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Toyota

Storia di un marchio: Toyota

Sulle nostre strade sfrecciano milioni di automobili di tanti marchi diversi. Ogni singolo modello è il risultato di ricerche e studi sviluppati negli anni. Ogni casa automobilistica, nel corso degli anni, ha sempre cercato di migliorare se stessa e i suoi veicoli, proprio come e successo alla Toyota, nata più di cento anni fa. La sua storia ha inizio quando Kiichiro, Sakichi Toyota, decise di fondare la Toyoda Enterprise. Il suo spirito innovativo gli valse il nome di “Re degli Inventori”. In gioventù visse in un villaggio molto povero del Giappone, ma, a venti anni, trova la sua vocazione: contribuire allo sviluppo sociale realizzando qualcosa di straordinario. Inizialmente si dedicò all’arte della tessitura e della filatura manuale di vestiti ma la sua era una mente ingegneristica, infatti, nel 1926, Sakichi riuscì a perfezionare il design del suo telaio automatico, creando il Toyoda G-type.

La crescita e lo sviluppo della Toyota negli anni

ToyotaLa sua attenzione si sposta al settore automobilistico.  Le sue orme vennero seguite dal figlio Kiichiro che, nel 1929 decise di raggiungere l’Inghilterra per vedere con i propri occhi lo sviluppo dell’industria automobilistica. Nasce il lui il pallino di costruire lui stesso un’automobile ingaggiando un team di ingegneri e riservando loro alcuni spazi vicini alla Toyoda Automatic Loom Works. Nonostante alcuni contrattempi nel delineare il loro primo motore, Kiichiro e il suo team riuscirono finalmente nell’impresa. Kiichiro riuscì anche a convincere Risaburo Toyoda, all’epoca a capo della Toyoda Enterprise, a inaugurare un Reparto Automobilistico all’interno della Loom Works. Il suo sognò, però, dovrà attendere. Con l’imminente minaccia di una guerra, il governo cominciò a puntare più sulla costruzione di autocarri che di automobili, suggerendo così a Kiichiro di orientarsi verso questo specifico tipo di produzione. L’autocarro Model G1 venne così portato a termine e subito dopo Kiichiro decise di tornare al suo obiettivo, costruire un’automobile. Il prototipo Model AA venne ultimato nel 1936 e così che nacque il brand Toyota.

Il 28 Agosto del 1937, a capo della Toyota Motor Company venne designato Risaburo in qualità di primo Presidente della storia. Dopo la fine del secondo conflitto mondiale, l’impianto Koromo fu rinnovato. Le condizioni dell’economia giapponese all’inizio degli anni ’50 iniziarono a diventare più impegnative con l’introduzione di politiche economiche di svalutazione. L’incremento della produzione precedentemente ipotizzato venne presto abbandonato e l’azienda affrontò alcune difficoltà. In questo periodo l’attenzione della dirigenza aziendale iniziò a rivolgersi all’incremento dell’efficienza. Arriva quindi il momento di Taiichi Ohno, che dopo l’ingresso in Toyota scalerà diverse posizioni fino a diventare Manager of Final Assembly per il Manufacturing Department. Ohno era stato ispirato dal telaio automatico inventato da Sakichi. Nel tentativo di migliorarne anche l’efficienza, introdusse una serie di innovazioni sulla linea di produzione, conosciute in seguito con il nome jidoka, e cioè ‘automazione’.

Durante la prima metà degli anni ’60, Toyota lavorava per portare la qualità dei propri prodotti su livelli internazionali. Alcuni anni dopo, la Toyota venne premiata con il Demi Application Prize, organizzato dalla Unione Giapponese Scienziati e Ingegneri per legittimare le migliori innovazioni dal punto di vista del controllo della qualità. Nel 1957 inizia una nuova era, con l’arrivo a Los Angeles di due Toyota Crown, le prime automobili giapponesi a essere esportate in territorio americano. Subito dopo nasce la Toyota Motor Sales U.S.A. e il Model BJ, consacrato alla storia nel 1955 con il nome che lo ha reso famoso nel mondo, il Toyota Land Cruiser. Questo veicolo era adatto a qualsiasi terreno. Nel 1966, attiva la Toyota Corona divenne il primo veicolo Toyota ad essere conosciuto dal grande pubblico americano, triplicando le proprie vendite fino ad oltre 20.000 unità nel suo primo anno.

