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Carenza targhe

Carenza targhe: a rischio le immatricolazioni

Da tempo ormai, parliamo dei grandi risultati raggiunti dal settore del noleggio l’anno scorso ed anche i primi mesi di questo 2015. Risultati sorprendenti che hanno tirato su il settore dell’automobile che aveva visto calare il numero delle vendite dei mezzi a quattro ruote anche a causa della crisi. Forse i prezzi competitivi della agenzie di noleggio hanno reso questo servizio alla portata di tutti facendone lievitare gli incassi.

Gravi rischi per il noleggio a causa della carenza targhe.

Carenza targheBelle notizie, quindi, fino ad ora per il noleggio auto. Purtroppo, però, arriva un allarme lanciato dall’Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio e Servizi Automobilistici. Secondo la loro segnalazione ci sarebbe una carenza di targhe automobilistiche. L’associazione spiega: “La carenza di targhe per i nuovi veicoli sta rallentando le immatricolazioni di un mercato dell’auto in cerca di vera ripresa. Se non si porrà rapida soluzione al problema, sono a rischio le 60.000 immatricolazioni di nuovi veicoli a noleggio previste per il primo trimestre 2015”.

Chi si occupa della questione delle targhe automobilistiche è all’Istituto Poligrafico della Zecca ed è a loro che l’ANIASA si rivolge nella speranza che la questione venga presto affrontata e risolta. Gli uffici del Ministero dei Trasporti si occupano della distribuzione della targhe ma hanno dovuto bloccare l’attività proprio con il verificarsi di questo serio problema che, però, non è una novità. Periodicamente si incappa nella carenza di targhe e segnalazioni a riguardo sono state presentate più di una volta.

Un episodio simile si era avuto anche lo scorso aprile e negli ultimi mesi del 2014 comportando gravi ritardi nelle procedure di immatricolazione dei mezzi a quattro ruote. Nuovamente in questo inizio 2015 ci si trova ad affrontare il problema. Il motivo di tale carenza è la mancanza di distribuzione delle targhe automobilistiche presso gli uffici della Motorizzazione Civile, soprattutto nelle sedi ritenute le più importanti tra i centri di immatricolazioni automobilistiche come Milano, Torino, Firenze e Trento. Questo problema sta ricadendo sull’intero settore del noleggio poiché comporta ritardi nella consegna dei veicoli e quindi un aggravarsi delle spese che le imprese devono sostenere per sopperire a tali mancanze.

Il rischio è alle porte, potrebbero saltare fino a 60.000 immatricolazioni di nuovi veicoli a noleggio per i primi tre mesi e potrebbero arrivare a 160.000 entro fine anno. Un duro colpo per le aziende che fino allo scorso anno hanno registrato circa 265.000 immatricolazioni. Ce lo spiega meglio Fabrizio Ruggiero, presidente dell’ANIASA: “E’ una situazione paradossale che rischia di frenare un settore già penalizzato da tasse ed appesantimenti amministrativi. Non si tratta solo di superare quest’ultima emergenza ma di mettere in campo interventi risolutivi che garantiscano nel tempo adeguata disponibilità delle targhe”. 

Ma non è l’ANSIA l’unica ad aver segnalato il problema: “Siamo arrivati a fine mese e diverse realtà provinciali corrono il pericolo di vedere slittare le immatricolazioni al mese prossimo. Purtroppo lo avevamo temuto e previsto e da anni puntiamo il faro sul problema, ma ancora nulla è stato fatto per cambiare lo stato delle cose”. Queste la parole di Ottorino Pignoloni, segretario nazionale dell’ Unasca, l’associazione di rappresentanza degli studi di consulenza automobilistica e delle autoscuole. “Anche se dopo i ripetuti allarmi delle scorse settimane la produzione sembra essere ripartita, - continua - si stanno accumulando notevoli ritardi nelle consegne. Ecco quindi che nelle province di Milano, Torino, Bologna, Lucca e Viterbo domani il rischio di non avere le targhe è elevato”.

Motorizzazioni e società di noleggio sono nel caos considerando anche il fatto che non si è stati in grado di stabilire quando il problema verrà risolto. Ogni agenzia di pratiche auto acquista le targhe dalla Motorizzazione civile che a sua volta le riceve dal Poligrafico di Stato, che le stampa fisicamente nello stabilimento di Foggia. Questa è un’assurdità, poiché l’Italia è l’unico  paese in cui l’unico ente autorizzato a stampare le targhe auto è lo Stato, così come stabilito dall’articolo 101 del Codice della Strada. “Questa è un’anomalia tutta italiana”, dice Pignoloni, “Siamo l’unico Paese in cui la produzione delle targhe automobilistiche è monopolio dello Stato. Non c’è concorrenza: da noi per avere una coppia di targhe auto si pagano 40,60 euro, in altri Paesi la metà”.

Il direttore generale della Motorizzazione civile, Maurizio Vitelli ci spiega come funziona: “A fine anno la Motorizzazione fa una richiesta al Ministero dell’Economia indicando il fabbisogno di targhe per l’anno successivo, indicando quante ne serviranno, e dove, sulla scorta delle nostre proiezioni statistiche”, ed aggiunge: “Se poi nel corso dell’anno si registra una variazione, la Motorizzazione si affretta a scrivere al Ministero per modificare la richiesta”. Una volta ricevuta la domanda della Motorizzazione, il Ministero la deve approvare a mandare l’ordine al Poligrafico, che stampa le targhe e avvia la distribuzione in tutte le province italiane. Qualche falla nel sistema ha portato all’insorgere del problema della carenza targhe che, si spera, verrà risolto quanto prima.

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