili, anche se, inizialmente furono prodotti dei tricicli con motore Peugeot da 2,5 HP. La prima auto realizzata dall’azienda fu la 8 hp, ma dopo questa esperienza, la produzione si trasferì quasi totalmente sul settore aeronautico a causa delle due guerre mondiali, durante le quali si produssero soltanto modelli della gamma dei primi 20 anni del 1900 ed alcuni modelli di motociclette. L’azienda sviluppò la Rover Imperial nel novembre 1902, con motore centrale di 3.5 hp e la forcella a molla springer. Tre anni dopo la morte di Starley, H. J. Lawson iniziò a produrre automobili a due posti come la Rover Eight disegnata da Edmund Lewis.

Questi lasciò la società nel 1905 e fu sostituito da Owen Cleg che nel 1910 e ridisegnò la linea di prodotti. La Rover 12 del 1912-1923 e la Rover 14 furono introdotte nel 1912. Anche Clegg lasciò l’azienda per trasferirsi alla francese Darracq. Nel corso della prima guerra mondiale, l’azienda Rover fabbricò motociclette, della Maudslay Motor Company, e automobili della Sunbeam. Ma la vera rinascita si ebbe nel 1949, quando venne fabbricata un’auto che fece storia, la P4, seguita poi nel ’58 dalla P5, un modello più grande e confortevole. Nel corso degli anni successivi vennero realizzati vari modelli, soprattutto berline, che riscossero enormi successi e si guadagnarono premi internazionali come ad esempio quello di Auto dell’anno ottenuto nel 1964 dalla Rover 2000. Nel 1967 l’azienda entrò a far parte della British Leyland, che ampliò la produzione acquistando stabilimenti, assumendo dipendenti e diritti per l’utilizzo del marchio. La produzione venne suddivisa anche tra le altre fabbriche della British Leyland, lasciando all’impianto originale solo la costruzione delle Land Rover. Solo pochi anni dopo, nel 1975 la British Leyland venne nazionalizzata e diventò di proprietà del governo britannico. Ma la produzione non si fermò. Infatti, nel 1977 fece il suo ingrasso nel mondo automobilistico il primo modello della British Leyland ad utilizzare il marchio Rover, la Rover SD1.

RoverNel corso degli anni, la Rover crebbe e si sviluppò e, nel 1981, in seguito ad un processo di riorganizzazione delle risorse della British Leyland, i diritti di utilizzo del marchio Rover vennero trasferiti alla neonata suddivisione Gruppo Austin Rover. Il nuovo gruppo strinse un accordo di collaborazione con la Honda, i cui primi risultati furono la Rover serie 200 e la Rover Serie 800. Ancora una volta, nella storia dell’azienda entra il gioco il governo britannico. Nel 1988 il governo privatizzò il Gruppo Austin Rover vendendolo alla British Aerospace. Fu in questa occasione che il nuovo gruppo assunse il nome di Gruppo Rover. Sotto il Gruppo Rover il marchio tornò alla ribalta riconquistando il ruolo di primo piano a cui aveva sempre puntato. Nascono, così, modelli di successo come la Rover serie 100, la Rover serie 200 e la Rover Serie 600. Ancora cambiamenti in vista per il Gruppo Rover che, nel 1994, fu venduto dalla British Aerospace alla BMW. In seguito a questo acquisto da parte della BMW vennero prodotte la Rover 25, la Rover 45 e la Rover 75. All’inizio di questi secolo, nel 2000, la BMW scorporò il Gruppo Rover, e i diritti di utilizzo del marchio Rover passarono al Gruppo MG Rover, gestito ed organizzato da un gruppo di imprenditori chiamato Consorzio Phoenix. Non ci furono solo successi nel lungo percorso della Rover. Il gruppo, infatti, fallì nel 2005 e i diritti di utilizzo del marchio Rover vennero acquistati dalla Ford.

L’impresa Rover, però faceva gola a molti. Infatti, anche la cinese Shanghai Automotive Industry Corporation era interessata ai diritti di utilizzo del marchio Rover, poiché aveva rilevato i diritti di produzione della Rover 25 e della Rover 75. Purtroppo, però, non riuscì ad avere la meglio sulla casa di produzione automobilistica Ford e, per sopperire a questo problema, decise, nel 2006, di creare un nuovo marchio che prese il nome di Roewe, proprio per ricordare il nome dell’azienda Rover. Attualmente, proprio sotto questo nome, commercializza le Rover 25 e 75 in Cina. Infine, nel 2008 il colosso indiano Tata Motors ha acquistato dalla Ford i diritti di produzione dei marchi Rover, Land Rover, Jaguar e di altri marchi automobilistici minori non più attivi come Daimler e Lanchester. È così che si conclude, almeno in parte, la storia di un marchio che nel corso di più di due secoli ha dedicato anima e corpo alla creazione di automobili di altissimo livello amate non solo in Europa ma in tutto il mondo. Conoscere come il tempo abbia influito sui cambiamenti di imprese di tale portata ci permette di apprezzare ancora di più le automobili e tutto quello che c’è dietro la loro invenzione, sviluppo e produzione. 