ToyotaNel 1967 Toyota divenne il terzo brand d’importazione a vendere più automobili. Oggi, Toyota gestisce 14 impianti in America Settentrionale, con una produzione locale che ha recentemente raggiunto il traguardo dei 25 milioni di veicoli. Le prime esportazioni in Europa ebbero inizio nel 1960 dirette verso Malta e Cipro, anche se di pochi esemplari. Ma a partire dal 1962 il marchio giapponese inizia la sua espansione europea. Walther Krohn, l’allora Presidente della Erla Auto Import A/S in Danimarca, convinse Toyota a esportare in Danimarca un esemplare con guida a destra della Toyota Crown. Il modello ebbe grande successo nei saloni dell’auto locali, spingendo ad aumentare il numero di veicoli esportati fino a 400 e 1.500 unità rispettivamente negli anni 1963 e 1964. Seguirono altri accordi con i distributori, tra cui con la Louwman & Parqui B.V. nei Paesi Bassi nel 1964 e N.V. International Motor Company S.A. in Belgio nel 1966. Nel 1966 nacque poi in Svizzera la Toyota AG, in seguito alle trattative tra Toyota e la Emil Frey Ltd., azienda di importazione e riparazione di veicoli.

Ciò che portò il grande successo dei veicoli Toyota in Europa furono il fattore novità e la semplicità del design meccanico, che aveva bisogno di pochissima manodopera. Nel 1964 Toyota apre a Copenhagen il suo primo ufficio di rappresentanza europeo. Cinque anni dopo la struttura trasloca a Bruxelles, in Belgio, per diventare poi l’attuale Toyota Motor Europe. Qualche difficoltà si trovò nei mercati della Repubblica Federale Tedesca, della Francia e del Regno Unito. La prima produzione europea nacque con la costruzione della Toyota Corolla presso la Salvator Caetano I.M.V.T., S.A., azienda portoghese produttrice di autobus. Gli anni ’70 rappresentarono per Toyota un periodo di crescita. La crisi petrolifera di quel periodo non colpì tutti i paesi europei. La Norvegia e la Svezia videro ad esempio una crescita, mentre altre aree, come la Repubblica Federale Tedesca, dovettero affrontare un crollo. Per questo, nel 1974 la Toyota Motor Company decise di entrare in possesso del suo distributore locale, la Deutsche Toyota-Vetrieb GmbH & Co. KG. Ecco, quindi, che nacque la Toyota Deutschland GmbH.

Nel 1979 il Toyota Team Europe si spostò da Bruxelles a Colonia, in Germania, che in seguito venne denominato Toyota Motorsport GmbH. Le condizioni economiche cominciarono a migliorare nella seconda metà degli anni ’70, quando la Toyota raggiunse, nel 1976, il traguardo di 1 milione di veicoli europei esportati all’estero. Nel 1978, la Inchape PLC incorporò la Toyota (GB) Ltd., seguita nel 1979 dall’azienda belga International Motors. Con l’introduzione della Toyota Starlet nel 1978, della Tercel e della Corolla nel ’79, le vendite europee di Toyota superarono per la prima volta le 300.000 unità. Dopo 32 anni, Toyota Motor Company e Toyota Motor Sales in Giappone si unirono in un’unica società dando vita, nel 1982, all’odierna Toyota Motor Corporation. Alcuni nuovi prodotti, tra cui la Toyota MR2 nel 1985, la Supra nel 1986 e la Celica nel 1987, vennero introdotti nel tentativo di migliorare l’immagine europea del brand. L’idea fu vincente poiché, nel 1986, si raggiunsero le 422.000 vendite, arrivando a toccare le 440.000 nel 1987. Per ampliare i propri orizzonti, nel 1982 Toyota divenne fornitore di ricambi per Lotus, il costruttore britannico di veicoli sportivi.

ToyotaCon l’obiettivo di realizzare prodotti che rispondessero maggiormente alle esigenze europee, nel 1987 viene inaugurato a Zaventem, in Belgio, un nuovo Toyota Technical Centre. Nel corso degli anni ’90, la produzione europea di Toyota continuò a crescere. Il primo modello prodotto nel Regno Unito fu la Toyota Carina E. Lanciata nel 1997 era destinata unicamente al mercato giapponese, la Toyota Prius divenne però il primo veicolo full hybrid al mondo destinato alla produzione in serie. A distanza di quindici anni dal lancio le vendite ibride Toyota e Lexus hanno superato nel mondo i 4 milioni di unità. Vinse il concorso“International Engine of the Year” non solo per la Prius, ma anche per la nuovissima Toyota Yaris, che avrebbe ottenuto nel 2000 il riconoscimento di “European Car of the Year”. Nel 2005, l’impianto in Repubblica Ceca inizia la produzione della Toyota AYGO, della Citroën C1 e della Peugeot 107. Nello stesso anno, la seconda generazione della Toyota Prius viene nominata “European Car of the Year”, con vendite che raggiungono per la prima volta in Europa il totale di 1 milione di unità. Oggi Toyota gestisce 30 aziende Sales & Marketing in tutta Europa. Dopo quasi 70 anni dalla decisione di Kiichiro Toyoda di trasformare il settore automobilistico della Toyoda Automatic Loom Works nella odierna Toyota Motor Corporation, i risultati parlano chiaro: 320.000 dipendenti in tutto il mondo per una produzione di oltre 200 milioni di veicoli.

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