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Sensori di parcheggio: cosa sono e a cosa servono

Il parcheggio, ne abbiamo parlato, è una delle manovre più difficili che un autista si trova a dover compiere giornalmente. La scuola guida aiuta insegnandoci le manovre giuste per poterlo fare al meglio. Esistono anche dei simpatici parking games che ci permetto di fare pratica. Ma, le lezioni a volte non basta. Ci si può trovare in situazioni davvero complicate. Spazi ridottissimi tra due auto, dissuasori di parcheggio a pochi centimetri, barriere a distanze proibitive, sono solo alcuni esempi di quello che si può trova nella giungla cittadina quando si è in cerca di un posto auto.

I sensori di parcheggio, l’optional che ti aiuta nelle manovre

Sensori di parcheggiooPer venire incontro alle esigenze degli autisti, alcune case automobilistiche hanno fornito i loro mezzi di sensori di parcheggio. Delle spie sonore che ci agevolano le manovre. Anche un semplice urto può portare danni seri alla nostra auto e all’oggetto che abbiamo “toccato”. Per questo avere un’auto con sensori di parcheggio può essere una vera manna dal cielo sia per l’auto che per il nostro portafogli. L’idea di creare delle spie che ci segnalassero quando ci stiamo avvicinando troppo ad un oggetto con la nostra automobile è venuta ai due italiani Massimo Ciccarello, ingegnere, e Ruggero Lencia, architetto.

Il brevetto per invenzione industriale n. 1196650 fu presentato a Roma al Ministero dell’Industria del Commercio e dell’Artigianato il 13 dicembre 1984. Secondo le intenzioni dei creatori  l’oggetto in questione era uno strumento ad onde ultrasoniche in grado di calcolare e visualizzare la distanza intercorrente fra il veicolo sul quale esso è installato e l’ostacolo a lui frontalmente più vicino. Hanno la forma circolare e le dimensioni ridotte di circa 1 centimetro di diametro.

Oggi i sensori di parcheggio sono in dotazione per alcuni modelli di automobile ma, se se ne sente la necessità, è possibile istallarli su un auto già di proprietà. Si vendono on line kit per l’istallazione facilissimi da usare ma, è sempre meglio rivolgersi a qualcuno che fa questo di mestiere. Ma come funzionano di preciso i sensori di parcheggio? I sensori vanno inseriti sui paraurti, anteriore e posteriore, dell’automobile o di qualunque altro mezzo, sia esso un camion o un furgone.

Sensori di parcheggioQuesti sensori emettono onde ultrasoniche o elettromagnetiche, come fanno alcuni sensori di parcheggio di ultimissima generazione. Questi intercettano l’ostacolo ad essi più vicino e inviano le informazioni a una scheda elettronica, il controller, installata all’interno del veicolo stesso. Il controller elabora le informazioni e le trasmette a un altoparlante che emette bip intermittenti con intensità e frequenza variabile per dare l’idea della variabilità della distanza e dell’approssimarsi del contatto. Un variante è quella in cui i sensori non comunica tramite suoni ma tramite alcune luci a led, anche queste istallate all’interno dell’abitacolo del veicolo.

In questo modo, quando state effettuando una manovra, la vostra auto vi avviserà quando fermarvi prima di fare qualche danno. Negli anni il sistema dei sensori di parcheggio si è evoluto. Numerose modifiche e migliore sono state fatte, soprattutto da aziende statunitensi. Di recente è nato una nuova versione dei più “primitivi” sensori: un unico sensore in alluminio molto simile a del comune nastro. Questo va attaccato al retro del paraurti e collegato alla centralina che svolge la sua solita funzione, cioè segnalare l’avvicinamento di qualsiasi ostacolo in un ristretto campo di rilevamento. La centralina va collocata nel portabagagli ma, è davvero di dimensioni ridotte.

Questa elabora e controlla la segnalazione di prossimità inviando il segnale alla parte sonora dell’impianto, anche questa davvero piccolissima, poco più di una moneta. Questo nuovo modello di sensori di parcheggio è invisibile e può essere installato senza dover forare il paraurti o apportare lavori extra all’auto. Ormai, quindi, esistono modelli davvero per tutti. I costi posso variare da poche decine di euro per la versione basic  fino a 100 euro ed oltre per i modelli più elaborati. Per questo consigliamo di munire la vostra auto o il vostro mezzo di questa nuova tecnologia, economica e di facile montaggio. Riuscire a parcheggiare velocemente e bene, senza l’aiuto di qualcuno che vi indichi dall’esterno le manovre giuste da effettuare, è una comodità da non sottovalutare.  

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