Opel

Storia di un marchio: Opel

Esistono tanti marchi di automobili, più o meno noti, come la Fiat, l’Alfa Romeo, la BMW, tutte sulla cresta dell’onda da più di 100 anni. Tra le case automobilistiche più longeve c’è anche la Opel, la cui sede è a Rüsselsheim in Assia. Nasce come marchio tedesco, ma, poi, nel 1929 fu acquisito dal gruppo statunitense General Motors. Forse non tutti sanno che la Opel non nasce come un’industria di automobili, ma agli albori si occupava della creazione e della produzione di macchine da cucire.

Le auto Opel e la loro lunga storia

OpelL’azienda Opel fu fondata nel 1862 da Adam Opel, nata come società in accomandita, solo alla fine del 1928 sarebbe stata convertita in società per azioni, con il nome di Adam Opel KG. Il signor Opel fece i suoi primi passi nel settore dell’industria delle macchine per cucire nel 1858, presso un’azienda francese, la Journaux-Leblond, con sede a Parigi. Da lì la sua passione esplose fino a spingerlo a creare un’impresa tutta sua. Venne a contatto con altre aziende concorrenti come la Plaz & Cie, sempre parigina, o come la Howe, con sede a Londra. E fu a loro che si ispirò per la produzione dei suoi gioielli, le sue macchine per cucire. Il primo luogo di produzione fu una vecchia stalla di proprietà di un suo zio a Rüsselsheim. Durante i primi anni di produzione l’azienda si rifornì in Francia di alcuni dei componenti in acciaio, poiché in quel periodo i prodotti francesi erano ritenuti di miglior qualità rispetto a quelli utilizzati in Germania Tra i fornitori a cui si rivolse Opel c’era suo fratello Georg Opel, che aveva aperto una propria attività nel settore metallurgico proprio a Parigi. La lavorazione dell’acciaio era comunque un affare di famiglia visto che il padre di Adam Opel era un fabbro molto rinomato in zona. Solo a società avviata, Adam decise di tornare a rivolgersi ai fornitori tedeschi. Ma non si limitò solo alla produzione di macchine da cucire, la Adam Opel KG funse anche da distributore della Plaz & Cie in Germania.

All’inizio Adam dovette affrontare qualche difficoltà, come chiunque decida di intraprendereun’avventura come questa. Nel caso della Opel, il primo intoppo fu l’astio che egli suscitava nei cuori e nelle menti dei sarti locali che non condividevano l’idea di una macchina che facesse a loro concorrenza. I conflitti sfociarono in una rissa che costrinse il fondatore della Opel ad effettuare le consegne dei propri prodotti in segreto ed occupandosi di pubblicizzarli in altre zone della Germania. Nonostante i primi intoppi, l’azienda riuscì a spiccare il volo, al punto che nel 1867 Adam Opel acquistò un terreno proprio di fronte alla ferrovia che passava per la città di Rüsselsheim e vi costruì un impianto di gran lunga più adatto ed attrezzato per accogliere la sua neonata azienda. Ancor oggi lo stabilimento di Rüsselsheim della Opel è delimitato proprio dalla ferrovia che da Francoforte porta a Magonza. L’ampliamento dell’impianto comportò nuove assunzioni, gli operai passarono da 25 a 40. Tra le varie macchi che la Opel produceva c’era anche una cucitrice per calzolai. Tra le classiche macchi da cucire, invece, ebbero grandissimo successo in quegli anni i modelli Fortuna, lanciato nel 1869 e Sophia, lanciato nel 1870, che prese il nome dalla moglie del fondatore dell’azienda.

L’azienda marciava a ritmo serrato, tanche che nel 1870, la produzione di macchine per cucire raggiunse le 15.000 unità. Nello stesso anno, Adam Opel modificò il marchio di fabbrica della Opel, inizialmente un intreccio composto dalle lette A e O, ora venne racchiuso in un cerchio recante la dicitura Nähmaschinenfabrik Rüsselsheim (Fabbrica di macchine per cucire Rüsselsheim).  Intanto, a causa della guerra franco-prussiana, nel 1870 furono interrotti i rapporti di collaborazione fra la Plaz & Cie e la Adam Opel KG. Questo comportò l’entrata diretta dell’azienda parigina in Germania, senza la Opel che faceva da intermediaria. Le macchine di Opel, però, erano talmente simili a quelle francesi da portare, nel 1884, la Plaz & Cie ad intentare una causa legale contro l’azienda di Rüsselsheim, la quale fucostretta a pagare un’ammenda di 800 marchi, equivalenti a circa 16 mila euro di oggi.  Adam Opel pagò appoggiato dal fatto che le sue macchine stavano comunque riscuotendo un enorme successo. Ad incrementare le vendite giunsero altri modelli di successo come la Delphin e la Perfecta. All’apice della gloria, un incendio pose fine al sogno di Adam Opel distruggendo per intero la sua azienda. Fortunatamente, però, da tempo la Opel aveva pensato bene di diversificare la propria attività.

