divieto di fumare

Arriva il divieto di fumare in auto

Sicuramente ne avrete sentito parlare, negli ultimi mesi era un tema sulla bocca di tutti: l’applicazione di salate sanzioni a chi guida fumando. A molti questa decisione potrebbe non piacere, visto che in Italia vi sono circa 10,9 milioni, il 20,8% della popolazione, ma essere al volante ed avere tra le mani una sigaretta può non essere sicuro né per chi guida, né per gli altri utenti della strada. A tal proposito lo scorso 11 febbraio è stata pubblicata una circolare, la 300/A/1001/16/101/3/3/9, con la quale il Ministero dell’Interno illustra alcune novità introdotte in tema di circolazione stradale dal decreto legislativo n. 6/2016 e dalla Legge di Stabilità 2016. Tra queste spunta proprio il divieto di fumo in auto, oltre ad altri casi di infrazioni stradali accertabili mediante dispositivi di controllo da remoto come la mancanza di copertura assicurativa e l’omessa revisione dei veicoli.

Divieto di fumare in auto, a stabilirlo è un decreto

divieto di fumareNello specifico, decreto legislativo n. 6/2016 ha esteso il divieto di fumo non solo al conducente ma anche ai passeggeri a bordo di autoveicoli, poco importa se siano in sosta o in movimento, e soprattutto in presenza di minori di anni 18 e di donne in stato di gravidanza. Il divieto riguarda solo gli autoveicoli di cui all’art. 54 del Codice della Strada, con esclusione quindi di ciclomotori e motoveicoli anche se dotati di carrozzeria chiusa. E se non rispetti quanto stabilito dal decreto? La sanzione prevista va da 27,50 a 275,00 euro, raddoppiata quando la violazione avvenga in presenza di una donna in evidente stato di gravidanza o davanti a bambini fino a 12 anni di età. Anche la Legge di Stabilità 2016, modificando l’art. 201, comma 1-bis, Codice della Strada, ha introdotto nuove tipologie di accertamento da remoto delle infrazioni, cioè senza contestazione immediata:

  • mancanza di revisione
  • mancanza di copertura assicurativa
  • sovraccarico dei veicoli

Per l’accertamento di queste violazioni occorrono apparecchiature espressamente approvate a tale scopo. Ma non creiamo falsi allarmismi, per ora fumare in auto è ancora legale, a meno che non vi siano presenti a bordo minorenni o donne in gravidanza. Purtroppo negli ultimi mesi sono circolate false voci sull’entrata in vigore di tale divieto creando confusione tra le leggi in vigore, le proposte di legge e le dichiarazioni politiche. In realtà per quel che riguarda il divieto di fumare in auto, per ora, si tratta solo di una proposta pubblicata sul sito del Senato e presentata il 30 aprile 2015 e che vorrebbe modificare il codice della strada introducendo il divieto di fumo al conducente durante la marcia, pena una multa da 81 a 326 euro. L’iter parlamentare della legge è, però, di fatto bloccato.

Dopo l’assegnazione di un anno fa a una commissione parlamentare, il disegno di legge non ha ancora iniziato l’esame da parte delle camere, dunque l’eventuale ingresso in vigore non sarà in ogni caso a breve. Non esiste poi, nemmeno nella proposta, alcun riferimento a multe che si aggirerebbero, secondo alcune voci che tali restano, intorno ai 4mila euro o al ritiro diretto della patente alla prima violazione. In realtà ciò che è entrato di recente in vigore è una restrizione sul fumo in seguito alla direttiva dell’Unione Europea 2014/40/UE sul tabacco. Con il decreto legislativo numero 6 del 2016, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale lo scorso 18 gennaio e diventato legge il 12 gennaio, sono state introdotte una serie di misure che limitano anche la vendita e l’utilizzo di prodotti contenenti tabacco e non solo l’uso alla guida.

La norma è entrata in vigore lo scorso 2 febbraio 2016, e l’articolo 51 della legge numero 3 del 16 gennaio 2003 è stato modificato che istituiva il divieto di fumare nei luoghi pubblici chiusi, estendendolo anche agli autoveicoli in sosta o in movimento se in presenza di minorenni o di donne in stato di gravidanza. Il valore della multa raddoppia nel caso in cui il minorenne a bordo abbia meno di 12 anni o se la donna è in“evidente stato di gravidanza”. Il divieto, che invece non si applica ai ciclomotori e ai motoveicoli anche se con carrozzeria chiusa, prevede una sanzione pecuniaria che di norma è compresa tra 27,50 euro e 275 euro.

