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Noleggio auto per più di 30 giorni: ora bisogna comunicarlo alla Motorizzazione

Il codice della strada è in continua evoluzione e  non è facile stare al passo. Dopo l’introduzione della patente a punti a cui, ormai, tutti ci siamo abituati, sono susseguite nuove norme e regolamenti che spesso hanno creato confusione e sono stati poco chiari. Per questo abbiamo deciso di fare luce sull’ultima entrata in vigore tra le leggi riguardanti gli automobilisti, perché di sicuro non è tra le più facilmente comprensibili in cui noi guidatori di automobili ci siamo imbattuti.

Il noleggio auto per più di 30 giorni va comunicato alle autorità.

Noleggio auto per più di 30 giorniLo scorso 3 ottobre è divenuta operativa una nuova norma del Codice della strada (legge 120 del luglio 2010, nel punto che ha introdotto il comma 4-bis nell’articolo 94 del Codice della strada) e regolate da un Dm entrato in vigore il 7 dicembre 2012. Questa regola stabilisce l’obbligo di registrare alla Motorizzazione e annotare sulla carta di circolazione il nome di chi non è intestatario di un veicolo ma ne ha la disponibilità per più di 30 giorni, oltre a quello di registrare e annotare le variazioni quando “si cambia nome”.

Il direttore generale della Motorizzazione Maurizio Vitelli ha dichiarato: ”ci tengo a precisare che il provvedimento prima di essere emanato è stato oggetto di confronto con tutte le categorie interessate: ministero degli Interni, Aniasa, Assilea, Anfia, Unrae, Unasca e Confarca. E tutte si sono dichiarate soddisfatte delle soluzioni adottate”. La sanzione stabilita dalla legge per chi la viola è una multa di ben 705 euro con ritiro della carta di circolazione.

Una cosa non è ben chiara, però, se la sanzione sia a carico dell’intestatario del mezzo o chi ne sta usufruendo al momento del controllo da parte delle autorità competenti. L’obiettivo che ha portato alla scelta di creare una legge di questo tipo è stato quello di limitare truffe e abusi e per identificare meglio i responsabili di incidenti e infrazioni. Tale registrazione, però, non è obbligatoria per alcune categorie come:

  • Gli autotrasportatori
  • Gli autisti di autobus
  • I possessori di taxi
  • Chi noleggia un mezzo con conducente

Esisto dei casi in cui la legge va applicata ma solo in parte. Ed esempio nel caso di comodato di veicoli aziendali, sia per i dipendenti assegnatari a titolo gratuito sia quando i mezzi sono intestati a una casa costruttrice e dati a istituzioni, eccetera. In questo caso, il nome dell’utilizzatore non va annotato sulla carta di circolazione, ma solo registrato alla Motorizzazione e non vi è l’obbligo di conservare a bordo del mezzo la ricevuta dell’adempimento.

Noleggio auto per più di 30 giorniPurtroppo, la legge non è particolarmente limpida. Infatti in molti hanno ritenuto di dover dichiarare i nomi di chi utilizza il mezzo anche quando non è necessario. Infatti, se un’automobile è guidata da persone appartenenti allo stesso nucleo familiare che vivono sotto lo stesso tetto, oppure se chi usufruisce dell’automobile lo fa per un periodo inferiore ai 30 giorni stabiliti dalla legge. Quindi, fondamentalmente, questa legge non si applica ai veicoli privati.

Ed è il direttore generale della Motorizzazione Vitelli a dirlo: ”E’ importante precisare che la norma esclude tutte le situazioni in cui la natura dei rapporti intercorrenti tra proprietario del veicolo e soggetto che ne dispone abbiano rapporti di parentela. Quindi non riguarda, per esempio, il figlio che guida la macchina del padre o situazioni simili‘‘.

Quindi per chi è stata fatta? Per “le società di autonoleggio, i veicoli in comodato, quelli di proprietà di minorenni non emancipati ed interdetti, quelli messi a disposizione della pubblica amministrazione a seguito di una pronuncia giudiziaria in cui era necessario individuare uno strumento che permettesse l’identificazione certa del soggetto responsabile della vettura circolante e di eventuali violazioni al codice della strada e connesse sanzioni. Inoltre un altro fenomeno che si è voluto contrastare con questa norma è quello delle intestazioni fittizie”.

Di conseguenza i possessori di un’auto privata, che la si usi in esclusiva o la si condivida con il resto della famiglia, possono stare tranquilli, nessuna dichiarazione è obbligatoria. Diverso è se avete figli che studiano fuori e hanno portato nella nuova città un’auto intestata ad uno dei genitori. In questo caso è necessario seguire l’iter indicato dalla legge per non incorrere in multe che, come abbiamo visto, sono molto salate. Inoltre, sembra chiaro, che ad essere maggiormente coinvolto dalla questione è il settore dell’auto a noleggio. 

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