OpelAdam Opel non perse le speranze ed iniziò a dedicarsi alla produzione di biciclette. La produzione di biciclette fu avviata nel 1887. Nel via a questa nuova avventura, Adam fu affiancato dal primogenito Carl Opel, che di lì a poco avrebbe assunto la direzione generale nel settore delle biciclette. I primi esemplari di bicicletta costruiti dalla Opel furono dei velocipedi a ruota alta, ma nel giro di poco tempo l’impresa iniziò a cambiare rotta orientandola verso le vere e proprie biciclette, considerate più sicure. In quest’occasione si decise anche di rinnovare il logo dell’azienda. Nell’anno dell’inizio della produzione di biciclette, stava facendo capolino nell’industria automobilistica il motore a scoppio, ma Adam Opel non sembrava affatto interessato a questo settore imprenditoriale. Non provava alcun interesse per le auto, tanto che egli stesso le definì: “solo giocattoli per milionari che non sanno come buttar via i loro soldi!”, non sapeva che questi giocattoli avrebbero segnato il suo successo. I figli di Adam Opel, invece, ritennero che le auto potessero essere un ottimo investimento per il futuro. Infatti, all’inizio del 1895, acquistarono una Benz per studiarne la meccanica. Pochi mesi dopo Adam Opel muore ed i suoi figli cominciarono ad interessarsi concretamente a questo nuovo sbocco commerciale.

Nel 1895 a Dessau, Friedrich Lutzmann fondò la Anhaltische Motorwagenfabrik, una piccola Casa automobilistica dedita alla costruzione e vendita di autovetture molto simili alle Benz. Ecco, quindi, che i fratelli Opel strinsero contatti con Lutzmann, proponendogli di passare alle dipendenze della Opel stessa in qualità di direttore tecnico del comparto automobilistico. Fu così che nel1898, per una cifra di 116.687 marchi, la Adam Opel KG rilevò la Anhaltische Motorwagenfabrik, il personale della fabbrica, i diritti di produzione delle autovetture in gamma e di utilizzo del marchio Lutzmann. Nacque così nel 1899 la prima vettura a marchio Opel, la Patent-Motorwagen, una vettura simile ad una carrozza, ma spinta da un motore d 1.5 litri in grado di rogare fino a 3,5 CV. Purtroppo questo primo tentativo di produzione automobilistica non andò in porto a causa della rottura dell’accordo con lo stesso Lutzmann, a causa della scarsa affidabilità delle sue autovetture. Negli anni la Opel crebbe a dismisura fino ad arrivare ad essere uno dei marchi automobilistici più rinomati della Germania e dell’Europa tutta. Il 17 marzo 1929 una quota iniziale dell’80% delle azioni Opel fu venduta alla statunitense General Motors. Con l’inizio del nuovo millennio arrivano alcuni cambiamenti.

 Viene annunciata una collaborazione tra il gruppo GM ed il gruppo Fiat: da tale collaborazione, che durò solo 6 anni, nacque la quarta generazione della Corsa. Nel 2007 ci fu un cambio al vertice del settore design, con l’arrivo di Mark Adams, il quale diede una svolta allo stile dei futuri modelli Opel, non a caso la nuova berlina Insignia riscosse un buon successo di vendite, grazie anche a finiture molto più curate che in passato, a motori affidabili e a “chicche” tecnologiche come il dispositivo che riconosce i cartelli stradali e comunica i limiti di velocità al conducente. A causa della recessione dei primi anni del 2000, la GM si è iniziata una procedura di cessione della Opel al gruppo austrocanadese Magna-Steyr, ma il 4 novembre è stata interrotta per la decisione del gruppo statunitense di mantenere il controllo sulla azienda tedesca.Intanto, dopo aver debuttato nel settore delle SUV e delle roadster con l’Antara e la Opel Speedster, la Opel realizzata assieme alla Lotus e poi sostituita dalla Opel GT del nuovo millennio. In questo modo la Opel fa il suo ingresso anche nel settore delle SUV compatte con il lancio della Opel Mokka. Proprio in questo periodo, dal punto di vista societario, la Opel è tornata ad essere una società per azioni. Nel 2011 l’azienda tedesca ha deciso di investire in un progetto che rispettasse l’ambiente e limitasse le emissioni inquinanti. Questo progetto prende il nome di Ampera, primo modello di automobile ibrida della Opel, realizzato anch’esso sotto la supervisione del gruppo GM che l’ha commercializzata anche come Chevrolet Volt. Le ultime novità della casa Opel sono del 2015, quando è stata presentata in anteprima al salone di Ginevra la Opel Karl, autovettura che sostituirà la Opel Agila. Qualche mese dopo è il turno della nuova generazione dell’Astra, auto di grande successo che porterà numerose vendite anche in questa nuova versione. 

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