Dietro l’approvazione di questa norma, tuttavia, non vi è una motivazione di sicurezza alla guida, ma una motivazione sanitaria di riduzione dei danni da fumo passivo. La modifica alla legge, ha spiegato il Ministero della salute, “ha lo scopo di tutelare bambini, neonati e nascituri impedendo l’assorbimento delle sostanze nocive in un ambiente chiuso come un’autovettura, in cui si è costretti a trascorrere un certo tempo senza la possibilità di allontanarsi”. Per quanto riguarda il disegno di legge, invece, il discorso è ben diverso. Il presidente del Codacons Carlo Rienzi commentando i dati del 2015 che stabilivano che il 15% degli incidenti stradali dovuti a una distrazione, la cui media arriva a 11,5 secondi mentre ci si accende o si fuma una sigaretta, ha soffermato la sua attenzione sul tema sicurezza. Ma nonostante il disegno di legge n. 1902 puntasse a modificare il Codice della Strada per il fatto di vedere nella sigaretta una fonte di distrazione, alla fine la legge si è convertita in una contravvenzione atta a difendere categorie molto sensibili.

divieto di fumareMa come nasce tutto questo? Come mai ci si è posti il problema del fumo passivo in auto solo diversi anni dopo aver preso la decisione di vietare l’uso delle sigarette nei luoghi pubblici, proprio per ridurre al minimo questo problema? Forse ad ispirarci sarà stata l’Inghilterra che ha fatto una grande campagna di sensibilizzazione, tanto che ormai da molti anni le auto in questo paese sono smokefree in presenza di minori. Proprio in seguito alla mobilitazione del Paese oltre Manica, l’interesse dei medici, soprattutto dei pediatri si è concentrato proprio su ciò che prima non era stato nemmeno preso in considerazione, il fumo passivo in auto.  La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale dichiara a tal proposito che “l’esposizione al fumo passivo ha effetti negativi sulla salute dei bambini che restano i soggetti da tutelare, insieme alle donne in stato di gravidanza”.

Per riassumere quanto stabilisce la legge, cioè quanto è in vigore e, quindi, sanzionabile, abbiamo pensato di realizzare un breve vademecum:

È vietato fumare nei locali chiusi, ad eccezione di:

  1. quelli privati non aperti ad utenti o al pubblico;
  2. quelli riservati ai fumatori e come tali contrassegnati.

Tale divieto è esteso anche:

  • alle aree all’aperto di pertinenza delle istituzioni  del sistema educativo di istruzione e di formazione;
  • alle pertinenze esterne delle strutture universitarie ospedaliere, presidi ospedalieri e IRCCS pediatrici;
  • alle pertinenze esterne dei reparti di ginecologia e ostetricia, neonatologia e pediatria delle strutture universitarie ospedaliere e dei presidi ospedalieri e degli IRCCS.

Per quanto riguarda gli automobilisti:

il divieto di cui al comma 1 è esteso al conducente di autoveicoli, in sosta o in movimento, e ai passeggeri a bordo degli stessi in presenza di minori di anni diciotto e di donne in stato di gravidanza. Naturalmente resta aperta la questione della sigaretta elettronica. Questo dispositivo è arrivato sul mercato qualche anno fa con l’obiettivo di fungere da deterrente per gli accaniti fumatori. Dopo l’uscita, il 10% dei fumatori ha optato totalmente per il rimedio elettronico. Un utilizzo elevato che andrebbe regolata dalla legge, ma, diciamo la verità, a tal proposito la legge non è chiarissima per quanto riguarda il suo uso in auto, anche se nel decreto se ne fa riferimento: “il presente decreto non si applica alle sigarette elettroniche e ai contenitori di liquido di ricarica soggetti a un obbligo di autorizzazione […]

Per quanto riguarda le sanzioni, queste sono disciplinate dall’articolo 7 della legge 11 novembre 1975, n. 584, aggiornata dall’articolo 52, comma 20, della legge 448 del 2001: i trasgressori sono soggetti alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 25 a euro 250. La misura della sanzione è raddoppiata qualora la violazione sia commessa in presenza di una donna in evidente stato di gravidanza o di lattanti o bambini. Forse per alcuni sanzioni di questo tipo sono considerate troppo blande, ma e pur sempre qualcosa. Fumare in presenza di bambini o donne incinte dovrebbe essere puro buon senso, non dovrebbe nemmeno esserci bisogno di una legge che lo vieti, ma quando questo non avviene è lo Stato a dover intervenire ed in questo caso lo ha fatto. 

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