L’Etna a Catania da spettacolo e blocca i cieli. Riaperto oggi l’aeroporto.
Siamo alla ventesima: si tratta dell’ennesima spettacolare eruzione da parte dell’Etna, che periodicamente erutta per la gioia di escursionisti e per la rabbia dei passeggeri dei voli concomitanti. L’ultima, per l’appunto, è cominciata tre giorni fa, con una violenza impetuosa (seppur non pericolosa). Insomma, il vulcano siciliano Etna non smette di far parlare di sé.
Al momento sono presenti ancora due colate di minore intensità originate dal cratere del lato Sud-Est che sfociano nella Valle del Bove, ma si è interrotta l’emissione di cenere ed anche il tremore è notevolmente diminuito. Pare quindi che il vulcano si sia finalmente sfogato, ed anche i disagi vanno diradandosi.

Dopo oltre 36 ore di disagi a causa dell’eruzione dell’Etna, è stato riaperto stamane alle 8.30, l’aeroporto internazionale di Catania, fermo dalle 18.24 di due giorni fa.
Ecco cosa è successo:
Siamo a sabato: lungo il fianco orientale dell’Etna si le colate laviche, lentamente, si riversano nella desertica valle sottostante. Il giorno dopo si apre una nuova fessura, a ridosso della fenditura che si attivò nel 2008. Da questa nuova bocca, una corta, viscosa colata si tuffa sull’alta, ripida parete occidentale della Valle del Bove, quasi a ridosso della Valle del Leone.
Il tutto esplode velocemente: il magma esplode all’interno del cratere, sotto la spinta di una bolla di gas. Frammenti incandescenti schizzano a raggiera, ricadendo parte all’interno parte fuori dal cratere. Sono queste le deflagrazioni magmatiche che fino a ieri si sono susseguite una dopo l’altra, echeggiando a chilometri di distanza.
Nessun pericolo per i centri abitati e per le stazioni turistiche. I fenomeni eruttivi restano confinati nella parte sommitale del vulcano, sopra quota 3000. Solo la cenere continua a creare problemi soprattutto per il traffico aereo.
A causa di questa ennesima eruzione dell’Etna, sono stati 101 i voli cancellati a Fontanarossa: 55 in partenza e 46 in arrivo. Sono stati invece 22 i voli dirottati su Palermo. Quella di ieri, per il traffico aereo siciliano e per i tanti passeggeri è stata, insomma, una vera e propria giornata di passione
Il sindaco di Catania, Enzo Bianco, ha manifestato tutta la sua rabbia: “Non è possibile lasciare un’area come la Sicilia orientale senza voli. Francamente – ha detto Bianco – non comprendo perché i voli diretti a Catania non siano stati dirottati subito su Palermo o Lamezia Terme. A volte non ci si rende conto che la Sicilia è un’isola e i collegamenti aerei sono di fondamentale importanza. Credo che occorra riflettere attentamente sulla questione e ho intenzione di convocare per la prossima settimana una riunione con la Sac, la società che gestisce Fontanarossa, e con Enac ed Enav”.
Lo spazio aereo sopra il capoluogo etneo è stato riaperto dall’unità di crisi dopo la comunicazione da parte dell’Ingv della fine dell’emissione di cenere vulcanica nell’atmosfera.