Le auto più famose della storia

L’auto è uno dei mezzi più utilizzati sin dalla sua invenzione. Muoversi sulle quattro ruote è una passione che spesso ritroviamo nei film, nelle serie tv ma anche nella vita comune. Così come noi anche i personaggi famosi ne fanno uso e, molte delle loro auto sono diventate delle icone quasi quanto i loro padroni. La storia, nel tempo, ha reso famose alcune automobili al punto che abbiamo deciso di sfogliare i libri per trovare quelle che si sono distinte negli anni.

Le conoscevi le auto più famose della storia?

Le auto più famose della storiaLe automobili hanno accompagnato diversi momenti della vita di ognuno e segnato quelli di altri. Non a caso è per molti associata ad un’auto la morte del presidente degli stati uniti John Fitzgerald Kennedy. Accadde a Dallas il 22 novembre 1963 a bordo di una Lincoln, Kennedy venne raggiunto da alcuni proiettili mentre era in auto con la moglie Jacqueline tra un mare di gente che lo acclamava ed applaudiva. Il modello della Lincoln era dotato di una capote rigida che, però in quell’occasione era calato per consentire a Kennedy di salutare la folla. E questo gli fu fatale.

L’auto tanto famosa è conservata presso il museo Henry Ford di Dearborn, nel Michigan (USA). Per la Ford quell’incidente fu una svolta. Il modello aveva un prezzo di mercato di 7.300 dollari ma dopo la morte del Presidente Usa il prezzo lievitò fino a 200.000 dollari. La Lincoln di John Fitzgerald Kennedy aveva le maniglie anche nella parte posteriore per permettere agli agenti della sicurezza di tenersi saldi durante la marcia. Inoltre il colore, secondo alcune indiscrezioni, venne scelto appositamente così per poter apparire al meglio sugli schermi televisivi.

A premere il grilletto del fucile che uccise il trentacinquesimo presidente degli stati Uniti fu Lee Harvey Oswald, operaio, attivista ed ex militare. Per indagare sull’omicidio fu istituita una commissione d’inchiesta, la commissione Warren, che giunse alla conclusione che Kennedy fu colpito da un unico cecchino. In molti era d’accordo, ma altrettanti no tanto da spingere il governo a creare nel 1976 un nuovo organo che indagasse sull’accaduto, la United States House Select Committee on Assassinations (HSCA) che presentò il risultato del suo lavoro nel 1979.

Grazie ai rilevamenti acustici, si ritenne che gli spari uditi erano quattro e che il presunto assassino del Presidente, poi  ucciso dal criminale Jack Ruby, potrebbe avere agito in associazione con altre persone.  La conclusione fu che Oswald aveva ucciso Kennedy da solo e poi era stato ucciso a sua volta da Ruby che intendeva vendicare Kennedy, vi era riuscito solo a causa dell’insufficiente sorveglianza nella stazione di polizia di Dallas.

Tra le cose che da sempre caratterizzano le auto c’è la velocità, ma mica si sfrecciava a 200 km/h alla fine dell’800 quando l’automobile era da poco stata inventata. Certi livelli si sono raggiunti solo anni dopo, con l’avanzare della tecnologia e della messa in sicurezza dei veicoli. Nonostante questo furono fatti diversi tentativi che, in alcuni casi, si sono rivelati straordinari. Il primo record di velocità della storia fu stabilito nel 1898 in Francia. L’auto era una Jeantaud, marchio francese operante a Parigi del 1893 al 1906.

Charles Jeantaud realizzò un’auto elettrica dalle linee ergonomiche, la prima nel settore. Ma Jeantaud non è famoso solo per questo, ma anche per aver realizzato l’auto che per prima raggiunse i 63,15 km/h, record stabilito dal pilota automobilistico Gaston Chasseloup-Laubat. In quegli stessi anni inizia ad operare, sempre in Francia, un’altra azienda di automobili, Societe des Moteurs Gobron-Brillié, fondata dall’ingegnere francese Eugène Brillié e l’uomo d’affari Gustave Gobron e famosa per aver prodotto fino al 1930 la Gobron-Brillié.