Segnali complementari e di cantiere

La segnaletica stradale nel nostro paese è ricca e dettagliata. A volte, però, soprattutto per i neopatentati, può essere difficoltoso memorizzarla. Un ripassino, quindi, non fa mai male, anche per chi, invece, è un autista provetto. In seguito vedremo tutti i segnali complementari e di cantiere. Conoscerli è necessario non solo per superare il test per la patente, ma anche per assicurare una guida sicura per noi e per gli altri.

Scopriamo insieme il significato dei segnali complementari e di cantiere

Segnale

Indicazione

Barriere normali

Segnali complementari e di cantiere

 

Sono utilizzate per segnalare il confine di un cantiere di lavoro, delimitano frontalmente il cantiere attualmente in corso. Possono essere utilizzate anche nei passaggi a livello, in sostituzione delle barriere mobili qualora siano guaste. Indicano di avere prudenza o arrestarsi qualora fosse necessario. Non è corretto dire che tali sbarre vietano la sosta lungo i margini della strada dove sono poste

Cono

Segnali complementari e di cantiere

 

Viene utilizzato per segnale lavori temporanei sulla carreggiata. Può essere utilizzato in caso di incidenti o per segnalare deviazioni provvisorie o per dividere momentaneamente i sensi di marcia. Può trovarsi sia su strade urbane che extra-urbane, non indica ostacoli permanenti.

Delineatori normali di margine su strade a doppio senso

Segnali complementari e di cantiere

Sono segnali complementari posti ai margini della carreggiata su strade a doppio senso di circolazione. Servono ad indicare a distanza i margini e quindi l’andamento della strada. Possono essere sostituiti da elementi rifrangenti nel caso in cui ai margini della carreggiata sono presenti muri o ringhiere. Non vengono mai posti al centro della carreggiata e non delimitano le corsie.

Delineatori normali di margine su strade a senso unico

Segnali complementari e di cantiere

Sono segnali complementari posti ai margini della carreggiata su strade a senso unico di circolazione. Servono ad indicare a distanza i margini e quindi l’andamento della strada. Possono essere sostituiti da elementi rifrangenti nel caso in cui ai margini della carreggiata sono presenti muri o ringhiere. Non vengono mai posti al centro della carreggiata e non delimitano le corsie

Delineatori per gallerie a senso unico

Segnali complementari e di cantiere

Sono segnali complementari utilizzati all’ingresso delle gallerie a senso unico di circolazione per indicare il margine, sono obbligatori nelle gallerie con curve. Si possono trovare anche in presenza di strettoie o deviazioni permanenti della carreggiata. E’ sbagliato dire che si trovano al centro della carreggiata, negli incroci a forma di “T”, nelle strade di montagna con tornanti (curve pericolose) o che vengono usati nelle gallerie per delimitare le corsie.

Delineatore per strade di montagna

Segnali complementari e di cantiere

Tale segnale complementare viene posto ai margini delle strade di montagna. Risulta molto utile nel caso di strada ad alto innevamento per individuare i margini della strada. Non vengono mai posti al centro della carreggiata, o in incroci a “T”. Non sono utilizzati per delimitare le corsie.

Delineatore di curva, strettoia o tornante

Segnali complementari e di cantiere

Utilizzato su strade extra-urbane. Segnale l’andamento di curve pericolose con mancanza di visibilità. Le frecce sono orientate nella direzione che avrà la curva. Se in prossimità di un cantiere stradale è bianco e rosso, in tal caso indica una deviazione temporanea con curva. Può essere preceduto dal segnale di pericolo “curva a sinistra”. Tale segnale non indica un ostacolo sulla carreggiata e non è a fondo giallo in presenza di cantieri (ma bianco e rosso).

Delineatore modulare di curva

Segnali complementari e di cantiere

Tale segnale complementare è impiegato insieme ad altri dello stesso tipo per evidenziare il lato esterno della curva. Risulta utile ai fini di aumentare la visibilità dell’andamento della strada a distanza. Se bianco e rosso indica una deviazione temporanea in presenza di cantieri stradali. Tale segnale non viene posto negli incroci a “T”.

