Storia di un marchio: la Fiat

La Fiat è un marchio automobilistico italiano che ci ha resi famosi nel mondo grazie alle sue straordinarie quattro ruote. Tutti lo conosciamo e molti hanno avuto, lungo il corso della propria vita, un’auto firmata Fiat. Ma come e dove nasce la Fiat? Come, negli anni, è riuscita a diventare un colosso nell’industria automobilistica apprezzato anche fuori dal nostro paese? Dalla sua fondazione fino ai giorni nostri ecco la storia di un nome che molti associano all’Italia e che per molti è motivi di vanto. Basti pensare alla 500 divenuta simbolo della Fiat nel mondo e che fu, anni addietro, utilizzata anche per promuove una birra e la si vedeva sfrecciare tra le strade newyorkesi nella sua favolosa tinta giallo taxi.

La Fiat, il marchio che ci rende orgogliosi di essere italiani

FiatL’azienda Fiat ha una storia antichissima. Alcuni aristocratici pensarono bene di fondare un industria che producesse automobili nella città di Torino. L’idea nacque dalle geniali menti di  Emanuele Cacherano di Bricherasio e Cesare Goria Gatti  che erano, all’epoca, i fondatori dell’ACI Automobile Club d’Italia. In Europa si stavano iniziando a vedere fabbriche di questo tipo, soprattutto al Nord, ed è a loro che volevano ispirarsi i nostri compatrioti per mette in piedi un’azienda degna di questo nome che ci facesse conoscere nel resto del mondo.

Alla lista degli interessati a metter su un’impresa automobilistica si aggiunsero anche il conte Roberto Biscaretti di Ruffia, il marchese Alfonso Ferrero di Ventimiglia, il banchiere e industriale della seta Michele Ceriana-Mayneri, l’avvocato Carlo Racca, il possidente Lodovico Scarfiotti, l’agente di cambio Luigi Damevino e l’industriale della cera Michele Lanza. Era l’11 luglio 1899 quando questi notabili si riunirono per sottoscrivere l’atto di “Costituzione della Società Anonima Fabbrica Italiana di Automobili – Torino” versando un capitale di 800.000 lire in 4.000 azioni (circa 10 milioni di euro attuali) ed affidarono la presidenza a Ludovico Scarfiotti.

Durante le attività burocratiche legate alla costituzione della nuova società Michele Lanza decise di ritirarsi e parte della sua quota azionaria venne acquistata da Giovanni Agnelli, colui che per noi è legato a doppio filo al marchio Fiat. Iniziò così la produzione di automobili. La prima nata in casa Fiat fu il modello 3½ HP, ispirata alla Welleyes, un’automobile progettata anni prima dall’ing. Aristide Faccioli e costruita artigianalmente da Giovanni Battista Ceirano. Ne furono prodotti 8 esemplari nel 1899 e proprio in quello stesso anno la società prese il nome definitivo di Fiat.

Dopo questo primo impatto con la produzione di automobili iniziò la costruzione dello stabilimento conosciuto come il Lingotto a Torino. La sua edificazione richiese circa 7 anni, dal 1916 al 1923 quando entrò in funzione per la prima volta. Inizialmente portare avanti un’azienda di questo tipo non fu facile e le defezioni non furono poche, anzi, si arrivò al punto che l’intera proprietà della Fiat era quasi ed esclusivamente nelle mani di Giovanni Agnelli che ne rimarrà a capo fino a dopo la seconda guerra mondiale.

Agnelli era legato al regime fascista e questo mise a rischio la sua proprietà. Essendo l’unico erede della sua famiglia decide di passare le redini dell’impresa a Valletta, noto dirigente italiano incontrato alla Lega Industriale di Torino.Valletta si occupò della gestione dell’azienda per conto della famiglia Agnelli e, nonostante i tempi difficili, riuscì a mantenere in piedi la Fiat preparandola per la nuova dirigenza, quella dell’erede Gianni Agnelli che divenne presidente nel 1966 e lo rimase fino a quando compì 75 anni. Dopo copriranno la carica l’ex amministratore delegato Cesare Romiti e poi Paolo Fresco, un dirigente genovese ex lavoratore della General Electric negli USA.

Anni dopo il comando della Fiat tornerà nelle mani di un Agnelli, Umberto e, dopo la sua morte sarà la volta di Luca Cordero di Montezemolo. Iniziano, però, a farsi spazio i giovani della famiglia, in particolar modo John Elkann, stato nominato vice presidente all’età di 28 anni.  Oggi, la Fiat è uno dei maggiori gruppi aziendali italiani, che vanta inoltre significative attività anche all’estero, dove è presente in 61 nazioni con 1063 aziende che impiegano oltre 223.000 persone, 111.000 delle quali al di fuori dell’Italia. Con gli anni la sua produzione si è diversificata, da altri settori dell’industria ai servizi finanziari, per far fronte alle nuove esigenze di mercato. Solo nel 2014 ecco i numeri legati alle vendite dei modelli più amati ed apprezzati firmati Fiat:

FiatFiat 500                180.457 modelli venduti

Fiat Panda          152.332 modelli venduti

Fiat 500L              94.125 modelli venduti

Fiat Punto           86.668 modelli venduti

Fiat Freemont   17.417 modelli venduti

Ed il logo? Negli anni si è evoluto sempre conservando la scritta Fiat a lettere cubitali, passando dal nero al blu. Oggi il logo è la scritta FIAT, di colore avorio e leggermente allungata su uno sfondo rosso cromato, il tutto inserito in una cornice rotonda ombreggiata in modo da ottenere un effetto tridimensionale. Questo stemma identifica gli ultimi modelli della casa automobilistica che si occupa soprattutto di creare auto vetture di piccole e medie dimensioni. Infatti, da anni, non si vedono coupé e spider della Fiat e, più precisamente, dal 2000 quando entrarono sul mercato la Fiat Coupé e poi nel 2005 la Fiat Barchetta.

Se scarseggiano le auto sportive non si può dire lo stesso per le crossover o Suv, infatti, tra i modelli più venduti vi è la Fiat Freemont commercializzata a partire dal 2011. Lunga circa 5 metri nasce come sostituta della vecchia Croma uscita dal circuito delle vendite lo stesso anno in cui arriva la Freemont. I modelli più famosi della Fiat, però, restano la 500, la Panda, Panda Classic, la Qubo e la Punto a cui si aggiungono gli MPV compatti come la Doblò e la 500L. Seguendo la fortunata scia della 500 nascono altre minivetture come la Fiat Sedici ,un mini SUV italo-giapponese ma la sua vita sarà breve, presto rimpiazzata  dalla 500x, crossover disegnata nel Centro Stile Fiat e assemblata nello stabilimento di Melfi.

Non mancano nemmeno modelli a due volumi come la Fiat Bravo,erede della Stilo e la Fiat Ulysse. Esistono, però alcuni modelli pensati per il mercato europeo ed extraeuropeo ma poco visti da noi in Italia, come la Fiat Linea e la Fiat Albea. Rimanere sulla cresta dell’onda in un mercato così competitivo com’è quello automobilistico non è facile ma, la Fiat da anni resta un colosso dell’industria italiana e mondiale. Auto che hanno fatto la storia dei nostri nonni , dei nostri genitori, nostra e probabilmente anche dei nostri figli accompagnandoci lungo viaggi assicurando la sicurezza e  la comodità che solo Fiat può dare. Un marchio, quello Fiat, una garanzia di affidabilità e classe che sono tutte italiane.

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