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Storia di un marchio: Lancia

La Lancia come l’Alfa Romeo e la Fiat sono marchi tutti italiani e vogliamo raccontarvi la sua storia come abbiamo fotto per gli altri. Conoscere come certe aziende sono cresciute, si sono sviluppate, hanno superato momenti di crisi ci aiuterà ad apprezzare meglio il nostro Paese oltre che a imparare qualcosa di più sui colossi automobilistici. Oggi ci occuperemo della Lancia. Vediamo la sua storia.

Lancia, oltre un secolo di storia

Lancia

Nacque a Torino il 29 novembre 1906 e restò sulla cresta dell’onda fino al 1986 quando la società fu chiusa allo scopo di crearne una nuova insieme all’Alfa Romeo, la Alfa-Lancia Industriale. Questa nuova aziende ebbe vita breve, però. Infatti, venne assorbita dal Gruppo Fiat, che nel 2007 ha creato la divisione Lancia Automobiles.I fondatori dell’azienda, la prima Lancia, furono Vincenzo Lancia e Claudio Fogolin. Il signor Lancia era ben noto per le sue vittorie al volante delle auto Fiat sin dal 1900. Fogolin, invece, era nuovo nel settore. La realizzazione di un marchio per la nuova azienda venne affidato al conte Carlo Biscaretti di Ruffia.

Venne scelto tra le varie proposte un cerchio nero con la scritta Lancia nel centro riprodotta su una bandiera. La Lancia, però, non si occupava solo di automobili. A partire dal 1912 la Casa torinese si dedicò alla progettazione e alla costruzione di autocarri militari, utilizzati dal Regio Esercito Italiano nella guerra in Libia. Con lo scoppio della Prima guerra mondiale, poi, la Lancia venne nominata Stabilimento ausiliare di guerra. La produzione, quindi, si concentrò esclusivamente sui veicoli militari. Durante questo periodo, la sede della Lancia venne trasferita a Bolzano in seguito all’adesione di Vincenzo Lancia al progetto governativo di realizzare una zona industriale in quella città.

Nel giugno 1937 nasce ufficialmente lo stabilimento, dopo diversi mesi di lavori. Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale l’importanza di questo stabilimento aumentò notevolmente, soprattutto dopo la distruzione degli stabilimenti di Torino in seguito ad un bombardamento angloamericano. La ripresa iniziò il 3 maggio 1945. Con la morte di Vincenzo Lancia l’azienda passa nelle mani della moglie, Adele Miglietti, che ne diventò Presidente. Fu nominato direttore generale l’ing. Manlio Gracco de Lay.  Abbandonata l’Alfa si trasferì alla Lancia celebre progettista Vittorio Jano. Dopo vari cambiamenti ai vertici dell’azienda, nel 1947 prese il comando il figlio 23enne di Vincenzo, l’ingegner Gianni Lancia. Sarà lui ad introdurre l’azienda e le sue auto nel campo sportivo.

Dopo la guerra La lancia ritorna con due nuovi modelli di auto: l’Ardea e l’Aprilia. Il 1954 è un anno difficile per la Lancia a causa delle scarse vendite e Gianni Lancia inizia a pensare di lasciare il comando dell’azienda a persona più esperte.  Un brutto incidente del pilota Ascari allontana la Lancia anche dal campo della Formula 1: “La scuderia Lancia, in seguito alla morte del suo capitano, Alberto Ascari, ha deciso di sospendere la sua attività agonistica. Il pilota Eugenio Castellotti ha richiesto di poter partecipare, a titolo personale, al Gran Premio del Belgio a Spa, e l’ing. Gianni Lancia, prima di imbarcarsi per l’America, gli ha concesso vettura ed assistenza“, questo l’annuncio reso pubblico.

LanciaCon la partenza dell’ing. Lancia la famiglia Pesenti, già proprietaria dell’Italcementi rileva la maggioranza azionaria Lancia. La proprietà passerà ufficialmente al gruppo Presenti nel 1958. La storia del Gruppo Pesenti in Lancia durerà poco. Infatti, non potendo investire ingenti risorse economiche per lo sviluppo di nuovi modelli, nel 1969 la famiglia Pesenti cedette la marca a prezzo simbolico al gigante torinese, la Fiat. Grandi cose vennero fatte e  grandi auto vennero lanciate sul mercato dopo questa unione ma, alla vigilia del nuovo millennio il gruppo Fiat fu colpito da una grave crisi commerciale. Questo porterà la Lancia ad abbandonare il campo sportivo per dedicarsi quasi esclusivamente a quello commerciale.