Delineatore per intersezione (incrocio a “T”)

Segnali complementari e di cantiere

Tale segnale è posto trasversalmente alla strada che si sta percorrendo in corrispondenza di incroci a “T”. Le frecce sono orientate nelle uniche direzioni possibili, pertanto indica la necessità di svoltare a destra o a sinistra. Per segnalare deviazioni temporanee è di colore bianco e rosso. Viene posto in corrispondenza delle deviazione e non 150 metri prima. Non è corretto dire che indica la presenza di ostacoli lungo la carreggiata.

Delineatore di ostacolo

Segnali complementari e di cantiere

E’ un pannello rifrangente, usato insieme al segnale di passaggio obbligatorio o consentito, che indica la presenza di un ostacolo situato al centro della strada (salvagente, isola di traffico, spartitraffico). Malgrado il colore giallo, non è un segnale temporaneo, ma un segnale complementare. E’ sbagliato dire che si trova solo su strade extraurbane, al centro dell’incrocio privo di semaforo o sul ciglio (bordo) della strada.

Lavori

Segnali complementari e di cantiere

Indica la possibile presenza di operai a lavoro o depositi di materiali o macchinari sulla strada. In presenza di tale segnale è opportuno moderare la velocità. Tale segnale può essere integrato dal pannello “estesa”. Il segnale non è di precedenza (non indica di dare precedenza ai veicoli che fanno parte del cantiere).

Preavviso di semaforo temporaneo

Segnali complementari e di cantiere

Può essere posto sia su strade urbane che extra-urbane e indica che successivamente è presente un semaforo temporaneo. E’ opportuno moderare la velocità per potersi, eventualmente, fermare nel caso in cui il semaforo abbia la luce rossa accesa. Tale segnale temporaneo può essere utilizzato ad esempio prima di un restringimento provvisorio della carreggiata. Il semaforo in genere ha la luce gialla lampeggiante

Direzione consigliata autocarri

Segnali complementari e di cantiere

Tale segnale indica la direzione consigliata agli autocarri di massa superiore alle 3 T. Tale segnale,in genere, si trova in prossimità di cantieri stradali, è posto nel punto esatto della deviazione e può essere preceduto dal segnale “preavviso di deviazione”. Il segnale indica la direzione consigliata e non obbligatoria. E’ errato dire che indica una zona di parcheggio per gli autocarri.

Direzione obbligatoria per autotreni e autoarticolati

Segnali complementari e di cantiere

E’ un segnale temporaneo posto in prossimità di un cantiere stradale. Indica la direzione obbligatoria solo per i veicoli indicati in figura (in questo caso autotreni ed autoarticolati). La direzione obbligatoria vale solo per la categoria di veicoli indicata in figura e non per tutti i veicoli.

Preavviso di deviazione

Segnali complementari e di cantiere

E’ posto in prossimità di un incrocio che precede un cantiere stradale. Vieta a tutti i veicoli con massa a pieno carico superiore a 7 T di proseguire diritto e indica il percorso sostitutivo. Tutti gli altri veicoli possono invece proseguire diritto. Tale segnale però non indica che Lucca è irraggiungibile per i veicoli che superano 7 T, infatti viene specificato il percorso alternativo.

Preavviso di deviazione temporanea

Segnali complementari e di cantiere

E’ un segnale di deviazione temporanea. Preavvisa che per andare a Novara non è possibile proseguire diritto ma bisogna svoltare a destra perchè la strada è interrotta per lavori. Il segnale, integrato con il pannello “estesa”, indica che la deviazione è lunga 2 Km (non indica la distanza dalla deviazione). La deviazione vale per tutti i veicoli. Il segnale però non indica che Novara è irraggiungibile, ma indica il percorso alternativo da seguire. Il segnale non indica la presenza di ostacoli sulla carreggiata e non riguarda i sensi di circolazione

Segnale di corsia chiusa

Segnali complementari e di cantiere

Indica un restringimento temporaneo della carreggiata da 2 a 1 corsia. E’ posto nelle vicinanze di un cantiere stradale. Non obbliga a dare la precedenza alle vetture provenienti dalla corsia di destra in chiusura. Il segnale non indica un cambio di carreggiata o una confluenza da destra (non c’è un incrocio).

Uso corsie disponibili

Segnali complementari e di cantiere

Tale segnale viene posto in prossimità di cantieri stradali. E’ un segnale temporaneo e indica alle varie categorie di veicoli come utilizzare le corsie disponibili. In questi caso obbliga gli autocarri ad utilizzare solo la corsia di destra, mentre le vetture possono utilizzare entrambe le corsie. Non indica nulla sul sorpasso e non indica che gli autocarri possono viaggiare per file parallele

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