Storia di un marchio: Audi

Ci siamo occupati di case automobilistiche italiane note in tutto il mondo come la Fiat e l’Alfa Romeo. Oggi, ci occuperemo di un marchio altrettanto famoso ma che fonda le sue origini oltralpe e più precisamente in Germania: l’Audi. Nasce nel 1909 con il nome di August Horch Automobilwerke GmbH che però fu cambiato l’anno dopo in quello che poi sarà il nome con cui è conosciuta anche oggi, Audi.

L’Audi e la sua lunga storia che parte dalla Germania.

audiIl suo fondatore fu August Horch, che non solo padre della casa automobilistica ma anche uno dei personaggi più importanti nel campo della nascita e dello sviluppo dell’automobile in Europa alla fine del XIX secolo. Horch fondò sempre in Germania la A. Horch & Cie, una ditta specializzata in riparazioni di automobili, le prime della storia, poi diventa una vera e propria casa costruttrice. Le sue idee innovative e la continua voglia di migliorarsi non erano, però, benviste da colleghi e soci tanto che questi giunsero ad estrometterlo dalla società. Ma lui, non si arrese. 

Fondò una nuova casa automobilistica dal nome August Horch Automobilwerke GmbH  ma venne presto in contatto con i suoi ex soci che gli vietarono di utilizzare quel nome perché già registrato. La cosa non andò giù ad August Horch che, però, riuscì a raggirare l’ostacolo. Grazie alle conoscenze del latino del figlio di un suo caro amico ebbe l’idea. In tedesco, infatti, la parola “horch” significa ascoltare nella sua forma imperativa. In latino, quindi, “horch” poteva essere tradotto con l’imperativo del verbo “audire”, cioè “audi“. Ecco che, nel 1909 a Zwickau, in Sassonia nacque la “Audi-Werke”.

La qualità delle vetture messe in commercio dalla nuova azienda Audi ebbero grande successo, vista anche la rinomata fama del fondatore che da anni lavorava nel settore automobilistico. La prima Audi nacque nel 1910 con il nome di Typ A, poi sostituita dalla Typ B e dalla Typ C, l’auto con la quale l’Audi entrò nel circuito delle gare automobilistiche e che vinse per ben tre volte la Corsa Alpina dell’Austria, gara difficile ed impegnativa.

Nonostante lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, l’Audi non subì gravi perdite anche grazie al fatto che da qualche anno si occupava di produrre e realizzare autocarri e che i vertici dell’esercito scelsero proprio l’Audi come casa produttrice per i propri mezzi di trasporto. Dopo la guerra l’Audi, così come quasi tutte le case che producevano auto, fu costretta a riproporre i modelli pre-bellici non avendo avuto modo di occuparsi di nuovi progetti durante il conflitto. Ecco, quindi, che tornano sul mercato
Typ C, la Typ E e la Typ G.

Appena fu possibile si diede spazio a nuovi progetti dai quali nacque la Typ K dotata di nuovi accessori come il monoblocco in lega leggera con canne in ghisa e l’impianto frenante su tutte e quattro le ruote. Horch, però, assoldato dalle autorità tedesche per svolgere compiti amministrativi lasciò l’Audi per trasferirsi a Berlino. L’azienda, in quel periodo,affrontò serie difficoltà considerando che il lancio della nuova Typ K e della successiva Typ M si rivelarono fallimentari. Viste le difficoltà Horch tornò in azienda lavorando ad un nuovo progetto, quello per la Typ R, conosciuta anche con il nome di Imperator.

audiMa, un nuovo fiasco era alle porte. La nuova auto non rilanciò la casa automobilistica anzi, la porto ad un passo dalla bancarotta. L’unica soluzione fu vendere la maggioranza delle quote azionarie dell’Audi a Jørgen Skafte Rasmussen, titolare della Zschopauer Motorenfabrik, conosciuta anche con l’acronimo DKW. Questa transazione ebbe luogo nel 1928 e da allora l’Audi smise di essere una casa automobilistica per divenire un semplice marchio. La cosa si stavano mettendo meglio per l’Audi quando, nel 1929 ci fu il crollo della Borsa di Wall Street. Anche la DKW subì gravi perdite tanto da rendere necessario l’intervento di Richard Bruhn, emissario della Staatsbank, principale creditrice della DKW.

