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Reportage di viaggio ragusa

Da Napoli alla Sicilia: terza tappa Ragusa

Reportage di viaggio di Simona Letizia Ilardo

E’ tempo di goderci sole e mare per questo per la terza tappa della nostra avventura abbiamo deciso di puntare verso Ragusa Ibla e verso il mar Mediterraneo su cui ci affacceremo dalle spiagge di Marina di Ragusa. Siamo piene di energia. L’idea di aver scelto di viaggiare in viaggiare in auto ci offre una sensazione di libertà. Energia dicevo,  ma anche sole e libertà…. L’estate addosso, cantiamo noi insieme a Jovanotti…l’estate è la libertà!

Da Enna ci dirigiamo – passando attraverso le zone interne dell’isola – verso il più vicino sbocco sul mare per poi procedere in direzione di Ragusa. Ancora una volta un cambio di paesaggio, una mutazione così radicale da offrire la sensazione di essere su altri territori. Chi è già stato da queste parti riconosce innanzitutto le campagne, hanno una caratteristica tipica che è bellissima: i confini tra le proprietà sono segnati dai bianchi muretti a secco. Ne troviamo anche in altre regioni d’Italia, ma qui in Sicilia sono una particolarità della zona dei Monti Iblei.

Più di qualsiasi fotografia ritengo che il paesaggio circostante, che ammiro attraversando questo scorcio di Sicilia, venga perfettamente descritto in molte delle opere del pittore Antonino Cammarata, artista siciliano. Ne ho scelta una in particolare che fosse capace di descrivere la campagna circostante, le casette che dominano gli antichi fondi, i colori dei prati, mutevoli con il mutare delle stagioni, il meraviglioso mare.

Reportage di viaggio ragusa

A quest’immagine ritratta aggiungete la percezione degli odori di terra e di mare, la sensazione di un abbraccio che avvolge data dal sole ed il suono ininterrotto delle cicale. E’ così che riuscirete in parte ad immedesimarvi in questo spettacolo della natura fatto di roccia, vegetazione bassa e mare. “La luce dell’alba prometteva giornata bona, il mare una tavola, il cielo chiaro senza nuvole” – così maestro Andrea Camilleri descrive tra le pagine del suo “Il ladro di merendine” una giornata come quella che stiamo vivendo.

Siamo in un quadro, siamo tra le pagine di un libro. Potremmo essere in un sogno, tanto piacevoli sono le sensazioni provate. Nsunnai…e la musica degli Agricantus ci accompagna mentre dalla costa ci spostiamo ancora verso l’interno, attraversando gole tra le montagne verdi e rigogliose.

Ed eccoci finalmente! Siamo a Ragusa e precisamente a Ibla, il suo più antico quartiere.

Questa volta sembra davvero di essere in un film perché, ormai tutti lo sappiamo, questi sono i luoghi che negli ultimi anni sono diventati famosissimi in quanto periodicamente si trasformano in set televisivo scelto per girare le puntate del seguitissimo ed amatissimo Commissario di Polizia Salvo Montalbano, l’eroe nato dalla penna dello scrittore agrigentino Andrea Camilleri.

Ci guardiamo attorno e riconosciamo gli scorci, ma rimaniamo sin da subito colpite dalla particolarità del paesaggio e del luogo. Parcheggiata l’auto sulla strada che sale al centro di Ibla, decidiamo di percorrere una delle antiche salite di accesso alla città e ci troviamo direttamente – affannate, ma soddisfatte – nei pressi della piazza su cui si affaccia lo splendido Duomo di San Giorgio che è una perla architettonica di giorno, ma che è vera suggestione artistica dopo il tramonto. 

Reportage di viaggio ragusa

Gesualdo Bufalino disse che “Bisogna essere intelligenti per venire a Ibla, una certa qualità d’animo, il gusto per i tufi silenziosi e ardenti, i vicoli ciechi, le giravolte inutili, le persiane sigillate su uno sguardo nero che spia”. Con queste parole apparentemente enigmatiche lo scrittore siciliano, che Ibla dovrebbe averla conosciuta bene essendo nato non molto lontano, descrive perfettamente il quartiere/città. Fulcro culturale della città di Ragusa, ne è il quartiere più affascinante grazie ai numerosi palazzi e chiese che vi si trovano. Dopo il devastante terremoto del 1693 fu interamente ricostruita in stile barocco ed i “mostri” che adornano le sue balconate ed i suoi palazzi in giallo tufo sono lì a proteggere e preservare gli abitanti degli edifici da ogni maleficio, dell’uomo e della natura.

Reportage di viaggio ragusaSontuosa l’architettura che nacque da quel disastro che colpì Catania e la cosiddetta Val di Noto – nella Sicilia sud orientale –  i luoghi in cui, attualmente, si possono ammirare i maggiori capolavori d’arte in stile Barocco siciliano e che sono, almeno alcuni, riconosciuti patrimonio universale dell’UNESCO. Un edificio architettonicamente a sé – in stile neoclassico – e molto particolare, che si affaccia sulla piazza del Duomo, è il Circolo della Conversazione, fatto costruire dall’aristocrazia locale nel 1850 per avere un luogo deputato al conversare. Ci perdiamo per un tempo indefinito tra “giravolte inutili” e terminiamo la nostra visita tra la vegetazione del Giardino Ibleo.

 Adesso via, di corsa verso il mare!… Che il Mediterraneo Sia

Noi siamo attese al B&B Bianco & Blu, dagli amici Alessandro e Lula, in un luogo semplice, accogliente e splendido a pochi passi dalla spiaggia. E’ questo il modo migliore per concludere la nostra vacanza affacciate sul mar Mediterraneo.

Reportage di viaggio ragusaNon vedo l’ora di essere con loro. Sanno coccolare i clienti come pochi e sono già sicura ci avranno riservato qualche dolce sorpresa. Passeremo qui la notte e già Marina di Ragusa, con il suo meraviglioso mare, la sua passeggiata lunghissima che costeggia il mare e la possibilità di immergersi immediatamente in un’atmosfera da vacanza ci sta regalando magia… “e quell’onda che non smette mai, che il Mediterraneo sia”.

E’ ormai l’alba del giorno dei saluti definitivi. Ci alziamo presto perché ancora una volta vogliamo goderci il viaggio verso Catania. Durante il percorso non si parla, non si canta, siamo entrambe perse a rincorrere i ricordi, le parole ascoltate, i visi che abbiamo visto, le persone cha abbiamo incontrato, ritrovato, conosciuto. Con lo sguardo cerchiamo di rubare ogni particolare da portare con noi nel cuore fino alla nostra prossima volta, magari insieme, ancora una volta qui, in Sicilia. Quando parlo della mia isola con chi non la conosce parlo innanzitutto dei colori che a seconda delle zone in cui si recherà ed a seconda delle stagioni in cui viaggerà lo accoglieranno. Poi ai colori aggiungo gli odori, i profumi che si trasformano in sapori ed il risveglio di tutti i sensi. Ecco perché, per me, la Sicilia è un viaggio sensoriale.

Reportage di viaggio ragusa

…i fiori, la zagara…l’odore delle distese di inutili spine, dei ciuffi di capperi, l’odore aspro della terra secca… e il vento, l’odore del vento…

Siamo a Catania, è tempo di tornare a Napoli la città che mi ha adottata, che è capace di farmi sentire, a giorni alterni, figlia e figliastra e che io amo a giorni alterni. “…alla fine di un viaggio c’è sempre un viaggio da ricominciare…”

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