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Parcheggio hi-teck: app per trovare posti liberi

La ricerca del parcheggio è sempre un’impresa. Secondo studi statistici gli inglesi impiegano circa 20 minuti al giorno per trovarne uno. Per gli italiani le cose si complicano notevolmente e i tempi si allungano. Consideriamo, inoltre, che la ricerca di parcheggio causa inquinamento e congestiona il traffico cittadino.

Basta stress, arriva il parcheggio hi-teck.

Parcheggio hi-teckL’utilizzo dei mezzi pubblici in alcuni casi è stata la soluzione. Ma, quando metropolitane ed autobus sono inefficienti se non addirittura assenti? Quando ci tocca aspettare un bus alla fermata senza sapere quando e se passerà? La maggior parte degli italiani utilizzano i mezzi pubblici per andare a lavoro ed è, quindi, indispensabile che siano puntuali e che consentano agli utenti di raggiungere la meta all’orario stabilito. Quando così non è, ci si vede costretti a muoversi autonomamente con il proprio mezzo, creando ingorghi di traffico e complicandosi la vita alla ricerca di un posto auto libero.

Alcune città si sono dotate di soluzioni alternative come il parcheggio sotterraneo per le biciclette o i parcheggi multipiano per le automobili, così come i parcheggi riservati ai residenti o quelli sulle strisce blu. Ma, niente di fatto, il parcheggio continua ad essere un problema con cui le amministrazioni comunali devono fare i conti. Ma non siamo noi a dirlo, sono gli stessi automobilisti. I romani ed i palermitani, secondo un sondaggio, sono quelli che se ne lamentano maggiormente ritenendo ci siano troppi pochi posti per tutte le auto che circolano in città.

Poiché questo è un problema non sono di noi italiani ma di tutti i cittadini europei, la stessa Europa ha deciso di investire in un progetto che, si spera, risolvi la questione. Non solo a livello europeo ma anche mondiale, nei prossimi 10 anni, si è deciso di investire 10 miliardi di dollari nelle Smart cities. Specificatamente per il caso europeo il progetto prende il nome di Video-Based Smart Parking System seguito da Cordis (Community research and divelopment information service).

Parcheggio hi-teckSi tratta di un sistema che, appoggiandosi ad una rete di fotocamere che monitorano i posti auto, invia le immagini a server centralizzati in grado di individuare i posti liberi e di segnalarli all’automobilista tramite un’app. Il progetto dovrebbe essere portato a termine entro quest’anno. Le proposte giunte alla comunità europea sono molte. Si va dalla start up di San Francisco Streetline che prevede l’installazione di sensori sull’asfalto alla Kapsch TrafficCom che si sta occupando di un progetto per risolvere il problema del parcheggio dei camionisti nelle piazzole delle autostrade negli Stati Uniti.

Ma, fortunatamente, in questo caso l’Italia non è il fanalino di coda. Da circa un anno, nella città di Napoli, si è messa a punto ed in via di sperimentazione un’app  che permette agli automobilisti addirittura di prenotare la sosta poco prima di arrivare. L’idea è frutto dell’istrionica mente del giovane campano Giuseppe De Pascale.

Ma, il top in campo tecnologico lo raggiunge, senza ombra di dubbio, il Giappone. Qui, la Honda ha ideato un’automobile in grado di accompagnare il proprietari a destinazione e poi andare a cercare parcheggio, da sola grazie a un sistema di comunicazione wireless e a una serie di telecamere. Fantascienza direte voi, ma non la pensa così Fritz Busch, professore di Transportation tecnology alla Technische Universitat di Monaco: “A mio parere nel giro di due anni i primi modelli saranno sul mercato . All’inizio saranno auto di lusso. Ma la tecnologia è già disponibile e diversi fornitori del segmento premium offrono già sistemi di assistenza al parcheggio, dove però il conducente deve restare in auto”.

Forse, quello che da anni vediamo nelle serie televisive e nei film di fantascienza potrà diventare reale, almeno così credono quanti stanno lavorando a progetti come quello della Honda. Ma, siamo sicuri che le cose miglioreranno davvero lasciando circolare auto senza conducente per le vie della città? O magari questo sarà possibile solo in parcheggi speciali che dovranno essere strutturati appositamente?

Solo il tempo potrà dirci se riusciremo a trascorrere in auto, alla ricerca di un parcheggio, meno dei 106 giorni in un’intera vita che oggi trascorrono i londinesi, almeno secondo quanto affermato da alcune ricerche statistiche effettuate nel 2014. La speranza resta quella di creare parcheggi per tutti, che costino poco e che siano facilmente raggiungibili? Un’utopia? Chissà!

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