Per risistemare l’economia dell’azienda, Bruhn propose l’acquisizione, da parte della DKW, di altri due marchi in grave difficoltà, ossia la Horch e la Wanderer. Nacque così l’Auto Union, il 29 giugno del 1932. A questo punto, tutti i modelli Audi fino ad allora prodotti furono ritirati dal mercato e sostituiti con un nuovo modello, più moderno, la Typ UW Front, prima vettura  a trazione anteriore. Ma nemmeno questa nuova auto portò al successo. Sembrava essere giunti ad un punto di rottura con l’Audi, marchio ormai tutt’altro che redditizio ma, l’intervento di August Horch, entrato a far parte del consiglio amministrativo della Auto Union,  ne scongiurò la messa in atto.

Venne allora lanciata la Audi 920 ed il successo fu notevole. Furono immessi sul mercato ben 1280 esemplari ma, la vendita fu bloccata dalla scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Durante il conflitto l’Auto Union non ebbe un ruolo di rilievo ma, a causa delle conseguenze del conflitto il marchio Audi non fu utilizzato per i successivi 20 anni. Intanto Stato Maggiore dell’Auto Union fuggì dalla Sassonia portando con sé tutto quanto fu possibile con lo scopo di dare nuova vita all’azienda trasferitasi a Ingolstadt, in Baviera. Nacque l’Auto Union DKW che produsse automobili con i marchi DKW ed Auto Union caratterizzate dal ben noto stemma con quattro anelli intrecciati.

A partire dal 1963 iniziarono le vendite di pacchetti azionari dell’azienda alla Volkswagen che rilanciò il marchio Audi. Al Salone di Parigi del 1965 venne presentata la Audi 72. Alcuni anni dopo venne immessa sul mercato l’Audi 80 dotata di ABS e cinture di sicurezza oltre che da un nuovo motore a iniezione diretta da 112cv. In seguito venne progettata e realizzate le Audi 90, 60, 75, 50 e 100. Ma la vera svolta per l’Audi si ebbe nel 1980 quando Ferdinand Piëch, nipote di Ferdinand Porsche assunse la guida del gruppo Volkswagen . Inventò le quattro ruote motrici aprendo il mercato alle auto sportive della linea Audi quattro.

Con gli anni le innovazioni portarono l’Audi tra i marchi può apprezzati in Europa. Vennero realizzate la nuova A8 con scocca interamente in alluminio, l’A4 e l’A6. Tra i modelli più recenti grande successo hanno avuto l’Audi A 3 e l’Audi TT, una coupé compatta le cui linee sportive. Attualmente la gamma Audi può contare su importanti modelli come la compatta da città Audi A1, lamedia A3, la berlina A4, la berlina di gamma alta A6, l’ammiraglia di lusso A8, la coupé sportiva TT e i SUV Q7 e Q5.

Per attestare l’importanza che il marchio Audi ha avuto nella storia recente e meno recente è stata istituito il museo Audi ad Ingolstadt, proprio accanto allo stabilimento industriale. In questo museo è possibile ripercorrere le varie tappe che negli anni l’azienda ha vissuto, conoscere le aziende a cui è stata legata fino ai giorni nostri. L’Audi è un marchio longevo la cui vita ha avuto alti e bassi ma che oggi si poggia su basi solide che l’hanno reso uno dei più famosi ed amati non solo in Europa ma in tutto il mondo. L’esperienza che ha segnato la vita dell’Audi ne ha fatto un marchio forte in grado di dare vita ad auto straordinarie dalle notevoli prestazioni e dalle linee eleganti e morbide.

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