La Lancia continuerà il suo percorso occupandosi di auto commerciali. Infatti, nel 1984, viene lanciata al Salone dell’automobile di Torino la nuova ammiraglia della casa automobilistica italiana, la Lancia Thema. Il design è affidato a Giorgetto Giugiaro e costruita ispirandosi a modelli già esistenti come quelli della Saab 9000, della Fiat Croma e dell’Alfa Romeo 164 con l’obiettivo di ridurre i costi di produzione.  Questo nuovo modello, voluto dall’Ing. Vittorio Ghidella, ripagherà degli sforzi dimostrandosi all’altezza delle aspettative, riportando il marcio Lancia tra i primi posti della case automobilistiche italiane di maggior successo.

Nel 1999 venne lanciata la Lybra che fu ben apprezzata dal pubblico portando un rilancio delle vendite. Alcuni anni dopo, nel 2002 apparsero sul mercato la monovolume Phedra e la Thesis, ma senza riscuotere grandi successi nonostante fosse  l’auto più utilizzata dagli esponenti delle istituzioni dello Stato Italiano, come il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ma l’azienda non si arrese e presentò al Salonedell’automobile di Ginevra dell’anno 2003 la seconda generazione della già fortunata Lancia Ypsilon, che riscosse il successo sperato. Stessa cosa si ebbe nella seconda metà del 2004 con la monovolume compatta Musa, che per un lungo periodo fu l’auto più venduta in Italia.

Nonostante i grandi riscontri positivi ricevuti dall’azienda italiana, la Lancia pareva non riuscire a recuperare l’antico splendore che l’aveva resa una delle case automobilistiche nazionali più famose. Fortunatamente, però, con la presentazione della nuova generazione della Delta Lancia si ebbe una svolta nella progettazione delle auto per l’azienda torinese. Non dimentichiamo che nel 2010 la Delta fu la prima auto al mondo ad essere prodotta in serie con una verniciatura opaca che ricopriva l’intera carrozzeria. Una nuova svolta giunge nel 2009 nella Casa Lancia: l’accordo tra Fiat Group e Chrysler Group. Questo porterà un ampliamento della gamma di modelli e del mercato ormai apertosi verso l’Europa.

A partire dal 2011 infatti, la gamma Lancia viene coordinata a quella Chrysler e tutta la rete di vendita e assistenza Chrysler passa sotto il controllo Lancia. Questa unione porterà al lancio della seconda generazione della Thema, della monovolume Voyager e di una cabriolet di fascia medio-alta, la Flavia. In contemporanea si rinnova uno dei modelli di maggiore riscontro, nasce la nuova Ypsilon a cinque porte. Nel 2011 iniziò l’abbattimento dell’ex stabilimento Lancia di Borgo san Paolo a Torino venduta da Fiat ad una società immobiliare che prevede di costruire un’ampia zona residenziale e commerciale. La struttura aveva ospitato fino ad allora il museo Lancia. La storia della Lancia pare stia volgendo al termine.

Infatti, nel giugno del 2014 la Fiat Chrysler Automobiles, in seguito ad un rinnovo aziendale, ha annunciato la possibilità di ritirare progressivamente dai mercati tutti i modelli Lancia escluso quello di maggiore successo, la Lancia Ypsilon.  Ecco una scheda tecnica di questa straordinaria automobile:

Lancia

  • Lunghezza: 3,84 metri
  • Larghezza: 1,67 metri
  • Altezza: 1,52 metri
  • Passo: 2,39 metri
  • Peso in ordine di marcia: 965 kg (1.2 da 69 CV) – 975 kg (0,9 twinair da 85 CV) – 1050 kg (1.3 diesel da 95 CV)
  • Trazione: Anteriore
  • Alimentazioni: Benzina, Diesel, GPL e Metano
  • Cambio: manuale a 6 rapporti (automatico nel 2012)
  • Servosterzo: elettrico
  • Diametro di sterzata: 9.4 metri
  • Bagagliaio: 245 litri
  • Serbatoio: 40 litri (benzina); 72 litri (12 kg) bombole post. 50 + centrale 22 (Metano);
  • Peso massimo rimorchiabile: 750 kg (1.2 da 69 CV e 0.9 da 85 CV) – 1000 kg (1.4 diesel da 95 CV)
  • Posti: 5

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