Quest’auto è diventata famosa per essere stata la prima a superare le 100 miglia orarie, cioè 161 km/h stabilendo il record di 103,56 mph (166,64 kmh). Sono proprio i primi anni del ‘900 che segnano delle svolte nel campo automobilistico e della velocità. Nel 1906, appunto, arriva Fred Marriott, un pilota da corsa americano che al volante della Stanley Rocket, stabilì il nuovo primato a 127.659 mph (205.5 kmh), sulla pista di Daytona.  Record da lui mai superato nonostante i tentativi messi in atto l’anno successivo quando, sulla pista, a causa di una buca il suo veicoli si spezzò in due.

Le auto più famose della storiaSicuramente la ricorderanno tutti, la Little Bastard di James Dean, dai lui affettuosamente battezzata che lo accompagnò nel suo ultimo viaggio. L’attore americano, perse la vita il 30 settembre 1955, all’età di soli 24 anni , a bordo della sua Porsche Spider 550. Ma non è solo questo che rese famosa quell’auto. Alcuni parlano della maledizione della Little Bastard. Non a caso, infatti, molti dei successivi proprietari del veicolo di Dean furono colpiti da strani incidenti in alcuni casi anche mortali.  

Dopo la morte dell’attore “maledetto” la sua macchina fu acquistata da George Barris, noto nell’ambiente cinematografico per i suoi straordinari effetti speciali.  Durante il trasporto l’auto si sganciò dai sostegni del rimorchio e spezzò una gamba ad un meccanico. Alcuni anni dopo  il motore dell’auto di Dean fu venduto ad un medico, pilota dilettante, che lo installò sulla sua auto da corsa. Durante una competizione il medico perso il controllo dell’autovettura, investì ed uccise uno degli addetti al controllo della gara.

Ma non solo, il medico rimase gravemente ferito ed un altro pilota che aveva montato sulla sua auto un semiasse proveniente sempre dalla Little Bastard  ebbe un gravissimo incidente stradale. Un altro corridore utilizzò i suoi copertoni e rischiò di morire. Che fosse casualità o la vera maledizione della Little Bastard non è dato saperlo ma, negli anni, gli incidenti che coinvolgevano chiunque avesse a che fare con quell’auto non si fermarono.

Il corpo principale dell’auto, la scocca, era nel deposito di Barris. Un ragazzino che si intrufolò all’interno dell’auto con lo scopo di rubarne qualche pezzo ebbe un incidente, si tagliò un braccio sul telaio e i medici furono costretti ad amputargli l’arto. La carrozzeria ed il telaio del Porsche non furono gettati via ma vennero utilizzati in una mostra itinerante sui pericoli dell’alta velocità. Pagando 50 centesimi i visitatori potevano sedere al posto di guida, ma anche in questo caso si verificarono sinistri incidenti. Nella tappa di Sacramento il telaio dell’auto senza alcun preavviso si staccò rompendo l’anca di un visitatore.

Alla tappa successiva della mostra il camion che trasportava i rottami dell’auto fu tamponato violentemente e nell’urto i portelloni si aprirono, l’auto slittò all’esterno e travolse ed uccise un uomo a bordo di un’ altra auto. In Oregon il freno a mano del camion si ruppe all’improvviso e il mezzo frantumò una enorme vetrina di un vicino negozio. Infine a New Orleas, la Porsche Little Bastard si distrusse in 11 pezzi in seguito al cedimento dei sostegni della pedana sulla quale era poggiata.

A questo punto gli organizzatori della mostra non ne vollero più sapere e caricarono l’auto su un treno per rimandare i rottami a Los Angeles. L’auto, però, non giunse mai a destinazione scomparendo nel nulla. Vani furono i tentativi di ritrovarla, svanì senza lasciare traccia. Le auto appassionano tutti soprattutto se legate ad episodi così surreali o cruenti. Conoscerne la storia è un modo per amarla ancora di più.

 

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